PEDOFILO, SINESIO, vecchi.
PEDOFILO. (Ho visto Amasio con la balia di Lidia che se n'entra in
chiesa. Faccia Iddio che questa amistá che ha preso con Lidia non lo
conduca a qualche mal passo, ché, se non m'inganno, mi par che n'arda
fieramente. Ma veggio Sinesio venir verso di me, e pensa ad intronarmi
la testa ch'io dia Amasio, come se donzella fusse, per isposa ad
Erasto; cercherò schivarlo per questa strada).
SINESIO. Pedofilo Pedofilo! di grazia non partite cosí tosto, perché
ho da ragionarvi d'un negozio.
PEDOFILO. Che negozio avete voi meco degno di tanta fretta?
SINESIO. Due parole e non piú.
PEDOFILO. Non ho orecchie per ascoltarne una sola.
SINESIO. Pregovi che mi doniate udienza.
PEDOFILO. Ed io vi prego che non mi tratteniate.
SINESIO. Userò con voi le piú brevi parole che potrò.
PEDOFILO. Orsú eccomi, con patto che la spediate tosto.
SINESIO. Fra gli amici non bisognano preamboli per guadagnarsi la
volontá: però vengo liberamente all'importanza del fatto. Voi dovete
sapere ch'io non son de' minimi della mia cittá, e che tra voi e me
non ci sia molta differenza. ...
PEDOFILO. A che effetto cotesto?
SINESIO. ... E sapete che non ho altro figlio che Erasto, e toltone
una picciol parte che darò a Lidia, le restanti mie facoltá seranno di
Erasto. Le sue qualitá non bisogna che le dica, ché giá la fama con
onorato grido n'ha ripiene l'orecchie di tutta la cittá.....
PEDOFILO. Niuno ve ne dice il contrario.
SINESIO.... E sapete ancora che se i padri amano i figli naturalmente,
quando sono poi virtuosi, sono sproni e stimoli alla nostra vita, che
ne trapassano insino all'anima, di contentarli. Or ascoltate quanto mi
detta il mio desiderio. Vorrei che deste Amasia vostra figlia per
moglie ad Erasto, perché ne sta innamorato; ed io vi prometto non far
molto conto della dote.
PEDOFILO. Sinesio mio caro, se non compiaccio al voler vostro, molte
son le cagioni, delle quali altre ne dirò liberamente altre non lece
dire.
SINESIO. Oimè, negarmela cosí alla prima è un principio d'ingiuria!
PEDOFILO. Non fa ingiuria chi onestamente dice le sue ragioni. Il
partito è cosí buono che io nol merito: le qualitá del giovane sono
veramente riguardevoli. Ma dovete ricordarvi ch'io son da Bologna e
non pretendo aver a vivere o a morir in Napoli; e massime ch'ora
intendo la parte guelfa nostra contraria esser giá quietata, la vo'
maritare alla patria, ché maritandola qui mi sarebbe molto discommodo.
SINESIO. Che val quell'amico che non si discommoda per un amico?
PEDOFILO. Anzi che val quell'amico che cerca il discommodo del suo
amico? E vi fo sapere ch'ella non vuol marito napolitano, e in questo
io non son per isforzarla altrimenti.
SINESIO. I presenti mutano gli animi feminili: ricami, perle, gioie e
vesti le faranno mutar proposito.
PEDOFILO. Ella non stima vezzi feminili; è d'animo assai maschile, e
tanto maschile che non le manca nulla di maschio.
SINESIO. Il parentado si chiama parentado perché si deve far tra pari,
e fra pari ogni cosa va bene; e io non credo sia fatto parentado piú
tra suoi pari come questo: sono nobili, ricchi, d'un'etá, virtuosi e
belli egualmente, che par che sieno nati per esser sposi insieme; ed è
un matrimonio molto proporzionato e naturale.
PEDOFILO. Anzi, sproporzionato e contro natura.
SINESIO. E chi dicesse che non stessero bene insieme, meritarebbe una
forca!
PEDOFILO. E chi dicesse che stessero bene insieme, meritarebbe il
fuoco!
SINESIO. E quando i matrimoni son ben accoppiati, ogni cosa va per suo
dritto.
PEDOFILO. Il qual è che ogni cosa qui andrebbe a roverscio.
SINESIO. Giovani e gagliardi nel fior dell'etá loro, non garrirebbono
mai.
PEDOFILO. Non giostrarebbono se non di lancia, non giocarebbono se non
di pugnale.
SINESIO. Mi fo gran meraviglia che non me la concediate.
PEDOFILO. Non vi sarebbe di meraviglia se ne sapeste la cagione.
SINESIO. Vi cerco cose giuste, però ne vorrei saper la cagione perché
non vi contentiate.
PEDOFILO. Altre ne ho dette, altre ne restano a dire: però vi
conchiudo che il matrimonio sará impossibile a riuscire.
SINESIO. Avertite che le cagioni che mi spingono a pregarvene sono che
non accaggia alcun scandalo fra la vostra casa e la mia.
PEDOFILO. Avertite voi bene alla vostra casa, ch'io son sicuro che
alla mia non sia per accadervene alcuno.
SINESIO. Voi dovete molto attribuire al vostro giudizio ed esser amico
del parer vostro; ma vorrei che v'ingannaste, ché gli uomini sono piú
cattivi che buoni, e riesce piú tosto il male che il bene. Il mio
figlio sta innamorato della vostra figlia; e chi ama non istima
periglio, poco l'avere e manco la vita. Vi passeggia tutto il giorno
d'intorno la casa; tirato dal desiderio può far qualche errore, e
questi errori si tirano dietro le ruine delle case. Perciò avertite di
nuovo che non siate constretto patir a vostro malgrado qualche sorte
d'ingiuria.
PEDOFILO. Passeggi quanto vuole e faccia quanto puote, ché perde il
tempo: ed io temo tutto il contrario di quello che voi temete.
SINESIO. I giovani del nostro tempo, appena spuntano fuor della
buccia, che sentono cillicarsi dalle dolcezze d'amore e hanno il
pizzicore, s'amano e desiano trovarsi insieme; e quando vi sono, il
maschio usa la forza e le sue armi, e la femina le soffre volentieri.
Non vi dico altro.
PEDOFILO. Usi la forza quanto gli piace, ché l'armi non riusciranno.
SINESIO. Se voi sapeste quel che so io, pensareste a' casi vostri.
PEDOFILO. E se voi sapeste quel che so io, pensareste a' casi vostri.
SINESIO. Se mi date licenza, v'avisarò del tutto.
PEDOFILO. Tutte le licenze sieno vostre.
SINESIO. Voi stimate che vostra figlia sia vergine e io stimo che la
partorirá.
PEDOFILO. E io temo d'ogni altra cosa piú di questa.
SINESIO. Parlerò piú chiaro: dico che la troverete impregnata.
PEDOFILO. E io dico che sará piú tosto l'impregnante che l'impregnata.
SINESIO. Il vostro umore è cosa da ridere: sète di quei matti che non
vogliono guarire.
PEDOFILO. E il vostro umore è da far ridere tutto il mondo.
SINESIO. Ah, ah, ah, chi non ridesse?
PEDOFILO. Ah, ah, ah, chi non scoppiasse?
SINESIO. Mi duole il fianco per tanto ridere.
PEDOFILO. E a me il polmone.
SINESIO. Ah, ah, ah! ti lascio, adio.
PEDOFILO. Ah, ah, ah, andate con Dio! Or chi non ridesse di costui a
crepacuore? fa del mastro e presume saper piú degli altri, e non è
buon discepolo. Egli si pensa che Erasto suo figliuolo faccia l'amor
con Amasia mia figlia, e tien per certo che l'abbi impregnata; ed io
giocherei che Amasio sia tanto maschio e piú maschio del suo figlio,
che se ne potrebbono far duo maschi, e dubito che Amasio non faccia
l'amor con Lidia sua figlia e che un giorno me l'impregni. Or mirate
come van le cose del mondo: che quello è piú sciocco che si pensa
saper piú degli altri. Io l'ho vestito da donna per ischivarlo da un
pericolo e l'ho fatto cader in un altro: ecco piena la scena di una
falsa apparenza. Ma lo veggio che vien con Lidia: mira come la guata e
come la tien stretta! L'avea vestito da donna per tenerlo ristretto
sotto le leggi di donna, ma l'abito non fa l'uomo: ha un spirito--che
Iddio lo dica per me--che non può capirlo l'angustia di quella donna;
non ha altro di donna che l'imperfezione di correr col suo desiderio,
e avengane quel che si voglia.