Di tal guisa, e per opera di tanta trasmutazione, eragli fatta facoltà
di pronunziare le parole stesse di Dante Alighieri: _In quella parte
del libro della mia memoria, dinnanzi la quale poco si potrebbe
leggere_ d'impensato e straordinario, _si trova una rubrica la quale
dice_ INCIPIT VITA NOVA. Non però, che Re CARLO ALBERTO non avesse
di lunga mano addestrato sè stesso all'eroica trasformazione con
abiti malagevoli di virtù, e con pratiche disciplinari, cotidiane e
durissime. E quantunque Egli siasi imbattuto a nascere d'una progenie
di re, severa quasi sempre di spiriti e austera di costumi e di
usanze, ciò non pertanto rimarrà notabile ed esemplare a moltissimi
principi il tenore della sua vita. Levarsi mattutino, e alle cure del
regno attendere tuttodì, fino alla tardissima notte, con applicazione
indefessa ed assidua. Non feste, non cacce, non isvagamenti, non
teatri, non balli: in tanta abbondanza d'agi e piaceri, in tanta
facilità di trovarli o crearli, niuna specie di singolari solazzi,
niuna voglia sregolata, niuna vanità. Frugale e parsimonioso per
sè, splendido negli altri e regalmente cortese, e delle arti geniali
munifico protettore. Presto infermato di quel malore lento e cupo,
che al sepolcro dovea menarlo molto innanzi del tempo, non pure il
sostenne con pazienza e serenità inalterabile, ma costantemente gli si
oppose con tale sobrietà ed astinenza, che ai testimonj giornalieri
soltanto del vivere suo si faceva credibile. Nè stimando, con tutto
ciò, spianata ogni ruga dell'anima, e meritato lume e soccorso da
Dio per la sacrosanta impresa che meditava, venne per parecchi anni
moltiplicando i digiuni e il fervore delle orazioni; le quali più volte
fu veduto ripigliare nel silenzio delle notti invernali, rompendo quei
sonni brevissimi che al logoro corpo suo concedeva. Così questo eroe
cristiano si persuase e credette, a parlare con l'Apostolo, _di vestir
l'uomo nuovo_, e riuscire perfetto campione della causa d'Italia, che è
pure causa di Dio.