_Come messer Piero Sacconi de’ Tarlati tentò di fare grande preda
innanzi che fosse bandita la pace._
Messer Piero Sacconi de’ Tarlati ch’aveva in Bibbiena delle masnade
dell’arcivescovo di Milano, sentendo ferma la pace, innanzi ch’ella
si bandisse, come volpe vecchia, accolse gente quanta ne potè avere,
a piè e a cavallo, e sapendo che i villani del contado d’Arezzo per
la novella della pace s’assicuravano colle bestie a’ campi, cavalcò
subitamente il contado d’Arezzo infino a Laterina, accogliendo il
bestiame, e mettendosi la preda innanzi. I paesani stormeggiando da
ogni parte s’avvidono del fatto, e feciono tanto, che per campare
le persone i cavalieri e’ masnadieri abbandonarono la preda, e con
vergogna tornarono a Bibbiena. E per simil modo in questi medesimi dì i
soldati del Biscione ch’erano a Montecarelli con il conte Tano corsono
in Mugello per fare preda, innanzi che la pace fosse pubblicata. Il
vicario della Scarperia co’ soldati de’ Fiorentini gli cacciarono de’
campi fino a Montecarelli. Queste cavalcate non erano degne di memoria,
ma per esempio a’ popoli che non sono offenditori, che almeno si
guardino, acciocchè non incorrino nell’antico proverbio, che dice, tra
la pace e la triegua guai a chi la lieva.