CAP. LXXXII.

_Come fu presa e lasciata Vicorata._

Di questo mese di settembre del detto anno, il conte Guido da

Battifolle avendo accolta gente de’ suoi fedeli e del conte Ruberto,

sentendo che Andrea di Filippozzo de’ Bardi signore del contado del

Pozzo e di Vicorata era in bando del comune di Firenze per malificio,

tenendosi gravato da lui, improvviso di mezza notte venne a Vicorata,

e con alcuno trattato il dì seguente entrò in Vicorata, ed ebbe tutto

il procinto, e rinchiuso Andrea e alcuni de’ fratelli nella torre, alla

quale accostato il conte suoi dificii la faceva tagliare. Il comune

di Firenze sentendo i suoi cittadini a quello pericolo, non ostante

che fossono in bando, di presente mandarono comandando al conte Guido

che lasciasse quell’impresa. Il quale udito il comandamento de’ priori

di Firenze, essendo egli medesimo anco in bando del detto comune per

simile modo, di presente fu ubbidiente, e non lasciando alcuna cosa

torre o rubare se ne partì, e tornossi nel suo contado. La clemenza

del nostro comune poco appresso fece l’una parte e l’altra venire a

Firenze, e fatto fare pace tra loro, catuno per grazia trasse di bando.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 86 / 214 题