_Di grandi tremuoti vennono in Toscana e in altre parti._
A dì 25 di dicembre del detto anno, in sul vespro, furono grandi
terremuoti, i quali abbatterono al Borgo a san Sepolcro una parte
degli edifici della terra, con danno di bene cinquecento tra uomini
e femmine e fanciulli morti. E la rocca d’Elci in su’ confini tra
Arezzo e il Borgo subissò con que’ viventi che v’erano a guardarla per
l’arcivescovo di Milano. E sollevati i tremuoti alquanti dì, poi a dì
31 del detto mese, la notte, vegnente la mattina di calen di gennaio in
sul mattutino, rinnovellarono maggiori terremuoti. E alla detta terra
del Borgo furono sì terribili, che quasi tutti gli edifici di quella
terra fece rovinare, nel cui scotimento, per la notte e per le ruine
d’ogni parte, pochi ne poterono campare, fuggendosi ignudi negli orti
e nelle piazze della terra, e quasi la maggiore parte de’ terrazzani
e de’ forestieri che v’erano feciono delle case sepoltura a’ lacerati
corpi, e molti magagnati e mezzi morti stettono parecchi dì senza
aiuto sotto le travi e’ palchi e altre concavità fatte dalla ruina, e
assai ne morirono che sarebbono campati se avessono avuto soccorso.
Le mura della terra da ogni parte caddono: e di vero gran pietà fu a
vedere l’eccidio di cotanti cristiani involti in così aspro giudicio
dalla loro morte, che fatto conto, più di duemila uomini d’ogni sesso
spirarono sotto quelle rovine. E non è da lasciare senza memoria quello
ch’avvenne loro per essere sotto la tirannia, che per paura de’ primi
terremuoti erano usciti della terra e stavano a campo, e sarebbono
campati, ma per tema della terra messer Piero Sacconi, e Nieri da
Faggiuola col vicario dell’arcivescovo vi cavalcarono, e per forza
costrinsono i terrazzani e’ soldati a ritornare nella terra. Alcuni
favoleggiando dissono, che questo fu singolare sentenza di Dio, perchè
costoro furono i primi in Toscana che diedono ricetto alla gente del
gran tiranno arcivescovo di Milano, in confusione de’ loro circostanti;
e tutte le prede indebitamente tolte a’ loro vicini comperavano per
niente, ingrassando e arricchendo di quelle indebitamente, non avendo i
detti terremuoti fatto alcuno danno in Toscana.