Ora, a siffatto pervertimento dell'ordine, e a tale nuova dissipazione
delle più care speranze del genere umano, non sarà posto compenso
nè termine, insino a quando non ritorni trionfante nei petti nostri
la religione. E d'altro lato, non mai questa gl'impronterà del suo
saldo e lucente suggello, insino a tanto che, permanendo eguale ed
immobile nella sostanza sua, non muteràssi in parecchie disposizioni
e accidenti, e non piglierà a santificare e validare con divina
sanzione quei pensamenti vasti, quegli affetti virili e quelle nobili
propensioni, le quali sveglia la libertà, la ragione approva, illustra
e nudre la scienza, e le quali confidansi di menare il consorzio umano
in più franca e spaziosa via di progresso e di perfezione. Da tutto ciò
risulta quello che mi sembra doversi chiamare assai convenientemente
la Religione Civile. E perchè non mi accade qui di spiegare e chiarire
come in aula accademica i larghi e fecondi concetti adunati sotto
tale denominazione, ve ne darò con qualche acconcia definizione e
similitudine un cenno ed un saggio. La Religione Civile, pertanto,
che è dal secolo desiderata più che altro bene, e si va nelle menti e
nei cuori ogni dì più rivelando, non reca (e mai nol potrebbe) alcun
detrimento ed alterazione alla santissima religion nostra, e alla
moralità perfetta degli Evangeli; ma, per opposto, ella è un incremento
leggiadro e mirabile, e una nuova faccia della virtù e del bene, poco
avvertita per innanzi e male intelletta: chè la virtù umana procede
ella pure con legge di spiegamento e di ampliazione, non forse a
rispetto delle sue interiori disposizioni, il cui pregio raccogliesi
tutto per avventura nella perfezione della volontà, ma sì certo a
rispetto delle esteriori manifestazioni, e della potenza ch'essa virtù
acquista maggiore e più celere di effettuare il bene e moltiplicarlo,
e crescere la universale eccellenza del genere umano. La _Religione
Civile_, pertanto, dilata e sublima con nuovi uffici la cristiana
pietà, in quanto che alle virtù mansuete e private aggiunge ed innesta,
assai meglio che per addietro, le pubbliche, e alle famigliari le
cittadine; santifica tutti i negozj politici con puro consiglio
operati; insegna, più schiettamente che in ogni passato tempo, i
termini dell'obbedire e del comandare; nè si ferma, come insino a qui
parean fare i buoni, ai lamentevoli libri di Giobbe, ma prosiegue
oltre, e legge e medita assai intentivamente e con fervoroso animo
nei santi libri de' Maccabei. Insomma, la Religione Civile infonde e
sveglia nella mistica lira dell'uman cuore una nuova e celeste armonia,
stata finora sentita da pochi spiriti eletti, e solo con segni e colori
simboleggiata dal divino Raffaele, quando alla forma greca soavemente
trasmise e congiunse la idea e il sentimento cristiano. Resta che nel
mondo morale la medesima contemperanza si effettui, e la immacolata
luce degli Evangeli penetrando di sè le virtù greche e latine,
le ammendi e purifichi, e tanto valore lor porga, quanto le virtù
ascetiche ed eremitiche ànno paruto sino a qui possedere per proprio ed
unico privilegio.