CAP. XCIV.

_Come i Veneziani ordinarono lega contro al Biscione._

Incontanente che agli altri signori lombardi fu palese la risposta

fatta pe’ Veneziani all’arcivescovo, il gran Cane di Verona, e’ signori

di Padova, e que’ di Mantova, e il marchese da Ferrara e i Veneziani,

feciono parlamento per loro solenni ambasciadori, ove si propose di

fare lega insieme, e taglia di gente d’arme contro all’arcivescovo di

Milano, il quale parea loro che fosse troppo montato; e non fidandosi

tutti insieme di potere resistere alla grande potenza dell’arcivescovo,

s’accordarono di fare passare a loro stanza l’imperadore in Italia.

E dopo più parlamenti sopra ciò fatti fermarono compagnia e lega

tra loro, e taglia di quattromila cavalieri, e fecionla piuvicare

in Lombardia, e con grande istanza per loro segreti ambasciadori

richiesono e pregarono il comune di Firenze che si dovesse collegare

con loro, prendendo ogni vantaggio che volesse: ma perocchè il detto

comune era in pace coll’arcivescovo, per alcuna preghiera o promessa di

vantaggio che fatta fosse, non potè essere recato che la pace volesse

contaminare. I collegati incontanente mandarono ambasciadori solenni

in Alamagna all’imperadore, per inducerlo a passare in Lombardia

contro all’arcivescovo di Milano, offerendogli tutta la loro forza,

e danari assai in aiuto alle sue spese, acciocchè meglio potesse

tenere la sua cavalleria; e per tutto fu divulgata la fama, che in

quest’anno l’imperadore passerebbe a istanza della detta lega. Queste

cose furono ferme e mosse del mese di dicembre del detto anno. E stando

gli allegati in aspetto, non si provvidono di fare la gente della

taglia infino al primo tempo, nè d’avere capitano; e però lasceremo al

presente questa materia, tanto che ritornerà il suo tempo, e diremo di

quelle che ci occorrono al presente a raccontare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 98 / 214 题