I buoni prendono giusta allegrezza a vedere che in Toscana, in
Lombardia e in altre provincie d'Italia si pensa e suda all'istituzione
delle _casse dei risparmj_, a quella delle scuole infantili e delle
scuole lancastriane, alla compilazione di più giornali popolareschi,
e ad altri mezzi efficaci ad educare e rigenerare la povera plebe.
Se dovunque il popolo è autore di grandi fatti, in Italia è stato di
sommi e miracolosi: e chi fa stima conveniente della vecchia stirpe
latina, ed à ragionevol fede nelle prodigiose facoltà inserite in lei
da natura, debbe ansiosamente aspettar di vedere quello che produrranno
le intelligenze popolane, riscosse dal torpore profondo di quasi tre
secoli; e quello che potrà in loro la coscienza restituita del proprio
ingegno e della dignità propria, la curiosità ridestata e vogliosa di
apprendere alcuna porzione del vero, la notizia sopravvenuta d'altri
paesi, d'altre leggi, d'altri istituti, di tanta maggior ricchezza,
potenza, gloria ed attività.
Abbiamo fede nelle plebi italiane.
Ma la nuda, nuda istruzione è strumento così del bene come del male,
e più rado forse del primo che del secondo. Però intendasi con fatica
incessante all'educazione dell'animo: e poichè il buon senso del
popol minuto sempre vuole unificata la moralità con la religione,
sforziamoci, quanto si può meglio, di purgare la pietà religiosa della
scura feccia che la corrompe: sopratutto si volga l'animo a insegnare e
persuadere la _religione civile_, quella cioè che insieme con le virtù
private insegna ed inculca le pubbliche, santifica tutte l'opere volte
ad ajutare il progredimento sociale, e chiama il Vangelo codice eterno
e divino di libertà e di fratellanza. Avventuratissimi gli Italiani, se
riusciranno a instillare nell'animo dei più la _religione civile_: ma
l'impresa è dura e diuturna e piena di cure e travagli; perchè quella
forma di religione non pure è nuova nel popol minuto, ma si è nuova
in gran parte nella cristianità, la quale à più spesso udito insegnare
l'obbedienza passiva, la perfezione dei solitarj e una muta e indolente
rassegnazione: però il vero non istà chiuso, e già comincia a splendere
di gran luce per molti libri. Il mondo impigliato ne' traffichi e
nelle lascivie, infiacchisce di più in più e prende a schifo i nobili
pensamenti, e poco o nulla risponde a quei desiderj e a quelle speranze
che tutto il cuore gli ardevano, or sono appena cinquant'anni. Un
sentimento nuovo bisogna, forte, immaginoso, infinito: e questo dove
lo rinverremo noi, salvo che nella religione civile, in cui la libertà
è santa cosa, la fratellanza e la carità nella plebe sono un supremo
dovere, il progredimento indefinito dell'umanità nel vero e nel bene è
il consiglio perpetuo della Provvidenza?