_Come i tre comuni di Toscana mandarono ambasciadori in Boemia a far
muovere l’imperadore._
Avendo i tre comuni di Toscana presa e pubblicata la concordia col
vececancelliere dell’eletto imperadore, volendo mettere ad esecuzione
quello che per loro era stato promesso, catuno elesse de’ maggiori
cittadini confidenti al reggimento di quelli per suoi ambasciatori,
e mandaronli all’eletto imperadore a Boemia nella Magna per farlo
muovere, e per fargli il pagamento ordinato, e per essere al suo
consiglio per i tre comuni, nella promessa impresa passando egli in
Italia. Gli ambasciadori del nostro comune di Firenze furono cinque:
messer Tommaso Corsini dottore di legge, messer Pino de’ Rossi, messer
Gherardo de’ Buondelmonti cavaliere, Filippo di Cione Magalotti, e
Uguccione di Ricciardo de’ Ricci, a’ quali fu data grande e piena
legazione, e dato loro un popolare sindaco per lo comune, a potere
obbligare il comune, secondo le cose promesse al vececancelliere,
come paresse a’ detti ambasciadori, se altro bisognasse di fare.
Costoro tutti vestiti di fine panno scarlatto e d’altro fine mellato,
catuno con otto scudieri il meno vestiti d’assisa, a dì 17 di maggio,
il dì dell’Ascensione, si partirono di Firenze. E partiti loro,
molti cittadini pensando che quello ch’era ordinato dovesse venire
fatto, perocchè tra gli ambasciadori erano i più reputati caporali
di cittadina setta, temettono, che essendo costoro al continuo con
l’imperadore, e di suo consiglio, che pericolo si commettesse contro
al comune e pubblica libertà de’ cittadini, e però si mosse questione
di limitare il loro tempo, e strignerli con certe leggi, e di questo
fu gara e lunga tira nel nostro comune; in fine si vinse, e fecesi
per riformagione di comune, che niuno cittadino di Firenze potesse
stare in quel servigio appresso all’imperadore più che quattro mesi, e
che alcuna grazia, uficio, o beneficio reale o personale per i detti
ambasciadori o per loro successori si dovesse ricevere o impetrare,
sotto gravi pene, acciocchè la speranza si troncasse a tutti della
propria utilità. E incontanente elessono e insaccarono molti cittadini
per succedere di quattro mesi in quattro mesi a’ detti ambasciadori in
quello servigio.