CAP. XLI.

_Come i Fiorentini fornirono Lozzole._

All’uscita di novembre del detto anno, i Fiorentini, avendo con

battifolli stretto il castello di Lozzole per la forza degli Ubaldini

nel Podere, mandarono dugento cavalieri e millecinquecento masnadieri

col vicario di Mugello nell’alpe, e presono in sul giogo dell’alpe il

poggio di Malacoda e quello di Vagliana, e fecionli guardare a’ fanti

a piè e a’ cavalieri, e con seicento masnadieri tennero i Prati: e

eletti cento buoni masnadieri condussono il fornimento colla salmeria,

e rotti quelli del battifolle che voleano contrastare il passo, per

forza gli rimisono dentro, e la roba condussono nel castello. Certi

villani del paese, pochi e male armati, con trenta femmine ch’aveano

con loro saliti in alcuna parte sopra Malacoda, gridavano contro a’

masnadieri ch’erano a quella guardia, e le femmine urlavano sanza

arresto; i codardi masnadieri mandarono per soccorso al vicario messer

Giovanni degli Alberti, il quale vi mandò cinquanta cavalieri, i quali

si rimasono nella piaggia; il castello era fornito, e l’animo della

gente codarda era di tornare in Mugello; que’ di Malacoda non vedendo

venire soccorso, impauriti delle grida delle femmine abbandonarono il

poggio, fuggendo alla china. I fanti degli Ubaldini, ch’erano settanta

per novero, gli cominciarono a seguire, e lasciare i palvesi per essere

più spediti, e le trenta femmine seguitavano rinforzando le grida:

allora tutta l’oste si mosse senza attendere l’uno l’altro dirupandosi

e voltolandosi per le ripe. Il vicario fu il primo che portò la novella

della rotta alla Scarperia. L’altra parte de’ masnadieri ch’erano a

Vagliano, sentendo fuggiti il capitano, e’ cavalieri e’ pedoni de’

Prati e di Malacoda, si diedono a fuggire sanza essere incalciati. I

cento fanti ch’aveano fornito il castello, sentendo fuggita l’oste

d’ogni parte, vigorosamente stretti insieme, essendo usciti quelli

del battifolle contro a loro, per forza gli rimisono nel battifolle,

e tornaronsi nel castello, e di nuovo il rifornirono di legne: e poi

l’altro dì, bene acconci e avvisati alla loro difesa, se ne tornarono a

salvamento. Degli altri rimasono prigioni centoventi cavalieri, e più

di trecento pedoni; morti n’ebbe pochi. Questa fu più notabile fortuna

che gran fatto. Ha meritato qui d’essere notata per esempio della

mala condotta, che spesso i vinti fa vincitori, e i vincitori vinti.

Nella nostra città, in questi tempi, di così fatti falli non si tenea

ragione, però spesso ricevea vituperoso gastigamento.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 45 / 214 题