VII.

Ora, a siffatto pervertimento dell'ordine, e a tale nuova dissipazione

delle più care speranze del genere umano, non sarà posto compenso

nè termine, insino a quando non ritorni trionfante nei petti nostri

la religione. E d'altro lato, non mai questa gl'impronterà del suo

saldo e lucente suggello, insino a tanto che, permanendo eguale ed

immobile nella sostanza sua, non muteràssi in parecchie disposizioni

e accidenti, e non piglierà a santificare e validare con divina

sanzione quei pensamenti vasti, quegli affetti virili e quelle nobili

propensioni, le quali sveglia la libertà, la ragione approva, illustra

e nudre la scienza, e le quali confidansi di menare il consorzio umano

in più franca e spaziosa via di progresso e di perfezione. Da tutto ciò

risulta quello che mi sembra doversi chiamare assai convenientemente

la Religione Civile. E perchè non mi accade qui di spiegare e chiarire

come in aula accademica i larghi e fecondi concetti adunati sotto

tale denominazione, ve ne darò con qualche acconcia definizione e

similitudine un cenno ed un saggio. La Religione Civile, pertanto,

che è dal secolo desiderata più che altro bene, e si va nelle menti e

nei cuori ogni dì più rivelando, non reca (e mai nol potrebbe) alcun

detrimento ed alterazione alla santissima religion nostra, e alla

moralità perfetta degli Evangeli; ma, per opposto, ella è un incremento

leggiadro e mirabile, e una nuova faccia della virtù e del bene, poco

avvertita per innanzi e male intelletta: chè la virtù umana procede

ella pure con legge di spiegamento e di ampliazione, non forse a

rispetto delle sue interiori disposizioni, il cui pregio raccogliesi

tutto per avventura nella perfezione della volontà, ma sì certo a

rispetto delle esteriori manifestazioni, e della potenza ch'essa virtù

acquista maggiore e più celere di effettuare il bene e moltiplicarlo,

e crescere la universale eccellenza del genere umano. La _Religione

Civile_, pertanto, dilata e sublima con nuovi uffici la cristiana

pietà, in quanto che alle virtù mansuete e private aggiunge ed innesta,

assai meglio che per addietro, le pubbliche, e alle famigliari le

cittadine; santifica tutti i negozj politici con puro consiglio

operati; insegna, più schiettamente che in ogni passato tempo, i

termini dell'obbedire e del comandare; nè si ferma, come insino a qui

parean fare i buoni, ai lamentevoli libri di Giobbe, ma prosiegue

oltre, e legge e medita assai intentivamente e con fervoroso animo

nei santi libri de' Maccabei. Insomma, la Religione Civile infonde e

sveglia nella mistica lira dell'uman cuore una nuova e celeste armonia,

stata finora sentita da pochi spiriti eletti, e solo con segni e colori

simboleggiata dal divino Raffaele, quando alla forma greca soavemente

trasmise e congiunse la idea e il sentimento cristiano. Resta che nel

mondo morale la medesima contemperanza si effettui, e la immacolata

luce degli Evangeli penetrando di sè le virtù greche e latine,

le ammendi e purifichi, e tanto valore lor porga, quanto le virtù

ascetiche ed eremitiche ànno paruto sino a qui possedere per proprio ed

unico privilegio.

Scritti politici · 第 270 / 310 题