CAP. XL.

_Come fra Moriale fu assediato, e rendessi al re Luigi._

Era rimaso nel Regno della gente del re d’Ungheria caporale messer fra

Moriale solo, il quale teneva la città d’Aversa, e col re dissimulava,

non facendo guerra e non rendendoli la terra. Il re vedendo ancora il

reame tenero sotto la sua signoria, e il Provenzale baldanzoso, temeva

di muovergli guerra; e per essere più forte e meglio ubbidito mandò

per messer Malatesta da Rimini con quattrocento cavalieri, e fecelo

vicario del Regno; il quale cavalcando per lo reame perseguitava i

malfattori, e recava i baroni e’ comuni all’ubbidienza del re, e a

tutti faceva pagare la colta, e fare i servigi feudatarii, e tenne per

tutto i cammini aperti e sicuri. E tornato a Napoli, fece che il re

mandò a fra Moriale che venisse a lui, e scusandosi, messer Malatesta

il fece citare più volte dalla corte della vicherìa: e non comparendo,

di subito colla sua gente, e con alquanta accolta del Regno, se n’andò

ad Aversa, e nella terra se n’entrò senza contasto. Fra Moriale si

rinchiuse nel castello colla sua gente, nel quale aveva il suo arnese e

il tesoro accolto delle prede e ruberie de’ paesani, e pensavasi essere

sicuro, e potere con patti rendere il forte castello al re quando a lui

paresse, al modo di messer Currado Lupo: ma trovossi ingannato, che

messer Malatesta di presente cinse il castello d’assedio, e appresso in

pochi dì l’ebbe cinto di fosso e di steccato per modo, che nè entrare

nè uscire vi si potea, e dì e notte il faceva guardare di buona e

sollecita guardia, e così il tenne stretto tutto il mese di dicembre. E

vedendosi fra Moriale disperato di soccorso, trasse patto di rendere il

castello, avendo per suo bisogno stretto solamente mille fiorini d’oro,

e salve le persone; e per bonarietà del re così fu fatto; e uscito del

castello rassegnò al re il tesoro male guadagnato, e dispettoso se

n’andò a Roma, pensando alla vendetta del re e di messer Malatesta,

come poi per grande e fellonesco ardire gli venne fatto, come innanzi

per li tempi racconteremo. Il castello e la città d’Aversa rimase al

re, e l’ubbidienza di tutto il Regno e di catuno barone per operazione

di messer Malatesta.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 44 / 214 题