_Come fu presa e lasciata Vicorata._
Di questo mese di settembre del detto anno, il conte Guido da
Battifolle avendo accolta gente de’ suoi fedeli e del conte Ruberto,
sentendo che Andrea di Filippozzo de’ Bardi signore del contado del
Pozzo e di Vicorata era in bando del comune di Firenze per malificio,
tenendosi gravato da lui, improvviso di mezza notte venne a Vicorata,
e con alcuno trattato il dì seguente entrò in Vicorata, ed ebbe tutto
il procinto, e rinchiuso Andrea e alcuni de’ fratelli nella torre, alla
quale accostato il conte suoi dificii la faceva tagliare. Il comune
di Firenze sentendo i suoi cittadini a quello pericolo, non ostante
che fossono in bando, di presente mandarono comandando al conte Guido
che lasciasse quell’impresa. Il quale udito il comandamento de’ priori
di Firenze, essendo egli medesimo anco in bando del detto comune per
simile modo, di presente fu ubbidiente, e non lasciando alcuna cosa
torre o rubare se ne partì, e tornossi nel suo contado. La clemenza
del nostro comune poco appresso fece l’una parte e l’altra venire a
Firenze, e fatto fare pace tra loro, catuno per grazia trasse di bando.