VIII.

Deputato delle città Metaurensi! nell'opere e ne' consigli vostri sta

ora collocata gran parte di nostra salute, anzi gran parte della salute

d'Italia; perchè, a similitudine de' tempi antichi, l'Italia torna

maravigliata a girar lo sguardo inverso di Roma; e l'esempio che di là

muove e risplende, i volenti attrae e i non volenti trascina. Per ciò,

la preghiera ultima che vi addirizziamo, si è di considerare in ogni

proposta e in ogni deliberazione non che il bene de' popoli pontificj,

ma le relazioni e i legami altresì che aver possono quelle col bene

e il risorgimento della patria comune. In questo tempo medesimo che

vi parliamo, ci giunge nuova che la lega doganale proposta fra Roma,

Firenze e Torino, viene dai principi contraenti accettata e decretata.

Noi in tal fatto riconosciamo con giubilo il cominciamento e la caparra

d'una Confederazione italica, da cui tutti trarremo, ajutandoci Dio,

la forza e la dignità di nazione; trarremo l'alterezza, il coraggio,

gli spiriti bellicosi, il gagliardo operare, l'audace intraprendere

de' popoli grandi. A voi spetta, con la bontà e opportunità de'

consigli, di preparare a tale evento fortunato e desideratissimo

tutte le vie e tutte le agevolezze. Con questa intenzione noi vorremmo

(per pure indicarvi alcuna particolarità) che ai principi della lega

fosse proposta e raccomandata la conformità perfetta della moneta e

quella dei pesi e delle misure. Vorremmo che fosser pregati a sbassare

di comune accordo la tassa sulle lettere, e a istituire in comune

pubbliche mostre annuali di arti e manifatture, cangiando di luogo come

per li congressi scientifici si costuma, e premiando i più meritevoli

con medaglie e scritte a nome della lega. Vorremmo parimenti, che a

nome di lei una bandiera s'inalberasse su tutte le navi pertinenti ai

tre Stati e a quelli che accederanno, e la quale correndo su i mari e

spiegandosi dentro i porti annunciasse al mondo questo fatto novissimo

e quasi insperato: che, cioè, la nazione italiana esiste, e che è

in via di raccogliere e ricongiungere pacificamente tutte le membra

intorno al sacrosanto suo capo, che è Roma.

Il 25 di novembre del 1847.

Scritti politici · 第 69 / 310 题