Gli _archi rotondi_ son quelli, a' quali ora il Ramée ed il Vitet[180]
con altri egregi Francesi, aventi sempre in mira lo stuolo degli
avversari di Roma, danno il nome di Sacerdotali o _Ieratici_. E però
io desidero sapere se _Ieratici_ od _ogivali_ furono gli archi voltati
da' Goti nel 534 in San Pietro di Roano, quando quel popolo era tutto
d'Ariani? Se _Ieratici_ o _Romanesi_, dunque le loro diversità dagli
_archi ogivali_ non eran cagione della differenza, che passava tra
l'_Architettura Gotica_ e la Romana, ed in cento altri modi potea la
prima separarsi dalla seconda, conservando gli _archi rotondi_, e non
perdendo il nome giustamente dovutole di _Mano Gotica_. Se _ogivali_,
sì come doveano essere perchè di tal natura furono dopo la ristorazione
del 1042, dunque dello _stile ogivale_ s'ha nel Tempio Rotomagense
un esempio illustre fino del sesto secolo, senza esservi bisogno
d'aspettare le Consorterie Laicali od Ecclesiastiche del 926.
Ma, secondo il Ramée[181], le dottrine Architettoniche, descritte
nella Carta Eboracense del 926, risalgono _all'antichità più alta_: ed
in quell'anno ardirono gli Anglo-Sassoni di York aspirare a ristorar
la vetusta sapienza, per opporsi alle tradizioni _Ieratiche_ de'
Pontefici Romani. Or chi erano questi Anglo-Sassoni, se non popoli di
Germania? Tali non nacquero gl'Iuti, che discesero insieme con essi
nel 449 alla conquista d'Inghilterra, condotti dai fratelli Hengist ed
Horsa. Sotto il nome di Iuti si comprendevano allora i Goti o Daci,
che seguitando la fortuna d'Ermanarico degli Amali conquistarono la
Iutlandia, ed ogni altra regione posta sulle rive Meridionali del
Baltico, dando all'antica Dania o Danimarca il nome di Dacia, prima di
spingersi nelle contrade oggi chiamate di Svezia e di Norvegia, ossia
della Scandinavia. Queste s'acquistarono dopo la morte d'Ermanarico
da' Goti, che vi fondarono la Vestrogozia e l'Ostrogozia; nomi, che
ancor vi durano; ma quello di Dacia s'impose più tardi anche alla
Provincia, che oggi dicesi della Scania in Isvezia. E però nell'età di
Rollonde l'appellazione di Dacia si dilatava dalle rive del Danubio,
e all'Alania fino all'Oceano Germanico. Già nella Storia narrai[182],
che gl'Iuti od i Goti del 449 fermaronsi nell'Isola di Tanet e ne'
luoghi dove sorge Cantorbery, la quale di poi accolse Lanfranco e
Sant'Anselmo: Cantorbery, non lontana di Londra, è divenuta oggi
la sede principale del recente Primato Anglicano. L'essersi uniti
cogl'Iuti o Goti non tolse agli Anglo-Sassoni, che formavano il maggior
numero di que' conquistatori, la lor natura Germanica, nè l'uso del
_guidrigildo_, che durò in Inghilterra per molti secoli; ma il minor
numero de' Goti comunicò modi più civili alle Germaniche genti, che
abitavano in capanne agresti senza tegole e senza calce. Gl'Iuti o Goti
del 449 tramandarono parimente all'idioma Germanico degli Anglo-Sassoni
quel gran novero di voci _Ulfilane_, pel quale non dubitò l'Hikes[183]
di scrivere, che l'Anglo-Sassone somiglia mirabilmente al Gotico del
Vescovo Ulfila.
Poichè lo _stile ogivale_, a senno del Ramée, _rinacque_ nel 926
fra gli Anglo-Sassoni, egli è costretto a doverlo senza più credere
_Gotico_, ed insegnato a' Germani dagl'Iuti o Goti loro compagni nella
conquista. Costoro fino all'età di San Gregorio il Grande professarono
il sanguinoso e crudele culto, che comandava le quinquennali uccisioni,
riferite da Erodoto, degli Ambasciatori da spedirsi a Zamolxi: culto
riformato da Deceneo, che prescrisse a' Geti o Daci dirizzar Tempj e
Cappelle in onor de' loro _Ansi_ o _Semidei_ e degli Eroi. Poscia patì
altre Riforme, oscure tutte od ignote; ma celebre sopra ogni altra
divenne, sebbene in mezzo alle tenebre più fitte, la Riforma d'Odino
o Wodan, che l'armi e la Gotica predicazione diffusero prima nella
Germania Orientale di Tacito e poi nella Scandinavia. Odino, sull'orme
di Zamolxi, aprì all'anime de' guerrieri gli spazj eterei del suo
_Vahalla_, in cui gustassero la voluttà di sempre uccidersi fra loro
per rinascere a stragi novelle. Più atroci s'udirono i precetti di
Thor, descritti dal Duca Riccardo I. e da Rodolfo d'Ivry a Dudone di
San Quintino. Thor, Dio _de' Geti o Goti_[184], inacerbì la riforma
d'Odino, e si fece adorare insieme con esso, ma in primo luogo, dai
_suoi Geti o Goti_ di Scandinavia: origini, delle quali trattai nella
Storia[185], ma più copiosamente nella Tavola Cronologica[186], e
che per lunga età produssero l'effetto certissimo d'essersi versato
il sangue dell'uomo a torrenti. Poco dopo Dudone di San Quintino
lo _Scaldo_ Eilivo, figliuol di Godruna, compose il Poema del
_Thorsdrapa_, ossia della _Guerra de' Giganti di Thor_: del quale
Poema, nell'ultimo anno del secolo trascorso, il Thorlacio pubblicò
alquanti versi[187].
Questa nondimeno di Thor fu l'antica Religione di Rollone. Prima di
lui, Santo Ansgario d'Amburgo avea predicata la Cristiana in Isvezia,
e propriamente in Birca, non lontana di Sigtuna, ove poi s'innalzò
Stocolma. Egli morì nell'865; e Ramberto, suo discepolo, che ne
scrisse la Vita, narra d'aver Ansgario trovato in Birca idolatra non
pochi segni di civiltà e di commercio con infinite ricchezze (_quod
ibi essent multi negotiatores divites et abundantia totius boni atque
pecunia thesaurorum multa_[188]). Non so se fin da quell'anno 865 si
fosse costruito in Birca il Tempio, denominato Upsal, che due secoli
dopo già era famoso nel Settentrione d'Europa, secondo Adamo di
Brema[189]. Questi, verso il 1080, ne trasmise alla posterità i più
certi e minuti ragguagli; e già egli allora conosceva nella Scandinavia
le due Provincie così della Vestrogozia come dell'Ostrogozia. Birca,
dicea, s'appartiene a' Goti nel mezzo della Sveonia: »BIRKA est oppidum
GOTHORUM in medio »SVEONIAE[190]». In altro luogo dichiarava, che
Svezia e Sveonia erano la stessa cosa: »SVEONIA vel SVEDIA[191]....»: e
che l'Ostrogozia si distendea fino a Birca: »OSTROGOTHIA _protenditur
usque ad_ BYRKAM[192]». Or questa Byrka non era lontana dal Tempio
Ubsola od Upsal: »BYRKA _est oppidum_ GOTHORUM _in medio_» SVEONIAE,
_non longe a_ TEMPLO CELEBERRIMO..... UBSOLA[193]»; celebratissimo
Tempio, che per la sua ricchezza dicevasi esser tutto d'oro (_totum
ex auro paratum_), dove si veneravano, continua il Bremese[194],
le tre statue di Thor, di Wodan od Odino e di Fricco. Il pensiero
d'imprigionar gli Dei fra le pareti e d'alzar loro un simulacro sarebbe
sembrato infame ad un Germano di Tacito.
La celebrità del Tempio Upsal vicino a Birca nel 1080, ed il concorso
di varj popoli non Germanici per celebrarvi alla fine di ogni nove anni
le loro solennità, dimostrano la sua non recente costruzione. Di non
minor celebrità godeva il Tempio di Letra o Leira (Lederum) nell'Isola
Danese, oggi detta Selandia. Ditmaro di Merserburgo[195] (uscì di vita
nel milledieciotto) narrava, che in Letra scannavansi novanta nove
uomini (ma forse il novanta che precede, sta per un errore nel testo)
con altrettanti cavalli e cani e galli: orridi riti Zamolxiani; ma il
periodo quinquennale dell'uccidersi, con molti strazj, gli Ambasciatori
a Zamolxi s'era mutato in quello di nove anni.
Con lo stesso intervallo di nove anni, s'ammazzavano in Birca nel
Tempio Upsal nove capi d'ogni _animale maschio_, non escluso l'uomo.
Questi sono i racconti d'Adamo di Brema[196]; il quale riferisce in
oltre, che gli umani cadaveri si appendevano con quelli de' cani,
ludibrio a' venti ed alle pioggie, agli alberi di una sacra foresta.
Il numero nove, ripetuto in Letra ed in Birca, delle vittime alla fine
d'ogni _nono_ anno, sembra da un lato essere il prodotto d'una qualche
superstizione Pitagorica o Zamolxiana; e dall'altro ci chiarisce, che
uno era il popolo Gotico, una la Religione di quelle due Città. Enea
di Gaza, nella seconda metà del quinto secolo Cristiano si trovava in
Costantinopoli, ove ascoltò che intorno alle rive del Danubio v'era
tuttora un residuo di Geti Zamolxiani, da' quali s'uccidevano ancora
i più nobili personaggi fra essi; ciò che si faceva, secondo il parere
d'esso Enea[197], per mandarli all'immortalità. Un tal residuo di Geti
o Goti, sarà stato quello, che il Toppeltin[198], Storico non antico
della Transilvania, dicea viver tutt'ora in quella Provincia nel decimo
settimo secolo.
Maggior prova della natura Zamolxiana e Decenaica di questa Religione
passata dal Danubio nella Dacia o Dania e nella Scandinavia, mercè
le susseguenti riforme d'Odino e di Thor, si trova in ciò che Adamo
di Brema ci tramandò intorno al culto prestato a' Semidei ed agli
Eroi da' Visigoti e dagli Ostrogoti, concorrenti a Birca nel tempio
Upsal. »Colunt et DEOS EX HOMINIBUS FACTOS, quos pro ingentibus factis
immortalitate donant[199]». Ecco gli _Ansi_ o _Semidei_, da' quali
erano usciti Gapto ed Ermanarico degli Amali, e Teodorico, Re d'Italia.
Qui non mi porrò a riparlare della natura de' Geti o Goti, amica
degl'incantesimi[200]. Nel Carmide, Platone[201] parlava di quelli d'un
medico Zamolxiano de' Geti: ma Giuliano Imperatore[202] beffavasi de'
loro estatici susurri e delle loro arcane parole, dette all'orecchio.
Anche Adamo di Brema tocca delle libazioni d'ogni sorta, che facevansi
nel Tempio Upsal, delle nenie, che vi si cantavano, e della divinità
che attribuivasi agli alberi, ove s'erano i cani e gli uomini
appesi[203]. Frattanto, un lungo e non interrotto commercio avea
congiunto i Goti di Birca e di Letra cogl'Iuti o Goti della Iutlandia,
i quali nel 449 si fermarono in Cantorbery: ma questi convertironsi
prima de' Goti Scandinavici al Cristianesimo. Temo pur tuttavolta, non
qualche uso di segreti mormorii (_obmurmurationes_) e d'altre vanità
non fosse rimasto presso gl'Iuti d'Inghilterra, donde poi nacquero
le confuse tradizioni dell'arcano linguaggio degli Architetti Laici
del 926 e de' _Culdei_. Certo, il Ramèc non aspettava le conseguenze,
che i fatti fin qui esposti mi danno il dritto di trarre; che, cioè,
lo _stile ogivale_ tenuto da quello Scrittore per una ristorazione
Anglo-Sassonica, potesse in vece attribuirsi agl'Iuti o Goti di
Cantorbery, mostratori dell'arte d'edificare agli Angli ed a' Sassoni.
Costoro avevano abitato fin qui ne' tugurj e nelle capanne, ma videro
altresì per la prima volta in Inghilterra l'Architettura degli edificj
Romani. Da un'altra parte, questi medesimi Iuti o Goti, a' quali si
comandava, per precetto della Religione Zamolxiana o Decenaica, di
rizzar Tempj e Cappelle a' loro Eroi, accettarono, mi rincresce il
dirlo, l'uso del _guidrigildo_, sì vivace presso i Germani; ma ebbero
un _guidrigildo_ uguale a quello degli Anglo-Sassoni, e però non
ignobile, come l'altro imposto nelle Gallie a' Romani.