CAP. XVIII.

_Come i Romani andarono per guastare Viterbo._

Di questo mese di giugno del detto anno, vedendo il popolo romano che

il prefetto da Vico cresceva in forza e ad acquisto occupando le terre

del Patrimonio, feciono in fretta Giordano del Monte degli Orsini

capitano di guerra, e accolsono tutta la gente d’arme che fatta aveano

col loro rettore a piè e a cavallo e accozzaronli col capitano del

Patrimonio messer Niccola delle Serre cittadino d’Agobbio, e in pochi

dì accolsono milledugento cavalieri e dodicimila pedoni in arme, e

con gran furia se n’andarono sopra la città di Viterbo per guastarla

d’intorno e porvi l’assedio, e starvi tanto che tratta l’avessono

delle mani del prefetto. Avvenne in su la giunta che a messer Niccola

capitano del Patrimonio cadde il suo cavallo addosso, e per la percossa

e per lo disordinato caldo per spasimo morì di presente. Morto il

capitano, l’oste senza fare alcuna cosa notevole, con poco onore del

capitano de’ Romani, si partì da Viterbo, e catuno si tornò a casa sua.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 22 / 214 题