CAP. LXXI.

_Come furono cacciati i ghibellini del Borgo._

All’entrante del mese di luglio del detto anno, i guelfi del Borgo a

san Sepolcro vedendosi sottoposti a quelli della casa de’ Bogognani,

caporali ghibellini e traditori di quella terra, la quale aveano

sottoposta all’arcivescovo di Milano per trattato di messer Piero

Sacconi, e per i patti della pace era rimasa libera sotto il dominio

de Bogognani, e non potendosi atare co’ Fiorentini e’ Perugini per non

fare contro a’ patti della pace, s’accostarono con Nieri da Faggiuola

loro vicino e terrazzano del Borgo, non ostante che fosse ghibellino,

perocchè si discordava co’ Tarlati d’Arezzo e co’ Bogognani; il quale

avendo fatta sua ragunata, i guelfi del Borgo levarono il romore, e

Nieri trasse colla sua gente, e messo nella terra, ne cacciarono i

Bogognani e tutti i ghibellini di loro seguito, e rubarono le case

degli usciti; e appresso riformarono la terra a comune reggimento

di guelfi e di ghibellini, com’era loro usanza, ritenendo Nieri da

Faggiuola per alcuno tempo per loro capitano con certa limitata balìa,

il quale poi ne trassono, come innanzi si potrà trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 75 / 214 题