Ma un sì vasto e laborioso edificio di leggi e di studj, a costruire
il quale vorrete intendere con ogni ardore, avrebbe fondamento di
creta e di sabbia, quante volte non l'afforzassero da ogni banda i
due sostegni più saldi del franco e sicuro vivere, che sono la libertà
di stampa e l'armi cittadine. E poichè piacque all'anima generosa del
nostro pontefice di voler munire a sufficienza dell'una e delle altre
la incominciata rigenerazione di nostra patria, noi vi preghiamo e
sollecitiamo ad usare ogni accorgimento e ogni modo a fine che il buon
desiderio del principe non sia impedito e frodato, e possiate voi e i
colleghi vostri compire e perfezionare tali due istituzioni; di cui la
prima è la mente e la seconda è il braccio del popolo; e con l'una si
cerca la piena e spontanea cognizione del vero, con l'altra si vieta a
chiunque di contrastarne e turbarne la possibile effettuazione.
Voi vi adopererete, pertanto, ad ottenere che in ogni materia
d'interesse civile e politico, e la qual non s'attenga nè al dogma
nè a negozj di religione, sia la censura a grado a grado abolita,
e solo rimanga il reprimente delle leggi come si pratica appresso i
popoli più civili. Chè quando anche, in sulle prime, l'esercizio di
tal preziosa facoltà e franchigia non procedesse mai sempre ammodato e
prudente (riuscendo molto più arduo il bene usare d'un diritto che il
possederlo), ciò non può turbare nè sgomentare salvo che i pusillanimi
e gl'inesperti affatto della vita politica: poichè la stampa emancipata
e sciolta da ogni censura, emenda col tempo e frena necessariamente sè
stessa; avverandosi ogni dì questo, ch'ella tanto scapita nel credito
e nell'autorità, quanto falsa il vero e trasmoda; e, per lo contrario,
tanto à maggiore e durevole imperio sugli animi e sulle intelligenze,
quanto si fa temperata, circospetta e severa. Rimane che noi vi
avvertiamo di cosa sopramodo importante; e ciò è ch'eziandio la stampa
non censurata diviene timida e serva con l'apparenza di liberissima,
ognorachè gli scrittori possano venire tradotti innanzi a giudici male
preoccupati e soverchio dipendenti e suggetti al governo. A voi tocca
quindi badare con gran diligenza alla specie di tribunale e alla forma
di giudicio cui si vorranno sottoporre i giornalisti e gli scrittori
d'ogni ragione.
Quanto è poi alle armi, voi primamente dovete levar di mezzo tutti
quegli impacci e rompere quelle dimore per cui la istituzione sì bene
augurata della Civica procede (sia luogo al vero) lenta, incerta, e
in varia e disforme maniera. Voi mostrerete al glorioso Pio, come i
municipj nostri sieno tutti apparecchiati a largheggiar nelle spese,
con sacrificio ed annegazione, per l'armamento spedito e compiuto
de' cittadini; come desiderino caldamente buon numero d'ufficiali
istruttori, de' quali se lo Stato patisce difetto, vorrebbero pure che
si chiamassero ed invitassero da alcun'altra provincia italiana, e dal
Piemonte segnatamente, che n'è in copia fornito: e ciò condurrebbe
eziandio questi popoli a stringere nuova colleganza e amicizia coi
subalpini fratelli nostri. Voi mostrerete come da tutti i savj delle
provincie pontificie s'aspetti bramosamente che gli ordini disciplinari
della Guardia cittadina sieno presto compiuti, propalati e condotti
all'atto, ed escludasi da essi persino l'ombra e il sospetto della
parzialità e del privilegio, vegliando il governo con assiduità e
rigore per la esecuzione esatta e durevole delle leggi. Imperocchè,
rimossa o rallentata di un poco tal vigilazione e perseveranza, la
istituzione della Civica o non gitterà affatto radici, o potrannosi
sbarbare e recidere più che facilmente; essendochè in Francia stessa,
dove i popoli sono per natura bellicosissimi e così adatti e proclivi
alle armi e arrendevoli alla disciplina, mal si sarebbe introdotta e
corroborata la milizia cittadina, qualora non l'avesse il governo,
con lodevolissima ostinazione e severità, conservata viva, e fatta
sempre istruire ed esercitare. In fine, voi mostrerete come potendosi
rinnovellare la paura e il rischio dell'invasione, sia per noi tutti
bisogno grande di prepararci alle più salde difese con quiete e
subordinazione, ma con prontezza altresì e con energia. Per ciò è
necessario che dalla Civica stanziale, o (come in Francia la dicono)
sedentaria, si cavi la Guardia mobile; la quale, sì per effetto
della cerna che la compone, sì per la speciale disciplina che le si
appropria, è sola capace di ajutare e spalleggiare utilmente la truppa
assoldata. Ma nessuna forma di Guardia civica, nessun ordinamento di
bande, nessun artificio di tattica può reggere e prevalere contro un
nemico assai poderoso, quando non vi sia esercito, o vi sia troppo
scarso e troppo male assettato: e chi non sente tal verità, cade in
errore grave e funesto, e di cui troppo tardi dovremmo pentirci. Le
cure, adunque, del governo e della Consulta sieno pur volte eziandio
inverso le truppe di linea: ne crescano quanto si può il numero; le
forniscano di buoni ufficiali, e di numerose e valide artiglierie; le
addestrino ed esercitino ad ogni fazione, ad ogni fatica; le scaldino e
confermino tuttavia ne' nobili sentimenti di nazionalità e di onore.