SCENA III.

BALIA di Lidia, AMASIO sotto abito di donna.

AMASIO. Balia balia, dove sei avviata?

BALIA. Alla chiesa: ché mentre Lidia sta ascoltando la messa, m'ha

imposto che le facessi un servigio qui presso; e torno ora a lei.

AMASIO. Aspetta un poco, di grazia, ch'io cali giú, ché mi facci

compagnia alla medesima chiesa per ragionar un poco con Lidia e per

ascoltar ancor io la messa.

BALIA. (Io non ho visto ancora a' miei giorni una donna amar un'altra

donna come fa costei Lidia: ché se fosse uomo, direi che fusse guasto

dell'amor suo).

AMASIO. Balia, se t'indovino il servigio che Lidia t'ha inviato a

fare, m'accetterai tu la veritá?

BALIA. Accetterò da vero.

AMASIO. Qualche ambasciata a Cintio, eh?

BALIA. Quello istesso.

AMASIO. Ben, che buona risposta tu le rapporti?

BALIA. La solita d'un insipido, d'un disamorato, d'un uomo di legno.

AMASIO. O amor ingiusto, non amar Lidia che l'amarebbe l'istesso

Amore! Balia mia, perché non ti adopri che amasse ella cosí me come

ama Cintio?

BALIA. Certo che ti ama piú che sorella assai.

AMASIO. Vorrei che m'amasse altramente che da sorella.

BALIA. Come dunque vorresti ch'ella ti amasse?

AMASIO. Io ho tanta voglia d'esser uomo e talmente mi son persuaso

d'esservi, che mi sono innamorato di lei.

BALIA. Orsú facciamo che Lidia t'amasse come proprio vorresti, che

sarebbe poi? che avresti fatto? sei donna come ella, come sodisfaresti

a' suoi desidèri?

AMASIO. Non son state al mondo pur belle donne c'hanno amato altre

donne? sarei forse io la prima? Balia mia, ho desiato molto tempo

averti da sola a sola come ora: se tu vuoi aiutarmi a questo, io farò

conoscere che sarò buona riconoscitrice del beneficio fattomi; eccoti

questi scudi per arra, toglili per amor mio e per segno del mio buon

animo.

BALIA. Ti ringrazio infinitamente e del dono e del buon animo che mi

porti: dammi pur occasione di poterti servire, ché l'arò caro. Ma io

non so dove sia per riuscir questo tuo amore.

AMASIO. Se tu prometti voler servirmi e aiutarmi, ti manifestarò cosa

che forse nol pensi.

BALIA. Chi non servisse a te non servirebbe all'istessa cortesia.

AMASIO. Ti prego ad essermi secreta.

BALIA. Giurerò, se cosí vuoi.

AMASIO. Conosco la prontezza dell'animo: la tua promessa mi

basta.--Balia mia, se ben ho questi panni di donna attorno, io son

maschio di dentro....

BALIA. Io arei giurato prima che me lo dicessi che cosí fossi, vedendo

che incontrandoti con Lidia impallidivi, arrossivi e inspiritavi. Gli

sguardi tuoi troppo erano lascivi, gli atti senza modestia, i baci

troppo affettuosi, anzi basciandola le mordevi tal volta le labbra. Ma

perché ingannar gli amici cosí vestito da donna?

AMASIO. Anzi per ingannar gl'inimici.... Ma accioché sii consapevole

del tutto e sappi dove aiutarmi, io ti dirò in somma tutto l'esser

mio. Tu sai che siamo da Bologna della famiglia de' Malvezzi,

principal in quella terra, e siamo ghibellini nemici affatto de'

guelfi; e sai pur anco che l'una fazione cerca distrugger l'altra, e

principalmente ne' Mafolti, per estirpar in tutto le famiglie. Piacque

a Dio, dopo molto tempo avendolo desiderato, dar a Pedofilo mio padre

me unigenito, e temendo della mia vita contro di cui fusse tessuto

alcun laccio da' guelfi, diede nome di essergli nata una femina e mi

vestí da femina; né tenendosi cosí sicuro, mi mandò qui in Napoli ad

allevarmi, e non potendo patir che vivesse da lui lontano, se ne è

venuto a viver qui meco. Or tornando a me, io conversando con Lidia mi

sono acceso fieramente di lei e la torrei volentieri per isposa, né

penso ch'io sia di lei inferior di nobiltá o di ricchezza. Or a questo

mio desiderio vorrei che tu mi aiutassi.

BALIA. Ma perché non publicarvi per maschio e fari a chiedere al suo

padre legittimamente per moglie, ché son certa non vi sarebbe

disdetta?

AMASIO. Giá essendo acquietata e pacificata la parte guelfa lo potrei

far liberamente, e mio padre ha giá deliberato di publicarlo. Ma chi

sa se fratanto lo star cosí vestito da donna mi potrebbe esser

giovevole in questo amore! Pur la vedo quando mi piace e raggiono con

lei a mio gusto, che essendo vestito da maschio non mi sarebbe

concesso; la bacio e abbraccio strettamente, né so come, tenendola

cosí abbracciata, non s'accende della fiamma che vien fuori

dall'infiammata anima mia.

BALIA. Non mi dispiace il tuo pensiero. Ma dimmi: che ho a far io per

servirti?

AMASIO. Aiutar dove vedi l'occasione, porleme in grazia e Cintio in

disgrazia; vorrei scoprirmi e non vorrei: in somma, io stesso non so

quel che vorrei.

BALIA. Saria bene di porle in disgrazia Cintio e darle ad intendere un

certo altro che l'ami; ché, desiando ella di saperlo, le scopriremo

all'ultimo esser tu quello, e tentiamo con qualche inganno l'animo

suo.

AMASIO. Cosí faremo: entriamocene in chiesa.

La Cintia · 第 14 / 83 题