Il buon Italiano a' dì nostri debb'essere un animo forte e incorrotto,
apparecchiato alla sventura, ugualmente sdegnoso della servitù, che
afflitto ed avverso ai vizj e alle colpe de' servi. In mezzo a genti
fiacche, oziose, lascive e non curanti del viver comune, ci dee serbare
austerità e purità di costumi, volontà infiammata e sempre operosa,
prudenza con dignità, coraggio con fede. A lui dee star sempre nel
cuore la dolce patria, e volerne il bene in tutti i modi, per tutte
le vie, con incessante sudore, con ferma perseveranza. Facil cosa
è cospirare; facile aspettare oziando e gozzovigliando il segnale
della rivolta; non troppo difficile e laborioso maneggiarsi nelle
sètte e rischiare la vita in una congiura: ma duro e difficilissimo
travagliarsi quotidianamente e in silenzio per cogliere senza fama un
frutto scarso e tardivo di bene, e per fecondare, con lunga e tediosa
sollecitudine, un suolo smagrato da tre secoli d'infortunj, di vergogne
e di tirannie.