CAP. XLII.

_Maraviglie fatte a Roma per una folgore._

Non senza cagione di singulare ammirazione vegnamo a fare memoria, come

a dì 11 del mese di dicembre, già il cielo sgravato da impetuoso caldo

solare, che suole nell’aria naturalmente generare folgori e tempeste,

una disusata fortuna di venti e di tuoni turbò l’aria, e in quella

tempesta una folgore cadde in Roma, e percosse il campanile di san

Piero, e abbattè la cupola e parte del campanile, e tutte le grandi e

nobili campane ch’erano in quello fece cadere, e trovaronsi quasi tutte

fondute in quello punto, come fossono colate nella fornace. Questa pare

una favola a raccontare, ma fu manifesto a molti che ’l vidono, da cui

ne avemmo chiara e vera testimonianza. E molti il recarono in segno

ovvero prodigio della seguente materia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 46 / 214 题