CAP. XLIX.

_Come i Sanesi andarono a oste a Montepulciano._

Essendo i signori della casa de’ Cavalieri di Montepulciano divisi e

cacciati l’uno l’altro, come addietro è dimostrato, quelli ch’erano

rimasi signori teneano l’amistà de’ Perugini, e gli usciti quella

de’ Sanesi, onde avvenne che i Sanesi volevano che la terra tornasse

al governamento del popolo; e temendo coloro che la reggevano per

lo movimento de’ Sanesi, si fortificarono con aiuto di gente d’arme

de’ Perugini, e per questo i Sanesi cominciarono a cavalcare sopra

loro. E i terrazzani colle masnade de’ Perugini e de’ loro soldati

s’aiutavano francamente, facendo vergogna alla cavalleria de’ Sanesi, e

per questo presono sdegno contro a’ Perugini. E del comune di Firenze

si dolsono, perchè richiesti a questa impresa non vollono contro agli

amici loro guelfi dare loro aiuto. E tanto montò l’altezza dello sdegno

de’ Sanesi, che si fornirono di gente d’arme a piè e a cavallo, e

misonsi all’assedio di Montepulciano, e quello continovarono infino

al maggio seguente 1353, e strinsonlo con battifolli; e’ Perugini per

non dispiacere a’ Sanesi ne ritrassono la gente loro. I Fiorentini

e’ Perugini mandarono gli ambasciadori a trovare modo di pace e di

concordia tra ’l comune di Siena e quello di Montepulciano, i quali

vi dimorarono lungamente, innanzi che potessono recare le parti a

concordia. E perocchè nel detto tempo altre cose occorsono, conviene

per dare parte a loro alquanto soggiornare alla presente materia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 53 / 214 题