_Come il re Luigi e la reina Giovanna furono coronati per la Chiesa._
Avendo papa Clemente sesto e’ suoi cardinali mandati legati nel Regno,
a dì 27 di maggio del detto anno, il dì della santa Pentecoste, nella
città di Napoli, celebrata la solenne messa, con la consueta solennità
consacrarono e coronarono in nome di santa Chiesa in prima il re
Luigi, e dappresso la reina Giovanna, del reame di Gerusalemme e di
Cicilia. E questo fu fatto con molta festa di baroni e di cavalieri del
regno, e de’ Napoletani e de’ forestieri, i quali tutti si sforzarono
di onorare il re e la reina in quella festa; e fecesi alle case del
prenze di Taranto sopra le Coreggie, con molte giostre e con grande
armeggiare: e vestiti e adorni il re e la reina in abito di reale
maestà, ricevettono l’omaggio da tutti i baroni che non erano stati
contrari nella guerra, e da assai di quelli ch’aveano tenuto contro a
lui per lo re d’Ungheria, a’ quali tutti perdonò, mostrando loro buono
animo e buono volere. E a coloro che alla sua coronazione non erano
venuti a fare l’omaggio, assegnò termine giusto a potere venire con
pace e con amore alla sua ubbidienza; e quale dal termine innanzi non
fosse venuto, per decreto fece che fosse rubello della corona. E dopo
la coronazione cavalcò il re in abito reale per la città di Napoli,
montato in su uno grande e poderoso destriere, addestrato al freno e
alla sella da’ suoi baroni. Quando fu valicato porta Petrucci nella
via di Porto, certe donne per fargli onore e festa gittarono sopra lui
dalle finestre rose e fiori di grande odore: il destriere aombrò, ed
erse; i baroni ch’erano al freno si sforzarono d’abbassare il cavallo:
il destriere ch’era poderoso ruppe le redine. Il re Luigi vedendosi
sopra il destriere spaventato senza redine, di subito destramente se ne
gittò a terra, e caddegli la corona di capo, e ruppesi in tre pezzi,
cadendone tre merli; alla persona non si fece male: rilegata la corona,
di presente, ridendo, montò a cavallo, cavalcando per la terra con gran
festa e onore. In questo medesimo dì morì una sua fanciulla, che altro
figliuolo non aveva della reina. Molti per questi casi pronosticarono
non prospere cose alla maestà reale.