CAP. LXXXV.

_Rinnovazione del palio di santa Reparata._

In questi dì vacando in pace i Fiorentini, i priori vollono chiarire

perchè la chiesa cattedrale di Firenze era dinominata santa Reparata,

e perchè per antico costume in cotal dì s’è corso il palio in Firenze;

e trovossi per alcune scritture, come Radagasio re de’ Goti, e Svezi e

Vandali, avendo assalito l’imperio di Roma, e guaste in Italia molte

città e consumati gli abitanti, s’era messo ad assedio alla città

di Firenze con dugentomila cavalieri, essendo vescovo di Firenze il

venerabile san Zenobio della casa de’ Girolami nostro cittadino, il

quale avea seco due santi cappellani; e stando all’assedio, come a

Dio piacque, Onorio imperadore di Grecia in Italia venne al soccorso

dell’imperio di Roma, e in sua compagnia non avea oltre a tremila

cavalieri; e venendo incontro a’ nimici, tanta paura gli occupò, che

raccogliendosi dall’assedio, senza provvisione si misono ad entrare

tra le circustanti montagne, passando tra Fiesole e Monterinaldi, e

rattennonsi nella valle di Mugnone. Credesi, avvegnachè Onorio fosse

fedele cristiano, che Iddio facesse questo per le preghiere di san

Zenobio e de’ suoi santi cappellani. I barbari essendo rinchiusi

da aspre montagne, senza acqua e senza vittuaglia, dalla gente

dell’imperadore e da’ fiorentini paesani che sapeano i passi furono

ristretti per modo che uscire non ne poteano. Il loro re furandosi dal

suo esercito fu in Mugello preso e morto: e morendo i barbari di fame

e di sete, sentendo morto il loro re, gittate l’armi s’arrenderono,

e per fame e per ferro infine tutti perirono; e questo avvenne il

dì della festa della vergine benedetta santa Reparata, per la cui

reverenza s’ordinò e fece nuova chiesa cattedrale alla nostra città

intitolata del suo nome. E perocchè i nostri antichi non erano in

troppa magnificenza in que’ tempi, ordinarono che in cotal dì si

corresse un palio di braccia otto d’uno cardinalesco di lieve costo a

piede tenendosi al duomo, e movendosi i corridori di fuori della porta

di san Piero Gattolino: e per la rinnovazione di questa memoria il

comune l’ordinò di braccia dodici di scarlatto fine, e che si corresse

a cavallo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 89 / 214 题