_Come i comuni di Toscana mandarono solenni ambasciadori a Serezzana a
trattare pace._
Avvegnachè ne’ cominciamenti poca fede si prendesse per li Fiorentini e
per gli altri comuni di Toscana della pace coll’arcivescovo di Milano,
nondimeno avendo trattato prima co’ religiosi, e poi con abboccamento
d’altri ambasciadori, e trovandosi convenienza alla pace, si ordinò più
solenne ambasciata di tutti i comuni, i quali si convennono a Firenze,
e in segreto si conferì la sostanza de’ patti; e il simigliante fece
l’arcivescovo co’ suoi e con gli ambasciadori de’ ghibellini d’Italia,
che concorrevano alla detta pace. E catuno comune diede libertà a’ suoi
ambasciadori di potere fermare la concordia. E poi, il primo dì di
gennaio del detto anno, andarono a Serezzana per dare compimento alla
detta pace.