Tornata la Dacia di Traiano in balía de' popoli Gotici dopo Aureliano,
s'apre l'età di Costantino e d'Ermanarico degli Amali; l'uno e l'altro
chiamato il _Grande_. Non parlo d'Ermanarico, il quale restò fedele a'
dogmi di Zamolxi, e sì lungi spinse le sue insegne nell'Europa di là
dal Danubio, fondando in Europa quel vasto e misterioso Imperio, che
Giornande paragonava con l'altro d'Alessandro in Asia, e che si distese
dal Prut e da' Carpazj fino al Baltico; i suoi Successori poscia lo
dilatarono di mano in mano fino all'Estonia ed alle Provincie Orientali
e Settentrionali di quel Mare, non che in tutta la Scandinavia. Ma
non posso tacere di due grandi fatti avvenuti a' giorni di Costantino.
L'uno, che molti Goti furono da lui ricevuti nell'Imperio col nome di
_Federati_: l'altro, che una gran parte di Geti o Goti Zamolxiani si
convertì al Cristianesimo. Teofilo, Vescovo Cattolico, sottoscrisse
alla condanna d'Ario nel Concilio di Nicea del 325, in qualità di
_Primate della Gozia_. Santo Epifanio, che visse in quella stagione,
tramandò alla posterità le notizie de' Monasteri edificati da' Goti,
nuovi convertiti[26], per le loro Vergini. La Gotica tribù de' Protingi
ebbe altresì gran copia di Monaci Cattolici, derisi dal Pagano Eunapio,
che pose principalmente in canzone le negre lor vesti[27].
Or si potrà più mai volgere in dubbio, che nella Gozia o Dacia di là
dal Danubio durasse un'_Architettura Gotica_ dopo la conversione de'
Goti? Que' Monasteri delle Vergini, celebrate da Santo Epifanio, non
erano certamente di legno, ma di pietra: come di pietra furono il
cenacolo di Zamolxi, le Città d'Udisitana e d'Elis, i Tempj di Deceneo,
la Reggia di Sarmizagetusa e le Daciche mura effigiate nella Colonna di
Traiano in Roma. La Dacia, posseduta fino al 275 da' Romani, ei riempì,
egli è vero, di monumenti d'arti Greche e Latine; ma que' Monasteri
delle Gotiche Vergini e de' Monaci Protingi non presero punto ad
imitare alcuno de' monumenti del Paganesimo di Roma o d'Atene.
Scrive Santo Isidoro di Siviglia, che il Goto, divenuto Ariano,
edificò novelle Chiese di là dal Danubio, ma secondo il novello suo
dogma. ECCLESIAS SUI DOGMATIS SIBI CONSTRUXERUNT[28]. Ciò dimostra
la diversità, che già si stabiliva, ed era divenuta notabile, fra
l'Architettura Cattolica e l'Ariana. L'una cercava separarsi per ogni
via dall'altra: ma, di qualunque natura fossero tali gare fra le due
Architetture, Santo Isidoro parla di fabbriche Oltredanubiane, quando
egli tocca delle Chiese del rito Ariano. E però, lasciando in disparte
la Dacia stata già de' Romani, tre specie d'Architettura, la Zamolxiana
e Decenaica, la Cattolica e l'Ariana fiorivano ad un'ora in Gozia,
nella seconda metà del quarto secolo di Gesù Cristo.
Egli è facile il conoscere quanto la nuova Religione Cristiana mutato
avesse i costumi de' Goti, e come fosser finiti l'incantamenti ed il
Ponteficato stabilito da Zamolxi e da Deceneo. Ma ferme appo i Goti
Cristiani rimaseso le _Caste_ de' _Pilofori_ e de' _Capelluti_. Alcuni
di que' _Pilofori_ divennero Vescovi, che all'autorità religiosa
congiunsero eziandío la politica. Dall'ordine loro si continuarono ad
eleggere i Re: si continuarono ad eleggere gli altri Capi, a' quali,
dopo Ermanarico, si diè sovente il nome di _Giudici_ da' Visigoti, e
che non sempre furono de' Balti. Poichè già Ermanarico moriva, e già
venivano gli Unni; già gli Ostrogoti cogli Amali cadevano in potestà
de' vincitori, e perdevano, sto per dire, la loro Gotica faccia.
I Visigoti, e fra essi anche i Protingi, tentarono di resistere
all'Unnico nembo; Atanarico, _Giudice_ Visigoto, fece, secondo i
racconti d'Ammiano Marcellino, rizzar il _Lungo Muro_, ch'egli sperava
poter difendere contro gli Unni: questo perciò dovè munirsi di Torri
e d'altri propugnacoli, non che di Porte e di Posterle. Ammiano diceva
essere stata sì fatta muraglia _un'efficace opera_ e come una _lorica_
de' Visigoti[29].