Finalmente dopo l'età d'Adamo Bremense, il Cristianesimo rovesciò
i funesti e rilucenti altari di Birca: nè il _Valhalla_ rimase più
in onore se non ne' Ritmi dell'_Edda_ e nelle _Saga_ d'Islanda.
Or qual nome daremo se non di _Gotico_ al Tempio di Birca? E quale
all'Architettura sua se non di _Gotica_, fosse _ogivale_ o no? Certo,
quel Tempio non s'edificò alla _Romanese_, nè i Romani andarono
giammai nella Scandinavia. Perchè dunque ad un'Architettura, che
senza l'idolatria regnò nell'Europa Occidentale fra' Visigoti per
tanti secoli, e per tanti altri con l'idolatria fra gli Ostrogoti ed i
Visigoti di Birca, si contende il nome di _Gotica_?
Un secolo e mezzo era trascorso dall'anno, in cui scrisse Adamo di
Brema, e questo nome non le si contendea. I Bagni edificati al tempo
di Teodorico in Ravenna ritenevano ancora la denominazione de' _Bagni
de' Goti_ nel 10 Luglio 1169, in una Bolla del Pontefice Alessandro
III.: »Monasterium Sancti STEPHANI ad BALNEUM GOTHORUM[204]». _Gotica_
udivasi chiamar la _Chiesa_, edificata in Ravenna verso il 515 dal
Visigoto marito d'Amalasunta, Regina Ostrogota: la sola Chiesa, onde
mi riserbai di parlare fra tutti gli edificj degli Ostrogoti d'Italia.
Nel 1254 si riformò lo Statuto Municipale di Ravenna, e si pose la pena
di cinquanta Lire contro chiunque recasse danno alla _Chiesa de' Goti_:
»Ne ECCLESIA GOTHORUM possit destrui, nec destruatur[205]». Se tutte le
Città d'Europa imitato avessero un esempio sì degno, non sarebber forse
perite alcune delle più antiche memorie dell'_Architettura Gotica_.
Inutile tornò nondimeno quell'esempio, e vane riuscirono le nobili cure
de' Ravennati per conservar la _Chiesa Gotica_, la quale a malgrado
di tante cure, cadde nel 1457. Così comandarono i Veneziani, divenuti
Signori di Ravenna. Lo Storico Spreti, che visse fin verso il 1474, fu
presente alla caduta del _Tempio Gotico_, da lui amaramente rimpianto
e lodato come un'opera insigne d'Architettura. I Veneti edificarono
su quel suolo una fortezza, ch'ebbe assai minor vita, e che anch'ella
cadde alla sua volta. »ADEST, egli scriveva, et GOTTHICUM TEMPLUM,
quod GOTTHI, licet ARIANAE HERESIS labe infecti, sub S. ANDREAE nomine
SUMMOPERE COMPTUM, et SUIS TUNC AEDIFICIIS ADMIRABILE construxere. Sed
id nuper solo aequatum et funditus deletum vidimus; PRAECLARUM autem
OPUS et multorum annorum labores arx munitissima, quae _modo_ tanta
VENETORUM impensa erigitur, _paucis nunc diebus absumpsit_[206]».
Or chi potrà mai dubitare, che le sembianze della _Chiesa Gotica_
fossero state diverse affatto da quelle d'ogni altra Romana di Ravenna?
Senza di ciò, come avrebb'ella dovuto destar le sollecitudini de'
Reggitori del 1254 a tenerla in piedi? Chi non vede, che la singolarità
delle sue forme, con l'ogiva o senza l'_ogiva_, movevano la curiosità
e l'ammirazione dell'universale? Non compariva ella tal Chiesa essere
un _Preclaro Monumento_ allo Spreti? Per affermare ch'ella non era di
_stile Gotico_, e che però non vi fosse stato giammai un'_Architettura
Gotica_ nel mondo, bisognerebbe dimostrare, che i Goti Ariani la
fabbricarono, pigliandone l'immagine da' Cattolici; e che gli altri
Goti idolatri, Zamolxiani ed Odinici, portarono con loro l'effigie d'un
qualche Tempio di Roma o di Ravenna in Birca.
Nè giova punto a chi nega d'aver i Goti o Cristiani od idolatri
conosciuta una particolare Architettura, ch'ebbe in tutte le bocche
degli uomini la denominazione di _Gotica_, il dire di non aversi
dello _stile ogivale_ al dì d'oggi Monumenti più antichi del decimo
o del duodecimo secolo. Egli non si può mai abbastanza rispondere,
che l'_ogiva_ non era la sola fonte delle diversità infinite,
le quali segregavano la Greco-Romana dall'_Architettura Gotica_.
L'ampiezza delle Chiese, l'elevazione delle mura, le _Torri_, le
_Rose_, le qualità de' fastigj bastavano a separar l'una dall'altra
in quel modo che l'Architettura d'ogni popolo ad un tratto si
distingue da quella d'un altro, agli occhi de' più ignoranti delle
discipline Architettoniche; in quel modo, che i Tempj di Birca e
di Letra si differenziavano da San Vitale di Ravenna, senza nessun
magistero dell'_ogiva_. Che bisogno v'ha dell'_ogiva_ per sapere che
l'Architettura Cinese allontanasi dall'Indiana, ed ogni altra Europea
od Affricana dall'Asiatica?
S'è già veduto[207], che pel Concilio Epaonense del 517 cadde o si
trasformò un gran numero di Chiese Ariane del Burgundico Regno. Più
vasta fu la distruzione delle Visigotiche in Ispagna per mano degli
Arabi: l'antica Santa Leocadia più non sussiste sul Tago, ma in vece si
vede su quel fiume una piccola Chiesa in onore di tal Santa, secondo i
racconti dello Spagnuolo Arevalo[208]. Dove sono più gli edificj sacri
e profani d'Alfonso il Casto in Oviedo? il Tempio di Letra fu distrutto
dal Re Arrigo I in odio dei sacrificj umani: del che affettuosamente
lo ringraziava Ditmaro di Merseburgo. La vittoria del Cristianesimo
e la mano del tempo hanno successivamente disfatto nel Settentrione
d'Europa non solo il Tempio cruento di Birca ma qualunque altro
edificio sacro e profano de' Daci, de' Visigoti e degli Ostrogoti,
sommersi nell'idolatria fino al decimo al duodecimo secolo: ma l'essere
scomparsi quegli edificj dalla terra non concede il dritto ad alcuno
di concludere, che que' popoli non ebbero una speciale Architettura, nè
fecero alcun lavoro se non secondo l'arte de' Greci e dei Romani. Siano
pure ignote quanto si vuole più le forme dell'_Architettura Gotica_ sul
Baltico e sul Mediterraneo, tra l'Alpi di Scandinavia e fra i Pirenei,
ella tuttavolta vi fu; e non poteva non esservi per la natura delle
cose umane, alla quale rispondono tutte le testimonianze della Storia
e la continua durata del nome di _Gotica_ dato nel 534, nel 1169, nel
1254, e nel 1457, in Ravenna ed in Roano, all'Architettura di quel
popolo.