CAP. LXII.

_Come messer Piero Sacconi de’ Tarlati tentò di fare grande preda

innanzi che fosse bandita la pace._

Messer Piero Sacconi de’ Tarlati ch’aveva in Bibbiena delle masnade

dell’arcivescovo di Milano, sentendo ferma la pace, innanzi ch’ella

si bandisse, come volpe vecchia, accolse gente quanta ne potè avere,

a piè e a cavallo, e sapendo che i villani del contado d’Arezzo per

la novella della pace s’assicuravano colle bestie a’ campi, cavalcò

subitamente il contado d’Arezzo infino a Laterina, accogliendo il

bestiame, e mettendosi la preda innanzi. I paesani stormeggiando da

ogni parte s’avvidono del fatto, e feciono tanto, che per campare

le persone i cavalieri e’ masnadieri abbandonarono la preda, e con

vergogna tornarono a Bibbiena. E per simil modo in questi medesimi dì i

soldati del Biscione ch’erano a Montecarelli con il conte Tano corsono

in Mugello per fare preda, innanzi che la pace fosse pubblicata. Il

vicario della Scarperia co’ soldati de’ Fiorentini gli cacciarono de’

campi fino a Montecarelli. Queste cavalcate non erano degne di memoria,

ma per esempio a’ popoli che non sono offenditori, che almeno si

guardino, acciocchè non incorrino nell’antico proverbio, che dice, tra

la pace e la triegua guai a chi la lieva.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 66 / 214 题