III.

— Buon giorno, caro Stellini.

— Buon giorno.

— Ho molto piacere di vederla: ha fatto buon viaggio?

— Bonissimo.

— Ha avuto molto freddo?

— Moltissimo.

— E come va l’ordine pubblico in quella provincia, caro Stellini?

— Benissimo.

— E la salute pubblica?

— Malissimo.

— Eh lo so, lo so, caro Stellini: chi ha cuore non può che deplorare

tante miserie; ma che ci si fa? i Comuni sono così aggravati da tasse,

da sopratasse...

— È vero, è vero; ma ne parleremo un’altra volta: dunque, ho ricevuto

il suo dispaccio... e che c’è di nuovo?

— Nulla, caro Stellini, che le possa far dispiacere... ecco, legga.

E dopo avergli dato la lettera che aveva sul banco, il commendatore

tornò a fumare con un’aria benigna, alquanto insolita in lui, perchè

per lo più aveva la faccia torbida e sinistrata dalle tenebre del

potere governativo.

«Occorrendo di porre a capo dell’uffizio sanitario della provincia

di Girgenti, un valente ed energico funzionario, questo Ministero è

venuto nella deliberazione di trasferirvi, per ragioni di servizio,

il sig. dott. Fabio Stellini, il quale dovrà subito raggiungere la

sua nuova destinazione, e saprà rispondere degnamente alla fiducia

che in lui ripone il Governo.»

Il dottore guardò il prefetto.

— Mi dispiace, caro Stellini, — gli rispose il prefetto — di perdere

in lei un ottimo impiegato, ma anche mi rallegro con lei per la prova

di stima che le ha dato il Ministero: la provincia di Girgenti è una

provincia molto più importante di questa, e lei avrà più campo di

distinguersi e di farsi onore.

Il dottore gli voltò le spalle, e mosse verso l’uscio.

— Dunque che cosa devo rispondere al Ministero?

— La risposta ch’io vorrei dare non m’è permessa: domani le farò sapere

la mia decisione.

— Domani? io invece risponderei subito con un telegramma, dicendo:

«Ringrazio dell’onore, e mi metto a disposizione del Ministero»: ecco

quello che io risponderei al posto suo.

— Ma lei non è al posto mio.

Ed uscì.

— È una bestia! — disse il prefetto — è un pessimo impiegato, l’ho

sempre detto! non ha punto amor proprio, e quando un impiegato non ha

amor proprio, non può aver amore neppure al servizio.

Il peccato del dottore · 第 47 / 53 题