Augusto lasciò stare i disegni concepiti da Giulio Cesare
d'assoggettare i Geti o Goti di Berebisto, ed assegnò il Danubio per
_limite_ all'Imperio Romano. Ma i lamenti d'Ovidio sulle continue
correrie de' Geti Oltredanubiani contro Tomi dimostrano, che questo
_limite_ non era punto rispettato dagl'_Immortali_. La fama di costoro
mosse Giuseppe Ebreo, che scrivea sotto i figliuoli di Vespasiano
Imperatore, a studiare i Getici costumi, ed e' notò particolarmente
quelli degli _Ctisti_ celibi di Posidonio, abitatori del Ponto Eussino,
facendone il paragone co' costumi degli Esseni di Giudea: tanto
l'origini ed alcuni usi Orientali de' Geti o Goti colpivano l'animo
di ciascuno. A questi Giuseppe diè nelle sue Storie il nome di Daci
_Plisti_ o _Polisti_[10]. Poco appresso Dione Crisostomo, uomo tenuto
in gran pregio da Traiano, dettò in Greco le Storie Getiche, oggi
perdute; dal quale Scrittore udimmo testè lodati gli affetti ed i
canti de' _Pii_ d'Udisitana e di Filippo. Qual perdita non fu quella
de' Commentarj, che lo stesso Traiano scrisse intorno alle sue guerre
Daciche? Non certo per lo stile, ma per le qualità degli eventi e per
la difficoltà dell'imprese doveano appena cedere il luogo a' Commentarj
della _Guerra Gallica_.
Ecco in tutto il corso de' tempi, da que' del cenacolo di Zamolxi
fino agli altri dell'assedio d'Udisitana, fiorire presso i Geti o
Goti sull'una e sull'altra riva del Danubio l'arti della Musica e
soprattutto dell'Architettura, della quale io debbo spezialmente
ragionare. Ma tutte le discipline della civiltà de' popoli non possono
discompagnarsi affatto, e l'una il più delle volte spiega e dichiara
quali siano le condizioni d'un'altra. Donde si vede, che i Geti o
Goti abitarono in città murate, come Udisitana ed Elis; ch'ebbero
in ciascuna il Collegio Sacerdotale degli armonici _Pii_; che per
comandamento di Deceneo edificarono piccioli Tempj e Cappelle in onor
degli Eroi, e de' lor Minori Dei. Nella Lituania e nella Samogizia,
conquistate poscia da Ermanarico il Grande, progenitore di Teodorico,
Re d'Italia, rimasero fino al quattordicesimo secolo, le reliquie del
culto d'una turba d'infiniti piccoli Numi, alla maniera Decenaica, e le
ricordanze del Getico Pontificato[11]. Il Dio della Terra s'appellava
tuttora Zamelusk o Ziameluski nella Lituania[12]: e fra gli Estonj,
soggiogati sul Baltico da' Geti o Goti dopo la morte d'Ermanarico
il Grande, il suono dell'arpa d'un Prete Cristiano bastò a salvare
un Castello, minacciato da essi[13]: ciò che ci rammenta gli antichi
portenti delle _Cetre_ Getiche.