_Come i Veneziani ordinarono lega contro al Biscione._
Incontanente che agli altri signori lombardi fu palese la risposta
fatta pe’ Veneziani all’arcivescovo, il gran Cane di Verona, e’ signori
di Padova, e que’ di Mantova, e il marchese da Ferrara e i Veneziani,
feciono parlamento per loro solenni ambasciadori, ove si propose di
fare lega insieme, e taglia di gente d’arme contro all’arcivescovo di
Milano, il quale parea loro che fosse troppo montato; e non fidandosi
tutti insieme di potere resistere alla grande potenza dell’arcivescovo,
s’accordarono di fare passare a loro stanza l’imperadore in Italia.
E dopo più parlamenti sopra ciò fatti fermarono compagnia e lega
tra loro, e taglia di quattromila cavalieri, e fecionla piuvicare
in Lombardia, e con grande istanza per loro segreti ambasciadori
richiesono e pregarono il comune di Firenze che si dovesse collegare
con loro, prendendo ogni vantaggio che volesse: ma perocchè il detto
comune era in pace coll’arcivescovo, per alcuna preghiera o promessa di
vantaggio che fatta fosse, non potè essere recato che la pace volesse
contaminare. I collegati incontanente mandarono ambasciadori solenni
in Alamagna all’imperadore, per inducerlo a passare in Lombardia
contro all’arcivescovo di Milano, offerendogli tutta la loro forza,
e danari assai in aiuto alle sue spese, acciocchè meglio potesse
tenere la sua cavalleria; e per tutto fu divulgata la fama, che in
quest’anno l’imperadore passerebbe a istanza della detta lega. Queste
cose furono ferme e mosse del mese di dicembre del detto anno. E stando
gli allegati in aspetto, non si provvidono di fare la gente della
taglia infino al primo tempo, nè d’avere capitano; e però lasceremo al
presente questa materia, tanto che ritornerà il suo tempo, e diremo di
quelle che ci occorrono al presente a raccontare.