Ma già cominciava da lungi la luce del Vangelo a risplendere presso
gl'_Immortali_, che, per questa sola credenza loro, doveano riuscire
i primi a divenir Cristiani, e riuscirono, fra' popoli detti Barbari
dal Greco e dal Romano: da lungi, dico, nè presso tutta la nazione
Gotica. Nel 211 già Tertulliano parlava de' Daci, che aveano udita la
_Buona Novella_[19]; ma erano scarsi drappelli, che non ancor poteano
rivolgere ad altro e più fausto segno le pratiche dell'_Architettura
Gotica_, sì come avvenne poscia quando il maggior numero della nazione
si voltò al Cristianesimo. Intanto il Re Ostrogota degli Amali vinceva
i Gepidi, popolo di sangue Gotico[20], il quale avea superato e
disfatto i Burgundioni o Borgognoni. Furon costoro annoverati da Plinio
fra' Vandali, ed erano genti di Germania verso il Baltico. Le relique
di sì fatti Borgognoni furono incorporate fra i Gepidi, e tosto co'
Visigoti e cogli Ostrogoti per la vittoria conseguita dal Re Ostrogota.
In tal guisa i Borgognoni svestironsi la Germanica loro sembianza,
e passarono alla Gotica, e furono sempre ricordati dagli Scrittori
antichi fra' Goti. Tale Agatia[21], il quale dà loro espressamente il
nome di _popoli Gotici_, quali veramente divennero e si mostrarono in
tutto il corso della loro Storia.
Ne' giorni d'Ostrogota, Origene d'Alessandria in Egitto, prese a
difendere il Cristianesimo dall'imputazioni del Filosofo Celso.
Pubblicò, verso l'anno 250, i suoi Libri contro esso, il quale tanto
aveva esaltato le Gotiche antichità e la sapienza. Origene per altro
non negò punto l'antichità de' Geti[22], quantunque inferiore a quella
di Mosè. Insigne testimonianza si legge in questo lavoro contro Celso
intorno alle verità de' detti di Giuseppe Ebreo sulla conformità
d'alquanti costumi de' Geti o Goti con alcune usanze de' Giudei. Non
certamente nell'età d'Origene il Sommo Sacerdote degli Ebrei sarebbesi
potuto paragonare col Pontefice Zamolxiano o col Decenaico de' Geti o
Goti: ma l'inutile aspettazione di costoro, che Zamolxi dovesse venire
a regnar sulla terra, diè buoni fondamenti ad Origene di paragonare
questa vivissima loro speranza con l'inutile aspettazione del già
venuto Messia presso gli Ebrei. Più d'ogni altra Gotica tribù i
Crobizj aspettavano Zamolxi, celebrando a tale uopo annui banchetti e
sacrifizj. Queste Getiche pratiche religiose non aveano rimesso nulla
del loro fervore nell'età d'Origene, quando i Goti non eransi ancora
convertiti al Cristianesimo.
D'assai maggior momento per me nella trattazione sull'_Architettura
Gotica_ è l'essersi Origene accordato col suo avversario Celso nel
fatto notissimo a tutto l'Orbe Romano, che i Goti onoravano Zamolxi
col rizzargli e Templi e Statue (νηὼς καὶ ἀγάλματα[23]): tanto la fama
così della credenza Zamolxiana come della nuova riforma di Deceneo da
per ogni dove sonava, ed anche in Egitto. E però i Geti o Goti non
conquistati da Traiano, cioè i Daci liberi, non intermisero giammai
la pratica della nazionale Architettura loro, qualunque si fosse; nè
poteano intermetterla, perchè sempre obbligati dal loro culto a rizzar
Tempj e Cappelle in onore o di Zamolxi, o de' Minori Dei e degli Eroi.
Tali pratiche dell'_Architettura Gotica_ si mantenevano intere anche
per odio contro i Romani, che signoreggiavano in Sarmizagetusa, dandole
il nome d'Ulpia Traiana, e venivano _Latinizzando_ sempre più la
porzione caduta in lor potere della Dacia di Decebalo.
Così stavano le cose della Gozia e della Dacia libera da' Romani, verso
la metà del terzo secolo Cristiano, quando un insolito moto agitò i
popoli Gotici. Furono vinti nel 269 in Tracia dall'Imperatore Claudio,
che ne riportò il nome di Gotico. Abbiamo ancor le sue Lettere, ov'egli
afferma d'averne ammazzati trecento venti mila, ed affondate due mila
lor navi; d'aver in oltre fatto prigioniero uno stuolo infinito di
donne, fra le quali Unila, regal donzella de' Goti.
Uno degl'Imperatori più valorosi fu vinto dagl'Iutungi, che Dessippo
chiamava Sciti, e che si possono tenere per non diversi da' Tervingi,
tribù Visigotica. Parlo d'Aureliano, il quale poscia li vinse;
ma conobbe quanti pericoli si minacciavano dalle Gotiche genti
all'Imperio. Fra gli altri suoi provvedimenti e' circondò Roma di mura,
ed abbandonò la Dacia conquistata da Traiano. Gl'Iutungi fermaronsi
finalmente nella Rezia, e nelle parti Meridionali della Germania,
ove non si dubita che introdotto avessero l'uso della lingua Gotica.
I Borgognoni eziandio, che s'erano fatti Goti, come notò Agatia, e
deposto aveano con l'indole Germanica l'uso del _guidrigildo_[24], sì
come apparisce dalle susseguenti lor Leggi, s'accompagnarono co' Goti
nelle spedizioni di costoro contro l'Asia Minore. Innoltraronsi poscia
verso la Germania Occidentale, dove ristettero fino a che non passarono
ad abitar nelle Gallie. _Gotica_ ivi fu la loro _Architettura_, perchè
i Borgognoni divennero fervorosi Ariani: del che or ora dirò una
qualche parola.
Ma le tribù de' veri Germani di Tacito si ristrinsero nella primitiva
rozzezza loro: e solamente in alcune contrade più prossime all'Imperio
cominciò appo essi una lenta ed incerta imitazione dell'Architettura
de' Romani. Ammiano Marcellino[25], che nel 361 guerreggiò sotto
Giuliano Cesare contro gli Alemanni tra il Meno ed il Reno, vide con
sua gran maraviglia costruite alcune borgate con case all'uso Romano.