Chi non dice oggidì, che l'_Architettura Gotica_ sia un falso nome
dato nella nostra età da noi ad un'Architettura, che surse per la prima
volta nel decimo e nel duodecimo secolo? Così scrivonsi oggi tutte le
Storie dell'Architettura; e tutte narrano, che allora soltanto rampollò
dall'umano cervello, senza un innanzi e senza riscontri d'alcuna sorta
nel passato, una particolar foggia d'edificare coll'_arco acuto_;
la quale stoltamente attribuissi a' Goti, privi d'ogni arte loro
propria e d'ogni disciplina. Ho già confessato, ed or confesso da
capo, d'ignorare qual fosse l'_Architettura Gotica_ nel 534, regnando
Clotario I.º su' Franchi. E ben si può e si dee deplorare sì fatta
ignoranza, ma non per essa vuolsi negare, che fuvvi l'_Architettura
Gotica_ di là dal Danubio, dond'ella venne in Ispagna e nella _Gallia
Gotica_. Nel 548 cominciò a regnare su' Goti Atanagildo, che più d'ogni
altro suo Predecessore amò l'Architettura patria Oltredanubiana, e
mantenne scintillanti più che non dianzi su questo punto gli orgogli,
onde testè favellai: Atanagildo, padre di Brunechilde, la famosa
Regina de' Franchi. L'insigne Storico Mariana scrive, che ai suoi dì
nel secolo decimo sesto sussisteano le rovine delle Gotiche fabbriche
del Re Atanagildo in Portogallo vicino ad Idana, oggi Guimaraens:
fabbriche simili perciò a quelle, che tutto il mondo nel secolo del
Mariana chiamava _Gotiche_: testimonianza tanto più vera e concludente
quando più elle sembravano brutte allo Storico, essendo ristucca in
quella stagione l'Europa de' modi tenuti dalla _Architettura Gotica_
dopo essersi nuovamente voltati gl'intelletti ad ammirar l'arte antica
d'architettare, risorta in Italia, secondo gli esempi Greci e Romani.
»IN PORTUGALIA, dice il Mariana, ex sexto decimo ab urbe GUIMARAENS
(antiquis IDANIA fuit) lapide, _pagus_ EXTAT ATHANAGILDI nomine,
_fortassis_ ab hoc tempore conditus; in eo _parientinae_ CERNUNTUR
et _aedificiorum fundamenta_ GOTTHICAE STRUCTURAE, MULTUM A ROMANA
ELEGANTIA DEGENERANTIS speciem repraesentantia[46]».
Brunechilde sposò nel 566 Sigeberto; Re de' Franchi d'Austrasia. Non
debbo qui toccare della bellezza e delle grazie, cotanto lodate da'
due Vescovi Cattolici, Venanzio Fortunato e Gregorio Turonese, di
questa egregia donzella de' Goti, la quale di poi dopo le prime virtù
meritò aspri e giusti rimproveri: ma i suoi più spietati nemici non
le negarono la lode, ch'ella d'illustri monumenti avesse riempiuto i
paesi de' Franchi, e conseguita la riputazione d'edificatrice magnanima
e grande. Ignorava ella fosse Brunechilde, che San Pietro di Roano era
stato costruita con _Mano Gotica_ dal padre di suo marito? Ed aveva
ella dimenticato di esser figliuola del Re Atanagildo? Colui, al quale
piacesse di tener per vero un simile obblio, dovrebbe dimostrare, che
la tralignante Brunechilde non avesse mai edificato in altra foggia se
non alla foggia Romana.
Questa è la troppo celebre Brunechilde, che non lasciò mai di esser
Gota; ed in qualità di Gota, non di Romana, la sua rinomanza riempì le
carte dell'_Edda_ e de' _Nibelungen_.