CAP. XII.

_Come si rubellò a’ Fiorentini Coriglia e Sorana._

In questo anno sentendo messer Francesco Castracani che i Fiorentini

erano inbrigati par la gente che l’arcivescovo teneva a guerreggiare

in Toscana, essendo forte in Lunigiana e in Garfagnana, a petizione

de’ Pisani fece furare a’ Fiorentini la rocca di Coriglia, la quale

appresso rendè a’ Pisani, a cui stanza l’avea furata, e’ Pisani la

presono, rompendo la pace a’ Fiorentini; ch’espresso era nella pace

rinnovata per lo duca d’Atene in nome del comune di Firenze, che in

niun modo di quella terra si dovessono travagliare. E appresso i detti

Pisani feciono con sagacità di grande tradimento torre a’ Fiorentini,

contro a’ patti della pace, la terra di Sorana, e rendutala da capo,

la ritolsono per indiretto, e poi in palese la difesono, non curando

i patti della pace. I Fiorentini per queste due terre non si mossono,

benchè grave li fosse l’oltraggio de’ Pisani. Messer Francesco avendo

avuto trecento cavalieri dall’arcivescovo di Milano, montato in grande

orgoglio, e confortato da’ Pisani, si pose ad assedio a Barga, ch’era

de’ Fiorentini, e avendo grande popolo la strinse intorno con più

bastie, sperandolasi avere per assedio. Lasceremo ora quest’assedio per

raccontare altre maggiori cose innanzi che Barga fosse liberata.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 16 / 214 题