VIII.

Io sembro, o Signori, avere di mille miglia scostato il discorso dal

suo subbietto; eppure, mai non mi è partito da sotto gli occhi, e,

senza bisogno alcuno d'artificiosa transizione, torno a lui d'un sol

passo. Conciossiachè di quella fede inconcussa nel bene, nella verità

e nella giustizia; di quel senso coraggioso, immutato ed assiduo del

dovere, di cui dicemmo soffrire inopia grandissima la nostra età;

di quella religione civile, insomma, che nell'esercizio delle virtù

publiche ammaestra e infiamma il buon cittadino, e il fa nei pensieri

e nelle opere riuscire stupendo ed intemerato; io non mi diffido di

asserire, che il primo e solenne testimonio ed esempio dato a questi

tempi vanissimi e fluttuanti nel dubio, è Re Carlo Alberto. Costui,

negli ultimi anni del suo regnare, diventato modello a sè stesso, e

trovato nella sua rigida e guardinga coscienza un nuovo aspetto di

virtù, quale l'indole propria e il rimutarsi dei casi e i moderni

concetti e le necessità d'Italia e il corso e perfezionamento della

ragion morale gli dimostrarono, visse singolare e straordinario come

principe e come uomo, e a tutti gli avvenire porse subietto imitabile.

Gloria invidiata d'Italia, potere, in tanta caduta ed umiliazione,

farsi per lui, in materia gravissima, norma salutare all'Europa, e

scuola e ammaestramento ai popoli d'una pietà eroica, e d'un abito

di religione, con solo il quale varranno le odierne generazioni a

ricomporre la forma dell'animo, e, con l'animo, i sociali e politici

ordinamenti. Fu CARLO ALBERTO devoto e pio quanto il nono Luigi,

quanto lui valoroso e leale, al par di lui penitente: ma fu datore e

servatore di libertà come un re di Sparta; amò la patria e la gloria

come un antico; sentì il debito di cittadino ed ebbe concetti magnanimi

e smisurati come un romano. Il perchè, chi vuol far ritratto fedele

di questo Principe, cerchi le credenze più sane e più inviscerate del

medio evo, e raccolga in uno le cavalleresche virtù dei Crociati;

componga il rimanente con le luminose pagine di Plutarco e di Tito

Livio. Darà prova e conferma di tutto ciò quanto son per narrare.

Scritti politici · 第 271 / 310 题