CAP. XXVII.

_Come la città d’Agobbio s’accordò co’ Perugini._

Giovanni di Cantuccio signore d’Agobbio, avendo veduto come le cose non

succedevano prospere all’imprese fatte per lo tiranno di Milano, e che

Bettona non era potuta soccorrere, ed era disfatta, diffidandosi della

sua difesa se la piena gli si volgesse addosso, sapendo che i suoi

cittadini non erano in fede con lui, con astuta malizia si provvide

e mandò a trattare pace co’ Perugini. E fu fatto che gli usciti vi

tornassono, salvo messer Iacopo Gabbrielli, e tutti avessono frutti de’

loro beni, e che due anni il detto Giovanni vi potesse eleggere podestà

d’Agobbio cui e’ volesse, e valicati i due anni, la città rimanesse

al comune, e i Perugini avessono la guardia della terra senza altra

giurisdizione: ma poco durò l’accordo, come seguendo si potrà vedere.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 31 / 214 题