_Rinnovazione del palio di santa Reparata._
In questi dì vacando in pace i Fiorentini, i priori vollono chiarire
perchè la chiesa cattedrale di Firenze era dinominata santa Reparata,
e perchè per antico costume in cotal dì s’è corso il palio in Firenze;
e trovossi per alcune scritture, come Radagasio re de’ Goti, e Svezi e
Vandali, avendo assalito l’imperio di Roma, e guaste in Italia molte
città e consumati gli abitanti, s’era messo ad assedio alla città
di Firenze con dugentomila cavalieri, essendo vescovo di Firenze il
venerabile san Zenobio della casa de’ Girolami nostro cittadino, il
quale avea seco due santi cappellani; e stando all’assedio, come a
Dio piacque, Onorio imperadore di Grecia in Italia venne al soccorso
dell’imperio di Roma, e in sua compagnia non avea oltre a tremila
cavalieri; e venendo incontro a’ nimici, tanta paura gli occupò, che
raccogliendosi dall’assedio, senza provvisione si misono ad entrare
tra le circustanti montagne, passando tra Fiesole e Monterinaldi, e
rattennonsi nella valle di Mugnone. Credesi, avvegnachè Onorio fosse
fedele cristiano, che Iddio facesse questo per le preghiere di san
Zenobio e de’ suoi santi cappellani. I barbari essendo rinchiusi
da aspre montagne, senza acqua e senza vittuaglia, dalla gente
dell’imperadore e da’ fiorentini paesani che sapeano i passi furono
ristretti per modo che uscire non ne poteano. Il loro re furandosi dal
suo esercito fu in Mugello preso e morto: e morendo i barbari di fame
e di sete, sentendo morto il loro re, gittate l’armi s’arrenderono,
e per fame e per ferro infine tutti perirono; e questo avvenne il
dì della festa della vergine benedetta santa Reparata, per la cui
reverenza s’ordinò e fece nuova chiesa cattedrale alla nostra città
intitolata del suo nome. E perocchè i nostri antichi non erano in
troppa magnificenza in que’ tempi, ordinarono che in cotal dì si
corresse un palio di braccia otto d’uno cardinalesco di lieve costo a
piede tenendosi al duomo, e movendosi i corridori di fuori della porta
di san Piero Gattolino: e per la rinnovazione di questa memoria il
comune l’ordinò di braccia dodici di scarlatto fine, e che si corresse
a cavallo.