CAP. XLVIII.

_Di grandi tremuoti vennono in Toscana e in altre parti._

A dì 25 di dicembre del detto anno, in sul vespro, furono grandi

terremuoti, i quali abbatterono al Borgo a san Sepolcro una parte

degli edifici della terra, con danno di bene cinquecento tra uomini

e femmine e fanciulli morti. E la rocca d’Elci in su’ confini tra

Arezzo e il Borgo subissò con que’ viventi che v’erano a guardarla per

l’arcivescovo di Milano. E sollevati i tremuoti alquanti dì, poi a dì

31 del detto mese, la notte, vegnente la mattina di calen di gennaio in

sul mattutino, rinnovellarono maggiori terremuoti. E alla detta terra

del Borgo furono sì terribili, che quasi tutti gli edifici di quella

terra fece rovinare, nel cui scotimento, per la notte e per le ruine

d’ogni parte, pochi ne poterono campare, fuggendosi ignudi negli orti

e nelle piazze della terra, e quasi la maggiore parte de’ terrazzani

e de’ forestieri che v’erano feciono delle case sepoltura a’ lacerati

corpi, e molti magagnati e mezzi morti stettono parecchi dì senza

aiuto sotto le travi e’ palchi e altre concavità fatte dalla ruina, e

assai ne morirono che sarebbono campati se avessono avuto soccorso.

Le mura della terra da ogni parte caddono: e di vero gran pietà fu a

vedere l’eccidio di cotanti cristiani involti in così aspro giudicio

dalla loro morte, che fatto conto, più di duemila uomini d’ogni sesso

spirarono sotto quelle rovine. E non è da lasciare senza memoria quello

ch’avvenne loro per essere sotto la tirannia, che per paura de’ primi

terremuoti erano usciti della terra e stavano a campo, e sarebbono

campati, ma per tema della terra messer Piero Sacconi, e Nieri da

Faggiuola col vicario dell’arcivescovo vi cavalcarono, e per forza

costrinsono i terrazzani e’ soldati a ritornare nella terra. Alcuni

favoleggiando dissono, che questo fu singolare sentenza di Dio, perchè

costoro furono i primi in Toscana che diedono ricetto alla gente del

gran tiranno arcivescovo di Milano, in confusione de’ loro circostanti;

e tutte le prede indebitamente tolte a’ loro vicini comperavano per

niente, ingrassando e arricchendo di quelle indebitamente, non avendo i

detti terremuoti fatto alcuno danno in Toscana.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 52 / 214 题