XXXV.

Gli _archi rotondi_ son quelli, a' quali ora il Ramée ed il Vitet[180]

con altri egregi Francesi, aventi sempre in mira lo stuolo degli

avversari di Roma, danno il nome di Sacerdotali o _Ieratici_. E però

io desidero sapere se _Ieratici_ od _ogivali_ furono gli archi voltati

da' Goti nel 534 in San Pietro di Roano, quando quel popolo era tutto

d'Ariani? Se _Ieratici_ o _Romanesi_, dunque le loro diversità dagli

_archi ogivali_ non eran cagione della differenza, che passava tra

l'_Architettura Gotica_ e la Romana, ed in cento altri modi potea la

prima separarsi dalla seconda, conservando gli _archi rotondi_, e non

perdendo il nome giustamente dovutole di _Mano Gotica_. Se _ogivali_,

sì come doveano essere perchè di tal natura furono dopo la ristorazione

del 1042, dunque dello _stile ogivale_ s'ha nel Tempio Rotomagense

un esempio illustre fino del sesto secolo, senza esservi bisogno

d'aspettare le Consorterie Laicali od Ecclesiastiche del 926.

Ma, secondo il Ramée[181], le dottrine Architettoniche, descritte

nella Carta Eboracense del 926, risalgono _all'antichità più alta_: ed

in quell'anno ardirono gli Anglo-Sassoni di York aspirare a ristorar

la vetusta sapienza, per opporsi alle tradizioni _Ieratiche_ de'

Pontefici Romani. Or chi erano questi Anglo-Sassoni, se non popoli di

Germania? Tali non nacquero gl'Iuti, che discesero insieme con essi

nel 449 alla conquista d'Inghilterra, condotti dai fratelli Hengist ed

Horsa. Sotto il nome di Iuti si comprendevano allora i Goti o Daci,

che seguitando la fortuna d'Ermanarico degli Amali conquistarono la

Iutlandia, ed ogni altra regione posta sulle rive Meridionali del

Baltico, dando all'antica Dania o Danimarca il nome di Dacia, prima di

spingersi nelle contrade oggi chiamate di Svezia e di Norvegia, ossia

della Scandinavia. Queste s'acquistarono dopo la morte d'Ermanarico

da' Goti, che vi fondarono la Vestrogozia e l'Ostrogozia; nomi, che

ancor vi durano; ma quello di Dacia s'impose più tardi anche alla

Provincia, che oggi dicesi della Scania in Isvezia. E però nell'età di

Rollonde l'appellazione di Dacia si dilatava dalle rive del Danubio,

e all'Alania fino all'Oceano Germanico. Già nella Storia narrai[182],

che gl'Iuti od i Goti del 449 fermaronsi nell'Isola di Tanet e ne'

luoghi dove sorge Cantorbery, la quale di poi accolse Lanfranco e

Sant'Anselmo: Cantorbery, non lontana di Londra, è divenuta oggi

la sede principale del recente Primato Anglicano. L'essersi uniti

cogl'Iuti o Goti non tolse agli Anglo-Sassoni, che formavano il maggior

numero di que' conquistatori, la lor natura Germanica, nè l'uso del

_guidrigildo_, che durò in Inghilterra per molti secoli; ma il minor

numero de' Goti comunicò modi più civili alle Germaniche genti, che

abitavano in capanne agresti senza tegole e senza calce. Gl'Iuti o Goti

del 449 tramandarono parimente all'idioma Germanico degli Anglo-Sassoni

quel gran novero di voci _Ulfilane_, pel quale non dubitò l'Hikes[183]

di scrivere, che l'Anglo-Sassone somiglia mirabilmente al Gotico del

Vescovo Ulfila.

Poichè lo _stile ogivale_, a senno del Ramée, _rinacque_ nel 926

fra gli Anglo-Sassoni, egli è costretto a doverlo senza più credere

_Gotico_, ed insegnato a' Germani dagl'Iuti o Goti loro compagni nella

conquista. Costoro fino all'età di San Gregorio il Grande professarono

il sanguinoso e crudele culto, che comandava le quinquennali uccisioni,

riferite da Erodoto, degli Ambasciatori da spedirsi a Zamolxi: culto

riformato da Deceneo, che prescrisse a' Geti o Daci dirizzar Tempj e

Cappelle in onor de' loro _Ansi_ o _Semidei_ e degli Eroi. Poscia patì

altre Riforme, oscure tutte od ignote; ma celebre sopra ogni altra

divenne, sebbene in mezzo alle tenebre più fitte, la Riforma d'Odino

o Wodan, che l'armi e la Gotica predicazione diffusero prima nella

Germania Orientale di Tacito e poi nella Scandinavia. Odino, sull'orme

di Zamolxi, aprì all'anime de' guerrieri gli spazj eterei del suo

_Vahalla_, in cui gustassero la voluttà di sempre uccidersi fra loro

per rinascere a stragi novelle. Più atroci s'udirono i precetti di

Thor, descritti dal Duca Riccardo I. e da Rodolfo d'Ivry a Dudone di

San Quintino. Thor, Dio _de' Geti o Goti_[184], inacerbì la riforma

d'Odino, e si fece adorare insieme con esso, ma in primo luogo, dai

_suoi Geti o Goti_ di Scandinavia: origini, delle quali trattai nella

Storia[185], ma più copiosamente nella Tavola Cronologica[186], e

che per lunga età produssero l'effetto certissimo d'essersi versato

il sangue dell'uomo a torrenti. Poco dopo Dudone di San Quintino

lo _Scaldo_ Eilivo, figliuol di Godruna, compose il Poema del

_Thorsdrapa_, ossia della _Guerra de' Giganti di Thor_: del quale

Poema, nell'ultimo anno del secolo trascorso, il Thorlacio pubblicò

alquanti versi[187].

Questa nondimeno di Thor fu l'antica Religione di Rollone. Prima di

lui, Santo Ansgario d'Amburgo avea predicata la Cristiana in Isvezia,

e propriamente in Birca, non lontana di Sigtuna, ove poi s'innalzò

Stocolma. Egli morì nell'865; e Ramberto, suo discepolo, che ne

scrisse la Vita, narra d'aver Ansgario trovato in Birca idolatra non

pochi segni di civiltà e di commercio con infinite ricchezze (_quod

ibi essent multi negotiatores divites et abundantia totius boni atque

pecunia thesaurorum multa_[188]). Non so se fin da quell'anno 865 si

fosse costruito in Birca il Tempio, denominato Upsal, che due secoli

dopo già era famoso nel Settentrione d'Europa, secondo Adamo di

Brema[189]. Questi, verso il 1080, ne trasmise alla posterità i più

certi e minuti ragguagli; e già egli allora conosceva nella Scandinavia

le due Provincie così della Vestrogozia come dell'Ostrogozia. Birca,

dicea, s'appartiene a' Goti nel mezzo della Sveonia: »BIRKA est oppidum

GOTHORUM in medio »SVEONIAE[190]». In altro luogo dichiarava, che

Svezia e Sveonia erano la stessa cosa: »SVEONIA vel SVEDIA[191]....»: e

che l'Ostrogozia si distendea fino a Birca: »OSTROGOTHIA _protenditur

usque ad_ BYRKAM[192]». Or questa Byrka non era lontana dal Tempio

Ubsola od Upsal: »BYRKA _est oppidum_ GOTHORUM _in medio_» SVEONIAE,

_non longe a_ TEMPLO CELEBERRIMO..... UBSOLA[193]»; celebratissimo

Tempio, che per la sua ricchezza dicevasi esser tutto d'oro (_totum

ex auro paratum_), dove si veneravano, continua il Bremese[194],

le tre statue di Thor, di Wodan od Odino e di Fricco. Il pensiero

d'imprigionar gli Dei fra le pareti e d'alzar loro un simulacro sarebbe

sembrato infame ad un Germano di Tacito.

La celebrità del Tempio Upsal vicino a Birca nel 1080, ed il concorso

di varj popoli non Germanici per celebrarvi alla fine di ogni nove anni

le loro solennità, dimostrano la sua non recente costruzione. Di non

minor celebrità godeva il Tempio di Letra o Leira (Lederum) nell'Isola

Danese, oggi detta Selandia. Ditmaro di Merserburgo[195] (uscì di vita

nel milledieciotto) narrava, che in Letra scannavansi novanta nove

uomini (ma forse il novanta che precede, sta per un errore nel testo)

con altrettanti cavalli e cani e galli: orridi riti Zamolxiani; ma il

periodo quinquennale dell'uccidersi, con molti strazj, gli Ambasciatori

a Zamolxi s'era mutato in quello di nove anni.

Con lo stesso intervallo di nove anni, s'ammazzavano in Birca nel

Tempio Upsal nove capi d'ogni _animale maschio_, non escluso l'uomo.

Questi sono i racconti d'Adamo di Brema[196]; il quale riferisce in

oltre, che gli umani cadaveri si appendevano con quelli de' cani,

ludibrio a' venti ed alle pioggie, agli alberi di una sacra foresta.

Il numero nove, ripetuto in Letra ed in Birca, delle vittime alla fine

d'ogni _nono_ anno, sembra da un lato essere il prodotto d'una qualche

superstizione Pitagorica o Zamolxiana; e dall'altro ci chiarisce, che

uno era il popolo Gotico, una la Religione di quelle due Città. Enea

di Gaza, nella seconda metà del quinto secolo Cristiano si trovava in

Costantinopoli, ove ascoltò che intorno alle rive del Danubio v'era

tuttora un residuo di Geti Zamolxiani, da' quali s'uccidevano ancora

i più nobili personaggi fra essi; ciò che si faceva, secondo il parere

d'esso Enea[197], per mandarli all'immortalità. Un tal residuo di Geti

o Goti, sarà stato quello, che il Toppeltin[198], Storico non antico

della Transilvania, dicea viver tutt'ora in quella Provincia nel decimo

settimo secolo.

Maggior prova della natura Zamolxiana e Decenaica di questa Religione

passata dal Danubio nella Dacia o Dania e nella Scandinavia, mercè

le susseguenti riforme d'Odino e di Thor, si trova in ciò che Adamo

di Brema ci tramandò intorno al culto prestato a' Semidei ed agli

Eroi da' Visigoti e dagli Ostrogoti, concorrenti a Birca nel tempio

Upsal. »Colunt et DEOS EX HOMINIBUS FACTOS, quos pro ingentibus factis

immortalitate donant[199]». Ecco gli _Ansi_ o _Semidei_, da' quali

erano usciti Gapto ed Ermanarico degli Amali, e Teodorico, Re d'Italia.

Qui non mi porrò a riparlare della natura de' Geti o Goti, amica

degl'incantesimi[200]. Nel Carmide, Platone[201] parlava di quelli d'un

medico Zamolxiano de' Geti: ma Giuliano Imperatore[202] beffavasi de'

loro estatici susurri e delle loro arcane parole, dette all'orecchio.

Anche Adamo di Brema tocca delle libazioni d'ogni sorta, che facevansi

nel Tempio Upsal, delle nenie, che vi si cantavano, e della divinità

che attribuivasi agli alberi, ove s'erano i cani e gli uomini

appesi[203]. Frattanto, un lungo e non interrotto commercio avea

congiunto i Goti di Birca e di Letra cogl'Iuti o Goti della Iutlandia,

i quali nel 449 si fermarono in Cantorbery: ma questi convertironsi

prima de' Goti Scandinavici al Cristianesimo. Temo pur tuttavolta, non

qualche uso di segreti mormorii (_obmurmurationes_) e d'altre vanità

non fosse rimasto presso gl'Iuti d'Inghilterra, donde poi nacquero

le confuse tradizioni dell'arcano linguaggio degli Architetti Laici

del 926 e de' _Culdei_. Certo, il Ramèc non aspettava le conseguenze,

che i fatti fin qui esposti mi danno il dritto di trarre; che, cioè,

lo _stile ogivale_ tenuto da quello Scrittore per una ristorazione

Anglo-Sassonica, potesse in vece attribuirsi agl'Iuti o Goti di

Cantorbery, mostratori dell'arte d'edificare agli Angli ed a' Sassoni.

Costoro avevano abitato fin qui ne' tugurj e nelle capanne, ma videro

altresì per la prima volta in Inghilterra l'Architettura degli edificj

Romani. Da un'altra parte, questi medesimi Iuti o Goti, a' quali si

comandava, per precetto della Religione Zamolxiana o Decenaica, di

rizzar Tempj e Cappelle a' loro Eroi, accettarono, mi rincresce il

dirlo, l'uso del _guidrigildo_, sì vivace presso i Germani; ma ebbero

un _guidrigildo_ uguale a quello degli Anglo-Sassoni, e però non

ignobile, come l'altro imposto nelle Gallie a' Romani.

Della architettura gotica · 第 37 / 44 题