_Come la città d’Agobbio s’accordò co’ Perugini._
Giovanni di Cantuccio signore d’Agobbio, avendo veduto come le cose non
succedevano prospere all’imprese fatte per lo tiranno di Milano, e che
Bettona non era potuta soccorrere, ed era disfatta, diffidandosi della
sua difesa se la piena gli si volgesse addosso, sapendo che i suoi
cittadini non erano in fede con lui, con astuta malizia si provvide
e mandò a trattare pace co’ Perugini. E fu fatto che gli usciti vi
tornassono, salvo messer Iacopo Gabbrielli, e tutti avessono frutti de’
loro beni, e che due anni il detto Giovanni vi potesse eleggere podestà
d’Agobbio cui e’ volesse, e valicati i due anni, la città rimanesse
al comune, e i Perugini avessono la guardia della terra senza altra
giurisdizione: ma poco durò l’accordo, come seguendo si potrà vedere.