_Come i Genovesi spregiarono la pace de’ Veneziani._
Tornando nostra materia a’ fatti de’ Genovesi e de’ Veneziani, in
questo primo tempo del detto anno i Genovesi levarono lo stendale di
sessanta galee, le quali incontanente cominciarono ad armare, e per
la compagnia ch’aveano fatta col re d’Ungheria contro a’ Veneziani
v’aggiunsono l’arme del detto re; e intendeano, che come e’ fossono
colla loro armata in mare, che ’l detto re avesse in Ischiavonia i
suoi Ungheri a fare guerra per terra a’ Veneziani, come avea promesso.
E certe galee ch’aveano allora in concio d’arme mandarono improvviso
nel golfo a’ Veneziani, le quali feciono in quello grave danno di
rubare molti legni che vi trovarono, traendone l’avere sottile, e
profondando i legni in mare; e con due loro galee sottili bene armate
valicarono san Niccolò del Lido, ed entrarono nel canale grande, e
nella città saettarono molti verrettoni. E tornandosi addietro, le
galee della guardia del golfo ch’erano per novero più che le genovesi,
potendosi abboccare con loro, non ebbono ardimento, che la paura del
re d’Ungheria gl’impacciava forte più che de’ Genovesi, per tema che
non traboccasse loro addosso la sua grande potenza. Le galee genovesi
non avendo contasto s’uscirono del golfo, e andarono al loro viaggio,
avendo fatto gran vergogna a’ Veneziani.