Deputato delle città Metaurensi! nell'opere e ne' consigli vostri sta
ora collocata gran parte di nostra salute, anzi gran parte della salute
d'Italia; perchè, a similitudine de' tempi antichi, l'Italia torna
maravigliata a girar lo sguardo inverso di Roma; e l'esempio che di là
muove e risplende, i volenti attrae e i non volenti trascina. Per ciò,
la preghiera ultima che vi addirizziamo, si è di considerare in ogni
proposta e in ogni deliberazione non che il bene de' popoli pontificj,
ma le relazioni e i legami altresì che aver possono quelle col bene
e il risorgimento della patria comune. In questo tempo medesimo che
vi parliamo, ci giunge nuova che la lega doganale proposta fra Roma,
Firenze e Torino, viene dai principi contraenti accettata e decretata.
Noi in tal fatto riconosciamo con giubilo il cominciamento e la caparra
d'una Confederazione italica, da cui tutti trarremo, ajutandoci Dio,
la forza e la dignità di nazione; trarremo l'alterezza, il coraggio,
gli spiriti bellicosi, il gagliardo operare, l'audace intraprendere
de' popoli grandi. A voi spetta, con la bontà e opportunità de'
consigli, di preparare a tale evento fortunato e desideratissimo
tutte le vie e tutte le agevolezze. Con questa intenzione noi vorremmo
(per pure indicarvi alcuna particolarità) che ai principi della lega
fosse proposta e raccomandata la conformità perfetta della moneta e
quella dei pesi e delle misure. Vorremmo che fosser pregati a sbassare
di comune accordo la tassa sulle lettere, e a istituire in comune
pubbliche mostre annuali di arti e manifatture, cangiando di luogo come
per li congressi scientifici si costuma, e premiando i più meritevoli
con medaglie e scritte a nome della lega. Vorremmo parimenti, che a
nome di lei una bandiera s'inalberasse su tutte le navi pertinenti ai
tre Stati e a quelli che accederanno, e la quale correndo su i mari e
spiegandosi dentro i porti annunciasse al mondo questo fatto novissimo
e quasi insperato: che, cioè, la nazione italiana esiste, e che è
in via di raccogliere e ricongiungere pacificamente tutte le membra
intorno al sacrosanto suo capo, che è Roma.
Il 25 di novembre del 1847.