_Come fra Moriale fu assediato, e rendessi al re Luigi._
Era rimaso nel Regno della gente del re d’Ungheria caporale messer fra
Moriale solo, il quale teneva la città d’Aversa, e col re dissimulava,
non facendo guerra e non rendendoli la terra. Il re vedendo ancora il
reame tenero sotto la sua signoria, e il Provenzale baldanzoso, temeva
di muovergli guerra; e per essere più forte e meglio ubbidito mandò
per messer Malatesta da Rimini con quattrocento cavalieri, e fecelo
vicario del Regno; il quale cavalcando per lo reame perseguitava i
malfattori, e recava i baroni e’ comuni all’ubbidienza del re, e a
tutti faceva pagare la colta, e fare i servigi feudatarii, e tenne per
tutto i cammini aperti e sicuri. E tornato a Napoli, fece che il re
mandò a fra Moriale che venisse a lui, e scusandosi, messer Malatesta
il fece citare più volte dalla corte della vicherìa: e non comparendo,
di subito colla sua gente, e con alquanta accolta del Regno, se n’andò
ad Aversa, e nella terra se n’entrò senza contasto. Fra Moriale si
rinchiuse nel castello colla sua gente, nel quale aveva il suo arnese e
il tesoro accolto delle prede e ruberie de’ paesani, e pensavasi essere
sicuro, e potere con patti rendere il forte castello al re quando a lui
paresse, al modo di messer Currado Lupo: ma trovossi ingannato, che
messer Malatesta di presente cinse il castello d’assedio, e appresso in
pochi dì l’ebbe cinto di fosso e di steccato per modo, che nè entrare
nè uscire vi si potea, e dì e notte il faceva guardare di buona e
sollecita guardia, e così il tenne stretto tutto il mese di dicembre. E
vedendosi fra Moriale disperato di soccorso, trasse patto di rendere il
castello, avendo per suo bisogno stretto solamente mille fiorini d’oro,
e salve le persone; e per bonarietà del re così fu fatto; e uscito del
castello rassegnò al re il tesoro male guadagnato, e dispettoso se
n’andò a Roma, pensando alla vendetta del re e di messer Malatesta,
come poi per grande e fellonesco ardire gli venne fatto, come innanzi
per li tempi racconteremo. Il castello e la città d’Aversa rimase al
re, e l’ubbidienza di tutto il Regno e di catuno barone per operazione
di messer Malatesta.