CAP. XXVI.

_Come i Perugini ebbono Bettona e arsonla, e disfeciono affatto._

Vedendo i caporali ch’erano rinchiusi in Bettona che a loro era mancata

ogni speranza di soccorso, e che la vittuaglia era mancata, e mangiata

gran parte de’ loro cavalli, vedendosi a mal partito, con industria e

con danari pensarono allo scampo delle loro persone molto segretamente,

perchè sapeano bene che i Perugini avrebbono maggiore gloria d’avere

le loro persone che la terra di Bettona; e però strettisi insieme, e

prestato la fede l’uno all’altro, il signore di Cortona, e il conte di

Montefeltro, e Ghisello degli Ubaldini avendo procacciato per danari

il nome di quella notte, vestiti a modo di ribaldi per mezzo il campo

passarono a salvamento: onde poi fu incolpato alcuno de’ rettori di

Perugia. I soldati sentendo campati i loro capitani, incontanente

presono messer Crespoldo signore di Bettona, e uno de’ Baglioni di

Perugia ch’aveano loro data la terra, e patteggiarono co’ Perugini

di dare costoro prigioni, e rendere la terra salve le persone loro

solamente, lasciando l’arme e’ cavalli, e giurando di non venire mai

contro a quello comune nè a quello di Firenze, e così fu fatto; e

avendo mangiati centocinquanta cavalli de’ loro per fame, s’uscirono

della terra, e i Perugini la presono; e trattine tutti gli abitanti, e

tutte le masserizie e ogni altra sostanza, e condotta a Perugia, arsono

la terra; e dopo l’arsione abbatterono le mura dentro e di fuori,

acciocchè non avesse mai più cagione di rubellarsi a’ Perugini; e a

messer Crespoldo e a quello de’ Baglioni feciono tagliare le teste. E

questa fu la fine dell’antica terra di Bettona, ripresa a dì 19 del

mese d’agosto gli anni _Domini_ 1352, in gran vituperio de’ Visconti di

Milano, e a onore del comune di Firenze, per lo cui aiuto e conforto

infino alla fine i Perugini ebbono questa vittoria.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 30 / 214 题