CAP. LI.

_Come il duca d’Atene assediò Brandizio._

In questi dì, avendo il re Luigi fatta certa richiesta di baroni del

Regno, fra gli altri vi venne messer Filippo della Ripa di Brandizio,

ricco d’avere e di piccola nazione, da cui il re con finte cagioni

intendea di trarre di molti danari. A costui fu rivelata l’intenzione

del re, ond’egli senza congio si ritornò in Puglia. Il re fattolo da

capo richiedere per contumacia, ebbe cagione di farlo bandire. Il

duca d’Atene che colle sue terre gli era vicino, per torgli il suo, e

per potere sotto la coverta di costui prendere Brandizio, se n’andò

in Puglia; e presa licenza di procacciare di recare al fisco i beni

di costui ch’era bandeggiato, raunò gente d’arme, e non sappiendo

il re che procedesse per questo modo, fece di suoi Franceschi e

d’altri soldati quattrocento cavalieri e millecinquecento pedoni, e

andò a oste a Brandizio. I terrazzani vedendosi questa gente addosso

improvviso si maravigliarono forte, e conobbono il fatto tirannesco, e

di presente s’unirono alla difesa, e non lo lasciarono accostare alla

città. Puosesi a campo di fuori, e cominciò a correre e fare preda

per lo paese d’intorno. Sentendo questo il re Luigi si maravigliò del

duca, che faceva di suo arbitrio quello che non gli era commesso, e

incontanente per lettere gli mandò comandando che da Brandizio si

dovesse levare: ma poco valsono i suoi comandamenti, che vi s’affermò

credendosi occupare quella terra con tirannesca intenzione. Sopravvenne

la tornata del Prenze di Taranto, e il re per farli onore, ch’era d’età

suo maggiore fratello, sentita la volontà de’ cittadini ch’aveano

amore al Prenze, così assediata glie la privilegiò; e i cittadini di

concordia l’accettarono per loro signore, e allora il duca se ne levò

da assedio.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 55 / 214 题