CAP. XLVII.

_Come i comuni di Toscana mandarono solenni ambasciadori a Serezzana a

trattare pace._

Avvegnachè ne’ cominciamenti poca fede si prendesse per li Fiorentini e

per gli altri comuni di Toscana della pace coll’arcivescovo di Milano,

nondimeno avendo trattato prima co’ religiosi, e poi con abboccamento

d’altri ambasciadori, e trovandosi convenienza alla pace, si ordinò più

solenne ambasciata di tutti i comuni, i quali si convennono a Firenze,

e in segreto si conferì la sostanza de’ patti; e il simigliante fece

l’arcivescovo co’ suoi e con gli ambasciadori de’ ghibellini d’Italia,

che concorrevano alla detta pace. E catuno comune diede libertà a’ suoi

ambasciadori di potere fermare la concordia. E poi, il primo dì di

gennaio del detto anno, andarono a Serezzana per dare compimento alla

detta pace.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 51 / 214 题