CAP. XLVI.

_Di novità state in Sangimignano._

Ricordandoci de’ due fratelli dicollati degli Ardinghelli di

Sangimignano, ci occorre come i loro consorti tennono che ’l fatto

fosse per operazione de’ Salvucci di quella terra, onde i detti

Ardinghelli provveduti d’aiuto di loro parenti e amici, a dì 20 di

dicembre del detto anno levarono romore nella terra, e seguitati

dalla maggior parte del popolo corsono alle case de’ Salvucci in su

la piazza della pieve, e trovandoli sprovveduti alla difesa, senza

fare resistenza furono cacciati di Sangimignano, e le loro case rubate

e arse, e di tutti i loro seguaci; e la terra ch’era in guardia del

comune di Firenze tennono per loro, temendo di non essere puniti

del malificio commesso. I Salvucci cacciati co’ loro seguaci il dì

della pasqua di Natale se ne vennono a Firenze, domandando l’aiuto

del comune, sotto la cui guardia erano rubati e cacciati della loro

terra. Dall’altra parte gli Ardinghelli col titolo e coll’autorità del

comune mandarono ambasciadori a Firenze, dicendo, ch’aveano cacciati

i ghibellini di Sangimignano, e la terra teneano a onore del comune

di Firenze e di parte guelfa; e dove il comune l’avea per piccolo

tempo, la voleano dare per maggiore, ove delle cose fatte non si

facesse alcuna vendetta, e che i loro nimici non fossono rimessi nella

terra. Il comune tenne sospeso un pezzo, cercando se modo v’avesse

d’accordo, ma continovo cresceva la mala disposizione, diffidandosi gli

Ardinghelli e i loro seguaci d’avere remissione di quello ch’aveano

commesso, e aveano d’intorno a loro di mali consigliatori; onde per la

contumace e per l’impotenza poco appresso ne seguì la suggezione di

quella terra, come a suo tempo racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 50 / 214 题