fanciullo la musica, e i suoi progressi furono sì rapidi che di nove
anni egli improvvisava. Non lasciò frattanto di applicarsi alle scienze,
e venne a stabilirsi in Parigi nel 1800, dove compose la musica di due
opere, di alcune cantate, quartetti, sonate per forte-piano ec. La sua
opera principale è _Cours complet d'harmonie, et de composition_, in 3
vol. in 8vo. Il suo corso è una nuova e compita teoria della musica,
fondata in parte sul sistema di Ballière, sviluppato da Jamard, e sopra
alcune vedute dell'ab. Feytou, come può vedersi all'artic. _Cromatique_
(_t. 1 de la musique dans l'Encyclop. méthod._). Le altre scoperte
sparse in quel corso appartengono interamente a M. de Momigny. Sono esse
diametralmente opposte alle idee ricevute, benchè non sian meno
ingegnose, sovra tutto ne' capitoli sulla misura e il ritmo. Nel 1802
egli avea pubblicato il primo anno delle sue lezioni di forte-piano, che
ha avuto buon incontro.
MONOPOLI (Giacomo), il cui vero nome di famiglia era _Insanguine_,
veniva detto Monopoli, perchè nato in questa città nel regno di Napoli.
La sua musica per teatro ebbe al suo tempo gran successo; egli scrisse
la musica di _Calipso_ nel 1782 e quella del salmo 71, in versi lirici
di Sav. Mattei nel 1775. Rammentiamo solo quest'ultime sue composizioni
per dare a conoscere l'epoca in cui egli fioriva, non avendo intorno a
lui altre memorie.
MONSIGNY (Pier-Alessandro), a cui i francesi attribuiscono la
rivoluzione musicale del loro teatro, avvicinando vieppiù la loro musica
a quella degl'italiani; per il che gli danno il nome di Sacchini della
Francia. Tutta la sua musica, essi dicono, è d'istinto, tutti i suoi
canti tuttora si ritengono, e vien riconosciuto generalmente da tutti,
che egli ha portato al supremo grado il patetico e 'l canto di
espressione. In un _Rapporto_ della Classe delle Belle-arti del 1810,
Monsigny viene annoverato tra' gran maestri, che hanno dato al teatro
delle eccellenti opere in tutti i generi (pag. 55). “La sensibilità di
questo compositore (_scriveva nel 1811, M. Fayolle_), bisogna che sia
stata molto viva, perchè conservato ne abbia così gran dose all'età di
82 anni. Non ha guari, spiegandoci egli la maniera con la quale aveva
voluto dipingere nel suo dramma le _Déserteur_, la situazione d'Aloisa,
allorchè riviene gradatamente dal suo deliquio, e che le sue parole
singhiozzanti sono interrotte d'alcuni pezzi strumentali; egli proruppe
in un largo pianto, e cadde egli stesso nello sfinimento che dipingeva
della più espressiva maniera.”
MONTECLAIR (Michele), imparò la musica e 'l gusto per quest'arte sotto
Moreau, ottimo maestro di cappella in quel tempo, e l'esercitò in Parigi
con buon successo, ove morì nel 1737. Tra le altre sue composizioni vi
ha il _Gefte_, che fu il primo Oratorio che si sia fatto sul teatro di
Parigi nel 1732. Vi ha in oltre di lui _Méthode pour apprendre la
musique_ in 8º, che vien tenuto in qualche pregio.
MONTEVERDE (Claudio), da Cremona, fu uno de' più gran musici del suo
tempo, e uno dei fondatori della scuola di Lombardia. Egli studiò la
composizione sotto M. Antonio Ingegneri, maestro di cappella del duca di
Mantova, nella di cui corte si era acquistato già molta stima come
violinista. Mal contento delle regole e della pratica de' suoi
predecessori, avventurò de' nuovi metodi; osò il primo di usare la
quinta diminuita, come consonanza: introdusse le dissonanze doppie con
preparazione, e provossi di praticare in nuove maniere le dissonanze di
passaggio. Benchè si sia egli ingannato in alcuni punti, come
chiaramente glie lo provò _Artusi_, può dirsi tuttavia certamente, che
di tutti i maestri egli è il primo a cui la tonalità e la moderna
armonia abbiano le maggiori obbligazioni. “Egli è indubitato, dice il
Carpani, che le dissonanze sono come il chiaro-scuro nella pittura. Col
mezzo dell'opposizione e del confronto danno esse più risalto ed effetto
all'accordo vero, ne accrescono il desiderio, e svegliano così
l'attenzione, operando a guisa degli stimolanti che si danno agli obesi
e sonnacchiosi. Quel momento d'inquietudine che producono in noi, si
trasforma in piacere vivissimo allorchè sentiamo poi l'accordo, quale
l'orecchio nostro non cessava di travederlo e desiderarlo. Non è a dire
perciò quanto vantaggio recassero alla musica, coll'introdurvi le
dissonanze, lo _Scarlatti_, e molto prima di lui il _Monteverde_,
_scopritor primo_ di questa miniera di bellezze” (_let. 3_). Monteverde
discolpossi intanto delle critiche, che se gli erano fatte, e rispose
con alcune _lettere_ stampate in fronte alle sue opere. Le bellezze
della sua musica attirarono in suo favore il pubblico, e la più parte
degli amatori. I suoi pretesi errori modificati cominciarono ad operare
la gran rivoluzione musicale in Italia, e furono generalmente adottati.
L'arte alleviata e disciolta da una quantità di severe regole, e dal
giogo della pedanteria, fece de' nuovi progressi, ed aprì nuova via a
tanti uomini celebri, che son venuti di poi. In ricompensa de' suoi
talenti e degli importanti servigj resi all'arte, Monteverde divenne
maestro di cappella di S. Marco in Venezia, posto occupato mai sempre
da' più grandi uomini. Egli quivi morì in età molto avanzata nel 1651.
Le sue composizioni per teatro e per chiesa, parte impresse in Venezia e
parte manoscritte, si conservano ancora in diverse biblioteche.
MONTÙ (M.), piemontese, dottissimo nella meccanica e nella teoria della
musica, morto immaturamente in Parigi nello scorso anno 1814. Egli è
autore di un'opera intitolata _Numerazione armonica per ispiegare le
leggi dell'armonia_: ed è inventore inoltre di due instromenti di
musica, detto l'uno _Sfera-armonica_, e _Sonometro_ l'altro. Può
leggersene la descrizione nel libro intitolato _Archives des
découvertes_ etc. Paris 1809, al num. 14. “Questi due instromenti, ivi
si dice, sono stati inventati da M. Montù, per dare una dimostrazione
matematica de' principj dell'armonia, ignoti o combattuti sinora.
Quest'instromenti e i loro accessorj sono d'una perfezione preziosa e
rara. I Sig. _Prony_, _Charles_, _Gossec_ e _Martini_, ne hanno fatto un
rapporto al ministro, in cui dichiarano che i suddetti stromenti possono
utilmente servire a far delle sperienze interessanti sulle proporzioni
musicali, relative ai sistemi degli antichi, non che a quei de' moderni.
Il governo li ha comprati, e li ha fatti deporre nel Conservatorio di
musica.” (pag. 372). Le invenzioni di Montù formano la maraviglia de'
Francesi, e l'orgoglio dell'Italia.
MONTUCLA (Giov. Franc. de), membro della R. Accademia delle scienze di
Berlino, pubblicò nel 1758 in Parigi un'opera in 2 vol. in 4º,
intitolata: _Histoire des mathématiques_, nella quale dalla pag.
122-136, si trova in ristretto la _Storia della musica greca_. Egli dà
un'esposizione assai superficiale e molto imperfetta del sistema
acustico de' Greci, comechè avesse dovuto farne l'oggetto essenziale del
suo argomento. Poteva dispensarsi piuttosto dal trattarvi la questione
della tonalità della greca musica, non avendo un rapporto necessario al
suo oggetto. Montucla morì a Versailles nel 1799; egli aveva preparata
una seconda edizione della sua Storia con molte addizioni, ch'è stata
pubblicata e compiuta dall'astronomo Lalande, a cui erano stati rimessi
i manoscritti del Montucla, in 4 vol. in 4º.
MONTVALLON (M. de), nel 1742, pubblicò un'opera intitolata: _Nouveau
Système de musique sur les intervalles des tons, et sur les proportions
des accords, ou l'on examine les systèmes proposés par divers auteurs_.
Non possiamo darne saggio, non conoscendola.
MONZA (Caval. Carlo), maestro di cappella in Milano sua patria, ove
godette della riputazione di uno de' migliori compositori per teatro e
per chiesa. Nel 1766, compose il _Temistocle_ per quel gran teatro
_della Scala_: e nel 1777, per quel di Venezia _Mitteti_ e _Cajo Mario_,
che incontrarono assaissimo: alcune arie di questi drammi furono
impresse in Germania, ed in Londra nel 1783, la sua terza opera consiste
in _six sonatas for the harpsichord, or piano-forte with a violon_. Il
d.^r Burney scrive di aver sentita una sua messa in _S. Maria secreta_
di Milano, ch'egli approvò come bella e piena di genio.
MOOSER (Luigi), di Friburgo nella Svizzera, giovane artista costruttore
di organi e piano-forte, ha portato la sua arte al più alto grado della
perfezione. La pienezza, la forza e nel tempo stesso la dolcezza e
morbidezza de' suoni distinguono sommamente i suoi piano-forte a coda.
L'organo ch'egli ha fatto per il nuovo Tempio di Berna è un capo
d'opera: bisogna sentirlo per farsene un'idea, ed esaminarlo di presenza
per apprezzarne il merito. L'ultima e migliore sua opera è un
forte-piano organizzato, che gli amatori si danno premura di andar a
vedere in sua casa, e ch'egli chiama _orchester-instrument_, stromento
di orchestra. Puossene vedere la descrizione in un libretto in 12º che
ha per titolo: _Etrennes Fribourgeoises pour l'année 1810_.
MORELLET (l'abb. Andrea), di Lione, pubblicò uno scritto, cui diè per
titolo: _De l'expression en musique_, pieno d'ingegnose idee sulle belle
arti in generale, ed in particolare sulla musica. Si trova negli
_Archives littéraires_, tom. 6, e nel _Mercurio_ di novembre 1771.
MORET DE LESCER, maestro di musica francese a Liegi, nel 1768, pubblicò
in un vol. in 4.º _Science de la musique vocale_. Nel 1775 comparve al
pubblico un prospetto di un'altra sua opera, ch'egli aveva già terminata
in 13 vol. in 8vo, ciascuno di 400 pagine, col titolo di _Dictionnaire
raisonné, ou histoire générale de la musique et de la lutherie_, con
diversi rami, ed un piccolo dizionario di tutti i gran maestri di musica
ed artisti che si sono resi celebri per il loro genio, ed i loro talenti
(_V. l'Esprit des Journaux, septembre 1775_).
MORIGI (Angelo) da Rimini, degno allievo del Tartini e primo violino del
teatro di Parma, ove morì nel 1790. Il cel. maestro Bonifacio Asioli si
reca a gloria di essere stato suo discepolo. Morigi è autore di più
opere di sonate e concerti di violino, che sono state impresse; la terza
di queste comparve in Amsterdam nel 1752, composta di sei concerti.
MORTELLARI (Michele), nato in Palermo nel 1750, fu allievo nel
Conservatorio _de' figliuoli dispersi_ del Muratori, ove diè a divedere
di buon'ora la vivacità del suo talento, e la felicità nel comporre.
Assai giovane portossi in Napoli, ed ebbe alcune lezioni del cel.
Piccini. Scrisse quindi la musica di più opere in Roma, a Milano, in
Modena e a Venezia, che ebbe felicissimo incontro. Il d.^r Burney
parla di una _Armida_ di Mortellari, da lui sentita nel 1786, nella
quale egli loda, come in tutte le altre composizioni di questo maestro,
l'eleganza unita all'energia delle idee musicali (_Travels etc._) Il
costui figlio, anche buon maestro di musica, si è stabilito in Londra,
ove secondo il D.^r Pananti è molto stimato. “Mortellari, egli dice, è
giovane professore pieno di talento e di gusto, e scrive con molta
grazia.” _V. il Poeta di teatro, t. 2, a Londra 1809 nelle note, p.
295._
MOSCA (Luigi). Napoletano, si è acquistato in Italia la riputazione di
un valente compositore, per le opere buffe specialmente ch'egli vi ha
scritto, come il _Sedicente filosofo_, farsa; _Chi si contenta gode_;
_Chi troppo vuol veder diventa cieco_; _La sposa a sorte_; _Velafico e
limella_, drammi burleschi che si trovano presso il Ricordi in Milano.
Nel 1805 venne egli in Palermo, dove scrisse la musica del _Gioas_,
oratorio per il R. teatro di S. Cecilia, che ebbe qualche successo, ed
una messa a piena orchestra per la solenne professione d'una figlia
dell'Ecc. Sig. Duca Lucchesi-Palli. _Giuseppe Mosca_, fratello di Luigi,
è ancora un buon maestro di musica stabilito in Parigi, ove ha scritto
per quel teatro, detto dell'Opera Buffa, _la Ginevra di Scozia_ nel
1805, e _la vendetta feminina_ nel 1806.