CAP. XVI.

_Di quello medesimo._

Avendo narrata la fede, la reverenza e la divozione che i nostri

cittadini ebbono alla santa vergine, benchè l’inganno ricevuto fosse

durato in fede del detto comune quattro anni e mesi, infine si scoperse

il sacrilegio e l’inganno ricevuto per la femminile astuzia della

badessa del monastero di Teano, ov’era il corpo della detta santa,

che vedendo che quello braccio le conveniva dare per volontà del re,

e della reina e del conte, dissimulando gran pianto colle sue suore

per lo partimento della reliquia, lo sostennero di assegnare alcuno

dì. E in questo tempo feciono fare un simulacro di legno e di gesso,

che propriamente pareva quella santa reliquia, e dando questa con

grande pianto, fece credere agli ambasciadori che avesse assegnata

loro la santa reliquia, e a Firenze fece onorare come santuaria quello

simulacro per cotanto tempo, essendo cagione di cotanto male, non

manifestando la sua falsa religione. Avvenne che il comune del mese

d’ottobre 1356, volendo d’oro e d’argento e di pietre preziose fare

adornare quella reliquia, i maestri la trovarono di legno e di gesso: e

segatala per mezzo, furono certi che niuna reliquia v’era nascosa, e il

comune fu certo del ricevuto inganno. Noi, non ostante che cinquantadue

mesi fosse questo ritrovato appresso alla sopraddetta venuta, contro

all’ordine del nostro annuale trattato l’abbiamo congiunto insieme,

acciocchè avendo alcuno letto la venuta del santo braccio, non fosse

ingannato dalla simulazione di quello, e dalla malizia della sacrilega

badessa.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 20 / 214 题