CAP. XXXIX.

_Come gli usciti di Montepulciano venuti alla terra ne furono poi

cacciati._

A dì 2 del mese di novembre del detto anno, messer Iacopo della

casa de’ Cavalieri di Montepulciano, poco innanzi cacciato della

terra perchè ne volea essere signore, avendo cento cavalieri

dell’arcivescovo, e accolti altri cavalieri e fanti a piè di sua

amistà, corrotto per moneta un notaio da Sanminiato del Tedesco

ch’era sopra la guardia, e alcuni di quelle guardie, un venerdì notte

spezzò una delle porte, e con tutta sua gente entrò nella terra, e

fu in sulla piazza; e levato il romore, messer Niccolò suo consorto

cavaliere di grande ardire di presente fu all’arme, e montato a cavallo

con pochi compagni, subitamente senza attendere aiuto sì fedì tra

costoro, e ravviligli sì forte, che non feciono resistenza, ma volti

in fuga, messer Iacopo s’uscì della terra con venticinque cavalieri;

gli altri errando per la terra, desto il popolo, furono presi, che

furon settantacinque cavalieri, e il notaio colle guardie, de’ quali

venticinque ne furono impiccati, col notaio, e gli altri smozzicati.

Montepulciano fu libero per questa volta, ma cagione fu appresso della

loro suggezione, come seguendo si potrà trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 43 / 214 题