_Di disusati tempi stati._
Non è da lasciare in silenzio quello che del mese di giugno del
detto anno avvenne, perocchè fu notabile caso di tempo con diverse
considerazioni, che essendo ne’ campi seminati cresciute le biade
e’ grani d’aspetto d’ubertosa ricolta vicina alla falce, in diverse
contrade di Toscana, e massimamente nel contado di Firenze, vennono
diluvi d’acque, i quali guastarono molto grano e biade, e feciono
de’ dificii, e d’altro singolari danni a molti. E a dì 14 del detto
mese cominciò un vento austro spodestato e impetuoso con tanta
furiosa tempesta, che ogni cosa parea che dovesse abbattere e mettere
per terra, e tutte le granora e biade che trovò mature, ove il suo
impetuoso spirito potè percuotere, battè per modo, che alla terra diede
nuova sementa, e nelle spighe lasciò poco altro che l’aride reste, e
quelle che ancora non erano granate percosse e inaridì; facendo nelle
montagne in diverse parti sformate grandini e diverse tempeste, e molte
vigne guastò, e abbattè alberi molti, e di grandi dificii in diverse
parti di Toscana e di Romagna; e in Firenze fece rovinare il campanile
del monastero delle donne degli Scalzi, e uccise la badessa con sei
monache. Nella sommità delle montagne di Pistoia levò gli uomini di
su’ poggi, traboccandoli dove l’impeto gli portava. E pubblica fama
fu, che quarantatrè masnadieri ch’andavano in preda trovandosi in sul
giogo, senza potersi ritenere furono portati dal vento per modo, che
di loro non si seppe novelle. E restato lo strabocchevole vento, ivi a
pochi dì fu un caldo sformato senza aiuto d’alcuno spiramento, che il
residuo de’ grani e de’ biadi in molti paesi, singolarmente nel contado
di Firenze, fece ristrignere e invanire per modo, che ov’era stata
speranza d’ubertosa ricolta generò sformata carestia anzi l’avvenimento
dell’altra ricolta, come appresso dimostreremo. Alcuni diedono questo
singulare accidente agli effetti della congiunzione, già narrata al
principio del nostro primo libro, de’ tre superiori pianeti onde
Saturno fu signore: perocchè gli astrolaghi tengono che l’influenza di
cotale congiunzione duri per diciannove anni, e altri tengono infino
in ventitrè. Arbitrò altri, che questo procedesse dall’influenza
della cometa ch’apparve in quest’anno, e quella fu saturnina, sicchè
catuno trasse agli effetti saturnali. Altri tennono che ciò fosse
dimostramento d’assoluto giudicio divino per i disordinati peccati de’
popoli non domati da tante tribolazioni di guerre, quante dimostrate
abbiamo in poco tempo dopo la miserabile mortalità.