Forza è confessare che la scienza e la pratica insieme conoscono
molto meglio le guise di produr la ricchezza, di quello che il mezzo
e l'arte di equamente distribuirla. Noi vi preghiamo, o signore, con
viva istanza, di condurre spesso le vostre cogitazioni sullo stato
degli indigenti; e, in generale, su tutto ciò che tiene riferimento
col buono o mal essere della plebe, che è la parte maggiore e più
sfortunata dell'umana famiglia. V'à paesi in cui i lavori pubblici,
la polizia, la marineria, la casa del principe ànno sembrato oggetti
di gran pondo e sì vasti e implicati, da domandare la istituzione di
uno special ministero. Ma in niun luogo peranche (a quello che noi
sappiamo) è caduto in animo di commettere ad un supremo ufficiale
lo studio e il carico peculiare della tutela ed educazione del popol
minuto. A noi sarebbe caro oltremodo che questa gloria d'innovazione e
giustizia toccasse all'immortale nostro pontefice.[7] Ma come ciò sia,
noi desideriamo forte che del tutelare ed educare le classi inferiori
stia in voi continuo il pensiero e la cura, imperocchè questo è
domandato con pari istanza dalla civile carità e dalla salute d'Italia.
Nessuna gran cosa si opera al mondo senza l'animo e le braccia del
popolo, e dal popolo solo riceverà l'Italia la sua redenzione ferma e
finale. Ei si conviene pertanto, rimirando tal subbietto eziandio dal
lato degli interessi politici, che le moltitudini veggano apertamente
e si persuadano, la nuova forma dello Stato e le nuove miglioranze
tornare a certo e grande utile loro. Pur troppo, non ci è nascosto che
alla povertà e indigenza delle infime classi le leggi e gl'istituti
civili insino a qui praticati non valgono a recar rimedio sollecito,
sostanziale e durevole; e d'altra parte, sappiamo che nelle teoriche
nuove dei socialisti è poco più altro di bene dal coraggio e dal buon
desiderio in fuori: ciò non ostante, debbesi avere per fermo e per
dimostrato, che la beneficenza pubblica esercitata con zelo prudente e
sagace arreca mille conforti ed alleviamenti alle sventure del popolo,
e non v'è termine fisso ed irremovibile a questo parziale e gradual
scemamento dei mali dell'infima plebe. Ciò che spetta peculiarmente
alle leggi e al governo in tale materia, è il porre in concordia
e il condurre a certa unità d'azione e di mezzi tutte le disparate
e disgregate opere e istituzioni di carità e beneficenza; i quali
istituti ed atti bene coordinati e connessi moltiplicano e variano
senza fine l'efficacia loro, e disgregati invece e sconnessi perdono
non rade volte quasichè per intero il frutto prezioso dello zelo eroico
che gli à promossi e adempiuti.
Voi porrete altresì gran diligenza e premura a studiare il concetto
generoso e caritativo del principe di voler fondare case di
educazione, e pubblici lavorii e officine pel popolo inferiore; ma
pigliamo arbitrio di avvertirvi, che l'alto proposito è oltre modo
più malagevole ad effettuarsi, di quello che abbia paruto a taluni
chiamati ad ajutarlo col loro consiglio: e ciò diciamo tenendo l'occhio
sul rapporto testè pubblicato da essi, e indiritto all'eminentissimo
segretario di Stato cardinale Ferretti.