_Come si fe’ l’accordo da’ Sanesi a Montepulciano._
I Sanesi avendo voglia di vincere Montepulciano, essendovi stati ad
assedio lungamente, vi puosono un gran battifolle molto di presso.
Nella terra avea buone masnade di cavalieri e di masnadieri, i quali
spesso avrebbono danneggiati i Sanesi, se fossono stati lasciati
guerreggiare, ma com’è detto addietro, essendo l’una parte e l’altra
guelfi e amici de’ Fiorentini e de’ Perugini, essendo con catuno gli
ambasciadori de’ detti comuni nel campo e nella terra, e benchè fosse
molto malagevole, infine gli recarono a questa concordia: che la terra
rimanesse al governamento del popolo, e stesse venti anni nella guardia
del comune di Siena, tenendovi un capitano di guardia con quindici
cavalieri e con venti fanti, avendo in sua signoria una delle porti
della terra e una campana, e che i Sanesi dovessono dare contanti,
infra certo termine, a messer Niccolò de’ Cavalieri per ristoro delle
spese fatte fiorini seimila, e dovesse stare dieci anni con immunità
personale e reale in quella sua terra; e a messer Iacopo de’ Cavalieri
che n’era fuori dovessono dare fiorini tremila d’oro, e riavere le
rendite de’ suoi beni: per lo quale accordo i due comuni per loro
sindacato furono mallevadori. E fatto questo, a dì 2 di maggio del
detto anno i Sanesi presono la guardia ordinata, e levarsi da campo;
e rifornita la terra, allegri, con bella e buona pace si tornarono a
Siena, grati del beneficio ricevuto da’ due comuni, come l’operazioni
di corrotta fede appresso dimostreranno.