_Come i Romani andarono per guastare Viterbo._
Di questo mese di giugno del detto anno, vedendo il popolo romano che
il prefetto da Vico cresceva in forza e ad acquisto occupando le terre
del Patrimonio, feciono in fretta Giordano del Monte degli Orsini
capitano di guerra, e accolsono tutta la gente d’arme che fatta aveano
col loro rettore a piè e a cavallo e accozzaronli col capitano del
Patrimonio messer Niccola delle Serre cittadino d’Agobbio, e in pochi
dì accolsono milledugento cavalieri e dodicimila pedoni in arme, e
con gran furia se n’andarono sopra la città di Viterbo per guastarla
d’intorno e porvi l’assedio, e starvi tanto che tratta l’avessono
delle mani del prefetto. Avvenne in su la giunta che a messer Niccola
capitano del Patrimonio cadde il suo cavallo addosso, e per la percossa
e per lo disordinato caldo per spasimo morì di presente. Morto il
capitano, l’oste senza fare alcuna cosa notevole, con poco onore del
capitano de’ Romani, si partì da Viterbo, e catuno si tornò a casa sua.