CAP. LXXXVII.

_Come i Pisani feciono confinati._

I Pisani vedendosi il tirannesco fuoco a’ loro confini, temettono de’

loro cittadini animosi di parte ghibellina, che per invidia de’ loro

reggenti avrebbono voluto la signoria dell’arcivescovo di Milano. E

temendo per questo i Gambacorti e i loro seguaci perdere lo stato,

di presente votarono la città d’ogni sospetto, mandando a’ confini

de’ loro cittadini, e prendendo buona guardia dentro e di fuori,

intendendosi co’ Fiorentini amichevolmente per la comune franchigia. In

questi medesimi dì, avendo il tiranno preso sdegno contro a’ Fiorentini

per gli ambasciadori ch’aveano mandati a confortare i Genovesi della

loro franchigia, mosse loro lite dicendo, ch’aveano rotta la pace,

perocchè non avevano disfatto Montegemmoli nell’alpe, avendo egli

voluto assegnare la Sambuca e ’l Sambucone, come diceano i patti della

pace, a Lotto Gambacorti come amico comune, non ostante che per lui non

fosse voluto ricevere, parendogli avere osservato dalla sua parte: per

la qual cosa s’accozzarono ambasciadori di catuna parte a Serezzana,

e mostrato fu per ragione che per quella offerta e’ non era scusato,

nè aveva adempiute le convenenze, e però i Fiorentini non erano in

colpa. La cagione che acquetò l’arcivescovo fu, che non gli parve tempo

utile a muovere guerra a’ Fiorentini, e però s’acquetò, e consentì

alla loro ragione. Poco tempo appresso nel detto verno l’arcivescovo

mise cinquecento uomini al lavorio, e fece tutto il cammino per terra

da Nizza a Genova, ch’era scropuloso e pieno di molti stretti e mali

passi, appianare e allargare, tagliando le pietre per forza di picconi,

e facendo fare molti ponti ov’erano i mali valichi, sicchè gli uomini a

cavallo due insieme, e le some per tutto il cammino potessono andare,

cosa assai utile e notevole se fatto fosse a fine di bene; ma che che

l’arcivescovo e’ suoi s’avessono nell’animo, a’ Provenzali n’entrò

grande gelosia, e stettonne a Nizza e nell’altre terre in lunga

guardia, e poco lasciavano usare quello cammino, temendo della potenza

del tiranno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 91 / 214 题