_Maraviglie fatte a Roma per una folgore._
Non senza cagione di singulare ammirazione vegnamo a fare memoria, come
a dì 11 del mese di dicembre, già il cielo sgravato da impetuoso caldo
solare, che suole nell’aria naturalmente generare folgori e tempeste,
una disusata fortuna di venti e di tuoni turbò l’aria, e in quella
tempesta una folgore cadde in Roma, e percosse il campanile di san
Piero, e abbattè la cupola e parte del campanile, e tutte le grandi e
nobili campane ch’erano in quello fece cadere, e trovaronsi quasi tutte
fondute in quello punto, come fossono colate nella fornace. Questa pare
una favola a raccontare, ma fu manifesto a molti che ’l vidono, da cui
ne avemmo chiara e vera testimonianza. E molti il recarono in segno
ovvero prodigio della seguente materia.