_L’arte e l’industria si confondono in questo paese. — Distinzione
chiara presso noi, confusa presso i Romani. — Errore de’ nostri
romanzieri intorno agli artisti d’Italia. — Il teatro. — La
sala. — L’amministrazione. — L’opera. — La prima donna e la
sua famigliuola. — Entusiasmo del pubblico. — Modestia degli
artisti. — Miseria de’ coristi. — Il compositore. — Una prima
rappresentazione a Roma. Abusi del richiamo sulla scena. — I
trionfi. — La comedia. — Gli scrittori. — Esito delle composizioni
francesi. — Siamo traditi così a Roma come a Londra, ma in uno
spirito differente. — La censura. — Due inezie fra mille. — La
Fiammina. — Letteratura romana. — La stampa periodica, nessun
giornale. — Pittura e scultura. — Celebrità della fabbrica di
Roma. — Visito alcuni studi in compagnia d’un ricco Americano. —
Commercio de’ marmi scolpiti. — Confezione d’un busto. — Visita ad
un pittore celebre. — Commissione d’un ritratto. — Manifattura di
copie per l’importazione. — Riflessioni filosofiche sulla decadenza
della scuola romana. — Attitudine de’ giovani artisti; educazione
deplorabile; mancanza d’ogni critica e d’ogni incoraggiamento. —
Architettura. — Oreficeria. — Gli studi dell’illustre Castellani,
il più grande di tutti gli artisti romani. — Curiosità. — Un tondo
di 50 milioni_ Pag. 130