X.

Ma vediamo in iscorcio i modi più pratici, e insiememente legali,

ordinati e pacifici, per conseguire sì grande effetto. Voi col veloce

ingegno supplite alla parsimonia di mie parole.

Roma per troppa vecchiezza ormai non à lingua nè moto, e soltanto la

paura le rompe alcuna fiata quel sonno a cui torna sì volentieri, e

che già piglia sembianza di letargía. Mestieri è, pertanto, che le

Chiese sì provinciali e sì nazionali, risveglinsi e parlino, e quanta

vena d'acque pure e vitali va disseccandosi in Vaticano, altrettanta ne

sgorghi e zampilli per ogni dove del bel giardino cattolico. Concedo,

o Signore, che congregare nel lor concilio nazionale i vescovi delle

Gallie, o quelli delle Spagne nel loro, e così d'altri popoli, riesca

oggi difficilissimo; e forse ai governi rispettivi non gradirebbe il

disegno, ed alcuni de' più sospettosi ne impedirebbero l'attuazione.

Ciò non ostante, la cosa è da reputarsi per buona e fattibile in sè;

e gli esempj nelle storie ne abondano, e la necessità persuade azioni

incomparabilmente più malagevoli. Nè mi sgomento a pensare che i

concilj nazionali (a condurli con ogni piena e scrupolosa legalità)

ricercano l'assenso di Roma. Perchè mal potrebbe esso lungamente e

ostinatamente venir negato a un numero grande e concorde di vescovi,

ciascuno de' quali è al papa uguale e compagno nell'ordine, e

venerabile nella dignità. Ma io stimo e son fermo di credere, che

radunanze molto più anguste e men rumorose sieno bastevoli all'uopo.

E veramente, per li sinodi diocesani e annuali de' preti, e per li

provinciali e triennali de' vescovi (i quali ultimi cominciano appena

a farsi vedere oltr'Alpe e oltre Reno), il convocarli ed aprirli non

solo va esente dalle concessioni di Roma; ma l'astenersi dal porli in

effetto e dar loro favore e incremento, contradice ad una delle più

salutevoli disposizioni della Sinodo Tridentina,[51] la quale toccò

in questo i termini non del rigore ma dell'indulgenza; conciossiachè

dal concilio santissimo di Nicea venivano i vescovi comandati di

abboccarsi nella provincia loro due volte per ciascun anno. In tali

adunanze, adunque, prescritte non che lecite, da nessuno impedite,

agevoli e pronte ad effettuarsi, io scorgo il punto dove consistere,

e il germe fecondo vi riconosco d'infinita fruttificazione. Io non

sarò presentuoso e inconsiderato da voler qui definire per filo e per

segno quello che in seno di essi concilj dee venirsi deliberando. Una

sola cosa desidero e spero, e non potendo agli uomini, la chiedo a Dio

immortale; e ciò è, che i preti ed i vescovi congregati guardino alla

urgenza estrema dei tempi, la misurino tutta quanta è, e di quindi

piglino ardire e consiglio.

Che se alcuni di quei congressi (nè parmi speranza eccessiva) l'indole

vera de' nostri tempi conosceranno, e nel chiuso dei petti umani

s'industrieranno di leggere, e massimamente del clero inferiore, queste

parole o le simili a queste addirizzeranno al Pontefice:

Scritti politici · 第 294 / 310 题