SCENA VI.

AMASIO, BALIA di Lidia.

AMASIO. Quanto sarei felice se quei baci, che mi dá pensandosi che sia

donna, me li desse nella mia forma! O dolcezza che ho gustato in quei

baci! par che ancora mi siedano nelle labra, anzi mi son discesi nel

cuore e mi respirano d'un infocato piacere. Ahi, che di finti baci ne

raccoglio veraci pene!

BALIA. La poverina si pensa trattar con pecorelle e sta in mezo di

lupi arrabbiati. Oh quanto fuggirebbe da voi, se li fussero palesi i

vostri secreti e sapesse quello che si nasconde sotto la gonna!

AMASIO. Le carezze che mi fa mi conducono alla strada della morte.

Balia mia, pensa al mio male, ché beata te!

BALIA. Vivete sicuro che per amor vostro un poco il cervello ho in

volta, ché son rissoluta che il vostro desio giunga a felice fine.

AMASIO. Ecco dieci altri scudi: tutte le mie speranze son volte a te.

Vanne in buon'ora.

BALIA. Restate felice.--Se Lidia non l'amerá da vero, farò con alcun

inganno che l'ami. «Chi non rubba non ha robba»; «Con arte e con

inganno si vive la mettá dell'anno, con inganno e con arte si vive

l'altra parte».

La Cintia · 第 17 / 83 题