CAP. LXIV.

_Come si fe’ l’accordo da’ Sanesi a Montepulciano._

I Sanesi avendo voglia di vincere Montepulciano, essendovi stati ad

assedio lungamente, vi puosono un gran battifolle molto di presso.

Nella terra avea buone masnade di cavalieri e di masnadieri, i quali

spesso avrebbono danneggiati i Sanesi, se fossono stati lasciati

guerreggiare, ma com’è detto addietro, essendo l’una parte e l’altra

guelfi e amici de’ Fiorentini e de’ Perugini, essendo con catuno gli

ambasciadori de’ detti comuni nel campo e nella terra, e benchè fosse

molto malagevole, infine gli recarono a questa concordia: che la terra

rimanesse al governamento del popolo, e stesse venti anni nella guardia

del comune di Siena, tenendovi un capitano di guardia con quindici

cavalieri e con venti fanti, avendo in sua signoria una delle porti

della terra e una campana, e che i Sanesi dovessono dare contanti,

infra certo termine, a messer Niccolò de’ Cavalieri per ristoro delle

spese fatte fiorini seimila, e dovesse stare dieci anni con immunità

personale e reale in quella sua terra; e a messer Iacopo de’ Cavalieri

che n’era fuori dovessono dare fiorini tremila d’oro, e riavere le

rendite de’ suoi beni: per lo quale accordo i due comuni per loro

sindacato furono mallevadori. E fatto questo, a dì 2 di maggio del

detto anno i Sanesi presono la guardia ordinata, e levarsi da campo;

e rifornita la terra, allegri, con bella e buona pace si tornarono a

Siena, grati del beneficio ricevuto da’ due comuni, come l’operazioni

di corrotta fede appresso dimostreranno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 68 / 214 题