1. — _Della emendazione di sè stesso._

Il buon Italiano a' dì nostri debb'essere un animo forte e incorrotto,

apparecchiato alla sventura, ugualmente sdegnoso della servitù, che

afflitto ed avverso ai vizj e alle colpe de' servi. In mezzo a genti

fiacche, oziose, lascive e non curanti del viver comune, ci dee serbare

austerità e purità di costumi, volontà infiammata e sempre operosa,

prudenza con dignità, coraggio con fede. A lui dee star sempre nel

cuore la dolce patria, e volerne il bene in tutti i modi, per tutte

le vie, con incessante sudore, con ferma perseveranza. Facil cosa

è cospirare; facile aspettare oziando e gozzovigliando il segnale

della rivolta; non troppo difficile e laborioso maneggiarsi nelle

sètte e rischiare la vita in una congiura: ma duro e difficilissimo

travagliarsi quotidianamente e in silenzio per cogliere senza fama un

frutto scarso e tardivo di bene, e per fecondare, con lunga e tediosa

sollecitudine, un suolo smagrato da tre secoli d'infortunj, di vergogne

e di tirannie.

Scritti politici · 第 27 / 310 题