_Come fu assediata Argenta._
Essendo Francesco de’ marchesi da Este ribellato al marchese
Aldobrandino signore di Ferrara e di Modena, figliuolo del marchese
Obizzo; questo marchese Obizzo avea acquistato suo figliuolo
Aldobrandino d’amore, avendo per moglie la figliuola di Romeo de’
Peppoli di Bologna, della quale non ebbe figliuolo, e morta la detta
donna, il marchese fece legittimare questo suo figliuolo, e la madre
si prese per moglie. E venendo a morte, lasciò la signoria di Ferrara
e di Modena a questo suo figliuolo Aldobrandino, essendo d’illegittimo
matrimonio. Il marchese Francesco figliuolo del marchese Bertoldo,
a cui parea che di ragione s’appartenesse la signoria, per la qual
cosa temette che ’l marchese Aldobrandino per tema della signoria nol
facesse morire, e però si parti di Ferrara; ed essendo rubello, trattò
con Galeazzo de’ Medici da Ferrara, ch’era potente, e del segreto
consigliò del marchese Aldobrandino, e con altri cittadini di Ferrara,
e per consiglio di costoro, per avere braccio forte, s’accostò con
messer Malatesta da Rimini. E del mese d’agosto del detto anno messer
Malatesta in persona, e il detto marchese Francesco, con cinquecento
cavalieri e quattromila pedoni valicarono per le terre del signore di
Ravenna con sua volontà, e improvviso furono ad Argenta. E stati quivi
quattro dì, attendendo risposta da coloro con cui teneano il trattato
in Ferrara, e avuto da loro come quello ch’essi credevano poter fare
non vedeano venisse loro fatto, però sanza soprastare o fare alcuno
danno di presente se ne partirono, dando voce che il signore di Ravenna
avea chiuso il passo alla vittuaglia. E Galeazzo e altri che teneano al
trattato uscirono di Ferrara, e andaronsene al gran Cane di Verona,