CAP. LXXXI.

_Come il prefetto venne a oste a Todi._

In questo tempo, la Chiesa di Roma per racquistare il Patrimonio

occupato dal prefetto da Vico avea tenuto gente d’arme a Montefiascone

guerreggiando il prefetto; e in questa guerra fra Moriale di Provenza,

grande guerriere e nomato soldato, con sue masnade avea servito la

Chiesa lungamente, senza potere avere l’intero pagamento de’ suoi

soldi, e però s’accostò col prefetto, e andò dalla sua parte con

quattrocento cavalieri. E vedendosi il prefetto sicuro dalla forza

della Chiesa, avendo in sua compagnia i Chiaravallesi usciti di Todi,

con fra Moriale e con altre sue genti d’arme di subito e improvviso se

ne venne a Todi, e con lui i Chiaravallesi, i quali si sentivano tanti

parenti e amici nella città, che si credeano, come fossono con forte

braccio ivi presso, che li vi rimetterebbono dentro o per ingegno o

per forza: ma trovaronsi ingannati, perocchè i cittadini temendo della

tirannia del prefetto e de’ loro cittadini si misono alla difesa, e il

prefetto e i Chiaravallesi ad assedio. Ma avendo i Todini aiuto da’

Perugini e dal comune di Firenze, che catuno vi mandò gente d’arme, il

prefetto perdè la speranza d’entrare nella terra; e statovi a campo di

settembre e d’ottobre, e dato il guasto intorno alla città, si partì

dall’assedio con suo poco onore.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 85 / 214 题