_Come furono cacciati i ghibellini del Borgo._
All’entrante del mese di luglio del detto anno, i guelfi del Borgo a
san Sepolcro vedendosi sottoposti a quelli della casa de’ Bogognani,
caporali ghibellini e traditori di quella terra, la quale aveano
sottoposta all’arcivescovo di Milano per trattato di messer Piero
Sacconi, e per i patti della pace era rimasa libera sotto il dominio
de Bogognani, e non potendosi atare co’ Fiorentini e’ Perugini per non
fare contro a’ patti della pace, s’accostarono con Nieri da Faggiuola
loro vicino e terrazzano del Borgo, non ostante che fosse ghibellino,
perocchè si discordava co’ Tarlati d’Arezzo e co’ Bogognani; il quale
avendo fatta sua ragunata, i guelfi del Borgo levarono il romore, e
Nieri trasse colla sua gente, e messo nella terra, ne cacciarono i
Bogognani e tutti i ghibellini di loro seguito, e rubarono le case
degli usciti; e appresso riformarono la terra a comune reggimento
di guelfi e di ghibellini, com’era loro usanza, ritenendo Nieri da
Faggiuola per alcuno tempo per loro capitano con certa limitata balìa,
il quale poi ne trassono, come innanzi si potrà trovare.