_Come messer Gran Cane riformò la città di Verona, e fece giustizia de’
traditori._
Messer Gran Cane avendo racquistata Verona avventurosamente si fece
appresentare i prigioni, e diligentemente volle investigare la verità,
come i cittadini aveano acconsentito al traditore, e udita la sagacità
dell’inganno, comportò dolcemente l’errore del popolo. E raddirizzato
l’ordine al governamento della città, fece impiccare in sù la piazza di
mezzo il mercato di Verona il corpo di messer Frignano, e ventiquattro
caporali partefici al tradimento del fratello, tra’ quali fu Giovannino
Canovaro di Verona grande cittadino con quattro suoi figliuoli, e
Alboino della Scala suo consorto, e messer Alberto di Monfalcone
grande conestabile, e Giannotto fratello di madre di messer Frignano,
e due figliuoli di Tebaldo da Camino, e due medici de’ signori della
Scala, e il notaio della condotta, e altri uficiali infino al numero
sopraddetto. A prigione ritenne messer Feltrino da Mantova, e messer
Ugolino e messer Guglielmo suoi figliuoli, e messer Federigo suo
fratello, e Piero Ervai di Firenze, il quale era fatto podestà di
Verona per messer Frignano, il quale si ricomperò per non essere
impiccato fiorini diecimila d’oro. Guidetto Guidetti si ricomperò per
simile cagione fiorini dodicimila d’oro. Messer Giovanni da Sommariva
e Tebaldo da Camino vi rimasono prigioni, e a’ cavalieri soldati tolse
l’armi e’ cavalli, e feceli giurare di non essere mai contro a lui, e
lasciolli andare. A coloro che più singolarmente l’aiutarono in questo
fatto, come fu messer Manno Donati, e que’ dell’Ischia, e quelli di
Boccuccio de’ Bueri tutti cittadini di Firenze, ch’adoperarono gran
cose in sul fatto, provvide di possessioni de’ traditori, e molti altri
ebbono grazia da lui cittadini e forestieri. E rimaso libero signore
come di prima, aontato contro al signore di Mantova, avuta gente d’arme
dal marchese di Brandimborgo cavalcò sul Mantovano, e ruppe la lega, e
dissimulava trattato d’allegarsi con l’arcivescovo di Milano, insino
che le cose si ridussono a concordia per sollecita operazione de’
Veneziani, come al suo tempo innanzi racconteremo.