MOMIGNY (Girol. Gius. de), nato a Philippeville nel 1776, apprese sin da

fanciullo la musica, e i suoi progressi furono sì rapidi che di nove

anni egli improvvisava. Non lasciò frattanto di applicarsi alle scienze,

e venne a stabilirsi in Parigi nel 1800, dove compose la musica di due

opere, di alcune cantate, quartetti, sonate per forte-piano ec. La sua

opera principale è _Cours complet d'harmonie, et de composition_, in 3

vol. in 8vo. Il suo corso è una nuova e compita teoria della musica,

fondata in parte sul sistema di Ballière, sviluppato da Jamard, e sopra

alcune vedute dell'ab. Feytou, come può vedersi all'artic. _Cromatique_

(_t. 1 de la musique dans l'Encyclop. méthod._). Le altre scoperte

sparse in quel corso appartengono interamente a M. de Momigny. Sono esse

diametralmente opposte alle idee ricevute, benchè non sian meno

ingegnose, sovra tutto ne' capitoli sulla misura e il ritmo. Nel 1802

egli avea pubblicato il primo anno delle sue lezioni di forte-piano, che

ha avuto buon incontro.

MONOPOLI (Giacomo), il cui vero nome di famiglia era _Insanguine_,

veniva detto Monopoli, perchè nato in questa città nel regno di Napoli.

La sua musica per teatro ebbe al suo tempo gran successo; egli scrisse

la musica di _Calipso_ nel 1782 e quella del salmo 71, in versi lirici

di Sav. Mattei nel 1775. Rammentiamo solo quest'ultime sue composizioni

per dare a conoscere l'epoca in cui egli fioriva, non avendo intorno a

lui altre memorie.

MONSIGNY (Pier-Alessandro), a cui i francesi attribuiscono la

rivoluzione musicale del loro teatro, avvicinando vieppiù la loro musica

a quella degl'italiani; per il che gli danno il nome di Sacchini della

Francia. Tutta la sua musica, essi dicono, è d'istinto, tutti i suoi

canti tuttora si ritengono, e vien riconosciuto generalmente da tutti,

che egli ha portato al supremo grado il patetico e 'l canto di

espressione. In un _Rapporto_ della Classe delle Belle-arti del 1810,

Monsigny viene annoverato tra' gran maestri, che hanno dato al teatro

delle eccellenti opere in tutti i generi (pag. 55). “La sensibilità di

questo compositore (_scriveva nel 1811, M. Fayolle_), bisogna che sia

stata molto viva, perchè conservato ne abbia così gran dose all'età di

82 anni. Non ha guari, spiegandoci egli la maniera con la quale aveva

voluto dipingere nel suo dramma le _Déserteur_, la situazione d'Aloisa,

allorchè riviene gradatamente dal suo deliquio, e che le sue parole

singhiozzanti sono interrotte d'alcuni pezzi strumentali; egli proruppe

in un largo pianto, e cadde egli stesso nello sfinimento che dipingeva

della più espressiva maniera.”

MONTECLAIR (Michele), imparò la musica e 'l gusto per quest'arte sotto

Moreau, ottimo maestro di cappella in quel tempo, e l'esercitò in Parigi

con buon successo, ove morì nel 1737. Tra le altre sue composizioni vi

ha il _Gefte_, che fu il primo Oratorio che si sia fatto sul teatro di

Parigi nel 1732. Vi ha in oltre di lui _Méthode pour apprendre la

musique_ in 8º, che vien tenuto in qualche pregio.

MONTEVERDE (Claudio), da Cremona, fu uno de' più gran musici del suo

tempo, e uno dei fondatori della scuola di Lombardia. Egli studiò la

composizione sotto M. Antonio Ingegneri, maestro di cappella del duca di

Mantova, nella di cui corte si era acquistato già molta stima come

violinista. Mal contento delle regole e della pratica de' suoi

predecessori, avventurò de' nuovi metodi; osò il primo di usare la

quinta diminuita, come consonanza: introdusse le dissonanze doppie con

preparazione, e provossi di praticare in nuove maniere le dissonanze di

passaggio. Benchè si sia egli ingannato in alcuni punti, come

chiaramente glie lo provò _Artusi_, può dirsi tuttavia certamente, che

di tutti i maestri egli è il primo a cui la tonalità e la moderna

armonia abbiano le maggiori obbligazioni. “Egli è indubitato, dice il

Carpani, che le dissonanze sono come il chiaro-scuro nella pittura. Col

mezzo dell'opposizione e del confronto danno esse più risalto ed effetto

all'accordo vero, ne accrescono il desiderio, e svegliano così

l'attenzione, operando a guisa degli stimolanti che si danno agli obesi

e sonnacchiosi. Quel momento d'inquietudine che producono in noi, si

trasforma in piacere vivissimo allorchè sentiamo poi l'accordo, quale

l'orecchio nostro non cessava di travederlo e desiderarlo. Non è a dire

perciò quanto vantaggio recassero alla musica, coll'introdurvi le

dissonanze, lo _Scarlatti_, e molto prima di lui il _Monteverde_,

_scopritor primo_ di questa miniera di bellezze” (_let. 3_). Monteverde

discolpossi intanto delle critiche, che se gli erano fatte, e rispose

con alcune _lettere_ stampate in fronte alle sue opere. Le bellezze

della sua musica attirarono in suo favore il pubblico, e la più parte

degli amatori. I suoi pretesi errori modificati cominciarono ad operare

la gran rivoluzione musicale in Italia, e furono generalmente adottati.

L'arte alleviata e disciolta da una quantità di severe regole, e dal

giogo della pedanteria, fece de' nuovi progressi, ed aprì nuova via a

tanti uomini celebri, che son venuti di poi. In ricompensa de' suoi

talenti e degli importanti servigj resi all'arte, Monteverde divenne

maestro di cappella di S. Marco in Venezia, posto occupato mai sempre

da' più grandi uomini. Egli quivi morì in età molto avanzata nel 1651.

Le sue composizioni per teatro e per chiesa, parte impresse in Venezia e

parte manoscritte, si conservano ancora in diverse biblioteche.

MONTÙ (M.), piemontese, dottissimo nella meccanica e nella teoria della

musica, morto immaturamente in Parigi nello scorso anno 1814. Egli è

autore di un'opera intitolata _Numerazione armonica per ispiegare le

leggi dell'armonia_: ed è inventore inoltre di due instromenti di

musica, detto l'uno _Sfera-armonica_, e _Sonometro_ l'altro. Può

leggersene la descrizione nel libro intitolato _Archives des

découvertes_ etc. Paris 1809, al num. 14. “Questi due instromenti, ivi

si dice, sono stati inventati da M. Montù, per dare una dimostrazione

matematica de' principj dell'armonia, ignoti o combattuti sinora.

Quest'instromenti e i loro accessorj sono d'una perfezione preziosa e

rara. I Sig. _Prony_, _Charles_, _Gossec_ e _Martini_, ne hanno fatto un

rapporto al ministro, in cui dichiarano che i suddetti stromenti possono

utilmente servire a far delle sperienze interessanti sulle proporzioni

musicali, relative ai sistemi degli antichi, non che a quei de' moderni.

Il governo li ha comprati, e li ha fatti deporre nel Conservatorio di

musica.” (pag. 372). Le invenzioni di Montù formano la maraviglia de'

Francesi, e l'orgoglio dell'Italia.

MONTUCLA (Giov. Franc. de), membro della R. Accademia delle scienze di

Berlino, pubblicò nel 1758 in Parigi un'opera in 2 vol. in 4º,

intitolata: _Histoire des mathématiques_, nella quale dalla pag.

122-136, si trova in ristretto la _Storia della musica greca_. Egli dà

un'esposizione assai superficiale e molto imperfetta del sistema

acustico de' Greci, comechè avesse dovuto farne l'oggetto essenziale del

suo argomento. Poteva dispensarsi piuttosto dal trattarvi la questione

della tonalità della greca musica, non avendo un rapporto necessario al

suo oggetto. Montucla morì a Versailles nel 1799; egli aveva preparata

una seconda edizione della sua Storia con molte addizioni, ch'è stata

pubblicata e compiuta dall'astronomo Lalande, a cui erano stati rimessi

i manoscritti del Montucla, in 4 vol. in 4º.

MONTVALLON (M. de), nel 1742, pubblicò un'opera intitolata: _Nouveau

Système de musique sur les intervalles des tons, et sur les proportions

des accords, ou l'on examine les systèmes proposés par divers auteurs_.

Non possiamo darne saggio, non conoscendola.

MONZA (Caval. Carlo), maestro di cappella in Milano sua patria, ove

godette della riputazione di uno de' migliori compositori per teatro e

per chiesa. Nel 1766, compose il _Temistocle_ per quel gran teatro

_della Scala_: e nel 1777, per quel di Venezia _Mitteti_ e _Cajo Mario_,

che incontrarono assaissimo: alcune arie di questi drammi furono

impresse in Germania, ed in Londra nel 1783, la sua terza opera consiste

in _six sonatas for the harpsichord, or piano-forte with a violon_. Il

d.^r Burney scrive di aver sentita una sua messa in _S. Maria secreta_

di Milano, ch'egli approvò come bella e piena di genio.

MOOSER (Luigi), di Friburgo nella Svizzera, giovane artista costruttore

di organi e piano-forte, ha portato la sua arte al più alto grado della

perfezione. La pienezza, la forza e nel tempo stesso la dolcezza e

morbidezza de' suoni distinguono sommamente i suoi piano-forte a coda.

L'organo ch'egli ha fatto per il nuovo Tempio di Berna è un capo

d'opera: bisogna sentirlo per farsene un'idea, ed esaminarlo di presenza

per apprezzarne il merito. L'ultima e migliore sua opera è un

forte-piano organizzato, che gli amatori si danno premura di andar a

vedere in sua casa, e ch'egli chiama _orchester-instrument_, stromento

di orchestra. Puossene vedere la descrizione in un libretto in 12º che

ha per titolo: _Etrennes Fribourgeoises pour l'année 1810_.

MORELLET (l'abb. Andrea), di Lione, pubblicò uno scritto, cui diè per

titolo: _De l'expression en musique_, pieno d'ingegnose idee sulle belle

arti in generale, ed in particolare sulla musica. Si trova negli

_Archives littéraires_, tom. 6, e nel _Mercurio_ di novembre 1771.

MORET DE LESCER, maestro di musica francese a Liegi, nel 1768, pubblicò

in un vol. in 4.º _Science de la musique vocale_. Nel 1775 comparve al

pubblico un prospetto di un'altra sua opera, ch'egli aveva già terminata

in 13 vol. in 8vo, ciascuno di 400 pagine, col titolo di _Dictionnaire

raisonné, ou histoire générale de la musique et de la lutherie_, con

diversi rami, ed un piccolo dizionario di tutti i gran maestri di musica

ed artisti che si sono resi celebri per il loro genio, ed i loro talenti

(_V. l'Esprit des Journaux, septembre 1775_).

MORIGI (Angelo) da Rimini, degno allievo del Tartini e primo violino del

teatro di Parma, ove morì nel 1790. Il cel. maestro Bonifacio Asioli si

reca a gloria di essere stato suo discepolo. Morigi è autore di più

opere di sonate e concerti di violino, che sono state impresse; la terza

di queste comparve in Amsterdam nel 1752, composta di sei concerti.

MORTELLARI (Michele), nato in Palermo nel 1750, fu allievo nel

Conservatorio _de' figliuoli dispersi_ del Muratori, ove diè a divedere

di buon'ora la vivacità del suo talento, e la felicità nel comporre.

Assai giovane portossi in Napoli, ed ebbe alcune lezioni del cel.

Piccini. Scrisse quindi la musica di più opere in Roma, a Milano, in

Modena e a Venezia, che ebbe felicissimo incontro. Il d.^r Burney

parla di una _Armida_ di Mortellari, da lui sentita nel 1786, nella

quale egli loda, come in tutte le altre composizioni di questo maestro,

l'eleganza unita all'energia delle idee musicali (_Travels etc._) Il

costui figlio, anche buon maestro di musica, si è stabilito in Londra,

ove secondo il D.^r Pananti è molto stimato. “Mortellari, egli dice, è

giovane professore pieno di talento e di gusto, e scrive con molta

grazia.” _V. il Poeta di teatro, t. 2, a Londra 1809 nelle note, p.

295._

MOSCA (Luigi). Napoletano, si è acquistato in Italia la riputazione di

un valente compositore, per le opere buffe specialmente ch'egli vi ha

scritto, come il _Sedicente filosofo_, farsa; _Chi si contenta gode_;

_Chi troppo vuol veder diventa cieco_; _La sposa a sorte_; _Velafico e

limella_, drammi burleschi che si trovano presso il Ricordi in Milano.

Nel 1805 venne egli in Palermo, dove scrisse la musica del _Gioas_,

oratorio per il R. teatro di S. Cecilia, che ebbe qualche successo, ed

una messa a piena orchestra per la solenne professione d'una figlia

dell'Ecc. Sig. Duca Lucchesi-Palli. _Giuseppe Mosca_, fratello di Luigi,

è ancora un buon maestro di musica stabilito in Parigi, ove ha scritto

per quel teatro, detto dell'Opera Buffa, _la Ginevra di Scozia_ nel

1805, e _la vendetta feminina_ nel 1806.

Dizionario storico-critico degli scrittori di musica e de' più celebri artisti, vol. 3 Di tutte le nazioni sì antiche che moderne · 第 8 / 18 段