LIDIA innamorata, AMASIO, BALIA di Lidia.
LIDIA. Siché avete pur inteso, Amasia, mia carissima sorella, dalla
mia balia l'ostinata ostinazione di questo crudel di Cintio, cui né
servir lungo né la gran conosciuta fede a mille segni han potuto tanto
rammorbidire, che d'una finta parola mi fusse stato cortese e
liberale. E' non m'uccide per privarmi d'una giocondissima morte; né
all'incontro, perché m'usi tanta impietá, scema in me punto l'infinito
amor che gli porto. O Lidia, odiata da tutti e da te stessa!
AMASIO. Lidia mia carissima, voi sapete giá che voglio dirvi.
LIDIA. Lo so e mi rincresce saperlo: che l'abandoni affatto, eh?
AMASIO. Non è peggior cosa al mondo, vita mia, che pascere il
desiderio di speranze vane e di vani consigli; però vi dico alla
libera che la piú lodevole cosa che potesse mai fare saria liberarvi
da cosí fatto pensiero e far una ferma deliberazione di lasciar
d'amarlo; e sará meglio sentir una morte in lasciarlo che patirne ben
mille il giorno per seguitarlo.
LIDIA. Ahi! che bisognarebbe privarmi prima della vita, bisognarebbe
che non conoscessi lo splendore della sua bellezza se volessi
arrestarmi d'amarlo.
AMASIO. Ed io vorrei che piú tosto opponeste il giudicio e la ragione
in considerar che tanto tempo l'avete servito piú dell'istessa servitú
senza esser stata giamai con un sol piacevol atto guiderdonata, e non
pensar a quella bellezza ch'è sol bella per chi è pietosa; ché per
l'amor che vi porto e che conosco che portate a me, pato le medesime
passioni che patite voi, anzi a voi non cade una minima lacrimuccia
dagli occhi che tutti non sieno rivi di sangue che mi piovono dal core
e m'affligono d'un'afflizione intolerabile: né posso far che non vel
dica.
BALIA. Non è il maggior rabarbaro, figlia, per purgar l'animo di amore
che l'ingratitudine, e io non so come per tante che n'avete patite voi
stiate cosí ostinata in questo amore; però scioglietevi, vi dico, da
questo laccio.
LIDIA. Oimè, che quante volte ho tentato di sciormene me ci sono piú
strettamente aviluppata, per esser a questa guisa tessuti i lacci
amorosi! O mio cuor troppo ardente, o suo troppo freddo, o sua
bellezza che tanto mi piaci, o mio volto che cosí gli spiaci, o dolor
insoportabile, ahi, ch'io sola li so ché sola li provo!
AMASIO. Lidia mia, ascolta un consiglio.
LIDIA. Amor non ascolta consiglio.
BALIA. Avete dunque ad impazar per Cintio? Maladetta sia tal sorta
d'amore! io non so come lo potete amare pensando che siate disamata.
LIDIA. Son disamata, odiata e schivata da ciascuno.
AMASIO. Non dite cosí, ché conosco persona che v'ama tanto che non so
se voi cosí amate Cintio svisceratamente.
BALIA. Ascolta, figlia mia, ché non è morto il mondo per te giá.
LIDIA. Che miserabil uomo deve essere costui che si sia posto ad amar
me?
AMASIO. È nobile e ricco quanto voi; bello non dico quanto voi, ché
voi avanzate l'istessa bellezza.
LIDIA. Voi sète tanto bella che mi contenterei esser bella quanto voi.
AMASIO. Ma è tanto bello che voi poco anzi l'avete lodato.
LIDIA. Dove abita?
AMASIO. Poco lungi da vostra casa.
LIDIA. Sa egli che amo altri?
AMASIO. Sí bene; e i suoi dolori e i cigli sono pari ad una bilancia.
LIDIA. Come può amarmi se sa ch'io amo altrui?
AMASIO. È tanto l'amor sviscerato che vi porta che, sapendo che voi
non siate vostra ma d'altri, non lascia far cosa per liberarvi
dall'amor di questo ingrato di Cintio.
LIDIA. Come sapete voi che m'ami?
AMASIO. Ragionamo spesso de' vostri amori.
LIDIA. L'ho veduto io mai?
AMASIO. Come avete veduto me.
LIDIA. Ha ragionato meco mai?
AMASIO. Come avete ragionato con me.
LIDIA. Di che etá egli è?
AMASIO. Della mia.
LIDIA. E dice che mi ama?
AMASIO. Anzi arde; né ardentissima fornace nodrisce tante fiamme nel
suo seno quante egli ne nudre nel cuor suo per amor vostro.
LIDIA. Perché non mi si scuopre?
AMASIO. Perché vede che vi struggete per altri miseramente senza
speranza alcuna.
LIDIA. Certo che ha ragione ed è uomo di giudizio.
BALIA. Ama, figlia, chi t'ama e odia a morte chi t'odia.
LIDIA. Digli che me si scuopra.
AMASIO. Se promettete di amarlo, lo fará volentieri.
LIDIA. Dimmi prima chi sia.
AMASIO. Non è negozio questo da spedirsi cosí in fretta; né egli è
tanto vile che stia buttato in mezo la strada, che si lasci raccôr da
ognuno.
LIDIA. Che dice dell'amor mio?
AMASIO. Che Amor è cieco, non ferisce chi deve, è ingiusto, poiché
patisce che non sia riamato chi ama; maledice la sua mala ventura;
chiama Cintio ingrato e senza core, ché non corrisponde con amore a
tanto amore.
LIDIA. Dicete una bugia: c'ho lasciato d'amar Cintio.
AMASIO. Non lece dir bugie.
LIDIA. È vero; ma è manco male quando giova a chi la dice e non nuoce
a chi l'ascolta.
AMASIO. Non giova dircela, perché sa tutti i miei pensieri.
LIDIA. Deve esser vostro amico.
AMASIO. Tanto amico che son come egli stesso.
LIDIA. E dice che m'ama molto?
AMASIO. Cosí amaste voi me!
LIDIA. Sappiate, Amasia, sorella cara, che non è persona al mondo che
v'ami piú di me, perché vedo che veramente mi amate di cuore e
compatite i miei dolori.
AMASIO. Certo che se voi m'amaste mille volte piú di quello che dite,
non paghereste una minima scintilla dell'amor che vi porto. Orsú, fate
ferma risoluzione: lasciate d'amar Cintio e abbiate pietá di colui.
LIDIA. Essendo usata tanta crudeltá contro me stessa, non posso aver
pietá di niuno; ma io ho scherzato cosí con voi, Amasia mia
dolcissima. Si cangiará piú tosto il mondo che cangi io voglia o
pensiero, o Amasia. Lasciar io di amar Cintio? sarebbe piú possibile
lasciar la vita: sarò di Cintio o della morte!
AMASIO. (O miserabil effetto d'amor vano, o insuperabil pertinacia
contro di me!). Certo costui v'ará ammaliato.
LIDIA. Le malie che ave usate contro di me sono i suoi gentil modi, i
graziosi costumi e la sua bellezza.
BALIA. O immutabil petto di femina, certo che voi non parete donna!
Non v'accorgete come Amasia è tutta mutata di colore e par che venghi
meno?
LIDIA. Amasia mia, che hai? che mutazione è questa? e che doglia t'è
sovraggionta?
AMASIO. Soverchia passione mi occupa il core!
LIDIA. Balia balia, sostieni, ch'io stropiccerò l'orecchie.
BALIA. Mordile le labbia, ché cosí gli ravviverai gli spirti.
LIDIA. Rivieni, Amasia mia.
BALIA. I vostri baci l'han fatta rivenire.
LIDIA. Sia ringraziato Iddio! Amasia mia, abbi pietá di me, aiutami
con Cintio tuo vicino.
AMASIO. Non convien aver pietá di chi la niega ad altri.
LIDIA. Amore vuole che s'ami un solo e si schivi ogni altro.
AMASIO. E però Cintio schiva voi perché ama altra.
LIDIA. O infelice mio stato, che non posso arrivar chi voglio e corro
dietro a chi mi fugge!
AMASIO. L'ostinazione ha cosí indurito il suo cuore contro voi, come
avete indurito il cuor vostro contro gli altri.
LIDIA. Amasia mia, voi usate contro me le mie ragioni e mi ferite con
quelle armi con che ferisco altri.
AMASIO. Lidia mia, fate conto che questa sia una lite di cui è giudice
Amore: quella pietá, che voi chiedete ad altri, è chiesta a voi da
altri; se non date, non riceverete.
LIDIA. Adopratevi prima che Cintio m'ami, ed io mi sforzerò di amar
questo vostro amico.
AMASIO. Fate prova d'amar prima quel mio amico, ch'io poi mi adoprarò
che Cintio v'ami.
LIDIA. Se non avrò presto aita mi morrò disperata, cosí è immensa la
mia passione!
AMASIO. L'istessa sente quel mio amico per voi.
LIDIA. Ditegli che pensi in altro.
AMASIO. E Cintio dice che pensiate in altro.
LIDIA. Amasia, conservatrice della mia vita, Cintio è vostro amico e
vicino, e volendo voi potreste aiutarmi.
AMASIO. La difficultá grande mi spaventa, l'amor che vi porto è piú
grande: farò ogni cosa per amar vostro, mi sforzerò far ufficio che ne
restiate sodisfatta.
LIDIA. Deh, non mi ponete in falsa speranza!
AMASIO. Statene sicura, perché il vostro travaglio non men tiene
occupato il vostro animo che il mio. Ma io farò di modo che v'ami, se
vi dovessi perder la vita.
LIDIA. Io non ho altro schermo contro il dolore che la vostra
sofficienza e amorevolezza, e con ciò resto in vita; però vi priego
per quella cosa che voi piú amate al mondo, che quando ragionarete con
Cintio me lo facciate intendere, accioché con le mie orecchie ascolti
la sentenza che mi condannerá a morte.
AMASIO. Orsú, quando arò l'agio ve ne renderò avisata.
LIDIA. Io non so altro che darvi baci in vece di preghiere, io resto
piena di felici speranze; adio. Balia, falle compagnia insino a casa,
ch'io son gionta, non ne ho piú bisogno.