_Come gli usciti di Montepulciano venuti alla terra ne furono poi
cacciati._
A dì 2 del mese di novembre del detto anno, messer Iacopo della
casa de’ Cavalieri di Montepulciano, poco innanzi cacciato della
terra perchè ne volea essere signore, avendo cento cavalieri
dell’arcivescovo, e accolti altri cavalieri e fanti a piè di sua
amistà, corrotto per moneta un notaio da Sanminiato del Tedesco
ch’era sopra la guardia, e alcuni di quelle guardie, un venerdì notte
spezzò una delle porte, e con tutta sua gente entrò nella terra, e
fu in sulla piazza; e levato il romore, messer Niccolò suo consorto
cavaliere di grande ardire di presente fu all’arme, e montato a cavallo
con pochi compagni, subitamente senza attendere aiuto sì fedì tra
costoro, e ravviligli sì forte, che non feciono resistenza, ma volti
in fuga, messer Iacopo s’uscì della terra con venticinque cavalieri;
gli altri errando per la terra, desto il popolo, furono presi, che
furon settantacinque cavalieri, e il notaio colle guardie, de’ quali
venticinque ne furono impiccati, col notaio, e gli altri smozzicati.
Montepulciano fu libero per questa volta, ma cagione fu appresso della
loro suggezione, come seguendo si potrà trovare.